La pace possa prevalere sulla Terra! — Giornata Internazionale della Pace 2014 – Johan Galtung

Che buona idea, questa giornata! Per riflettere, fare l’inventario, godersi la pace, deplorare la non-pace.

E la prima riflessione è questa: la pace è la condizione normale dell’umanità, proprio come la salute. C’è tanto comportamento normale, semplice, decente in giro, tanto aiuto reciproco, un darsi una mano, cameratismo, amicizia, buon vicinato quando si è colpiti gravemente dalla sventura. E percepiamo la mutualità, la reciprocità incondizionata; non sempre ma perlopiù.

Vai in un aeroporto, mettiti vicino all’uscita passeggeri, lato arrivi, dove si incontrano le persone più care – osserva gli abbracci, il calore, gli occhi scintillanti, i sorrisi, il riso. Ecco appunto. Armonia, risonanza – con la profonda tristezza occasionale condivisa, il dolore; qualcosa ha colpito.

Vai in un ristorante, non troppo rigido, formale – più una comune trattoria. E lo si vede di nuovo, il piacere, cibo, bevande, atmosfera solidale, il piacere condiviso – le barzellette, i sorrisi.

Tutto questo avviene per gran parte del tempo, poi succede qualcosa d’accidentale, sorge un problema. Come la salute: c’è tanto benessere fisico e mentale se solo ci preoccupiamo di notarlo, compreso il nostro – poi insorge qualche malattia, più o meno grave, e cattura tutta l’attenzione, sicuramente dei media. Per gran parte del tempo la maggioranza di noi vive in pace e in salute. In un anno qualsiasi, nel mondo non tutti stanno combattendo, solo perché due paesi sono coinvolti in una stupida guerra; né tutti quanti sono ammalati a causa di un’epidemia di malaria o di ebola, per quanto dolorosa sia per le vittime.

Manteniamo il senso delle proporzioni. Nel grande traffico automobilistico, quasi tutti gli strumenti di bordo dei veicoli sono ampiamente nella norma. Ma improvvisamente succede un incidente. Ci focalizziamo sugli autisti, le auto e i tratti stradali soggetti a incidenti come sugli stati, le culture e le strutture belligeranti, per imparare (perché non anche da ciò che c’è di meglio?). Ma questo non dovrebbe renderci ciechi su tutta quanta la pace e la salute; perfino aziende capitaliste a conduzione molto centralizzata, di vertice, sovente funzionano – ma in caso contrario, il danno può essere devastante per molti e per un lungo periodo.

Riflettiamo su pace o su non-pace? Su entrambe, ovviamente.

Pace. Parolina di due sole sillabe e quattro lettere, fred-rauha-mir-peace-vrede-Friede-paix-paz-pace-pau-beke-eirene-shalom -sala’am-shanti-ho ping-heiwa, per citarne alcune. Breve, senza pretese, così convincente. Cose concretissime da fare – alcune più difficili come gestire traumi e conflitti, altre più facili da farsi, semplicemente diffondendo calore, affetto; manifestando pensieri e sentimenti caldi con parole e atti calorosi.

Ma quella parolina implica molto di più, che può scomparire fra le nubi e oltre. “Non fate disegni di me”, dice, “fate pure coseconcrete ma non otterrete più d’una frazione di me. Sono lo spirito che dà senso aldilà della vita biologica, della salute fisica. Io sono quello che vi unisce tutti“.

L’anima della cooperazione, non solo il dai-e-prendi nel famoso “fai agli altri quel che vorresti facessero a te”, in certa misura aldilà del non fare agli altri quel che preferireste non facessero a voi. C’è qualcosa che fluisce, qualcosa oltre “beni e servizi” e “piacere, dolore”. Un certo genere di medium, etere se si vuole, in cui sono inglobate le nostre relazioni, seminato con semi di pace, che sbocciano in fiori pieni a livelli sempre più alti e complessi. Pace positiva.

Sentite crescere quel medium. Un senso di noi prende forma. Il fare e non fare egocentrico ad altri cede il passo a gioie condivise e dolori con altri, a ego inseriti in un Noi, per una risonanza, una genuina armonia.

Osservate espandersi quel medium, dal vostro ambito ristretto a un’umanità assetata di compassione; sentite i loro alti e bassi, la vostra compassione può toccarli. Costruitevi ponti nell’immaginazione, verso Unto This Last [Fino a quest’ultimo] di Ruskin-Gandhi; non solo verso la sofferenza, anche verso la realizzazione. Ammettetele entrambe. Permettetevi di esserne toccati, ispirati.

Osservate approfondirsi quel senso di noi, in una specie di fusione. Il se stesso e l’altro diventano una sola cosa, seppur solo per un istante, una monade. L’ego rimpicciolisce; le relazioni, anche passate, future, sovrastanti.

Pace concreta, o pace spirituale? Entrambe, naturalmente.

Natura. I famosi versi di Goethe “Über alle Gipfeln ist Ruh, Über alle Wipfeln spürest Du, Kaum einen Hauch”, Su ogni cima è pace; in ogni chioma senti appena un alito.” (dal “Canto notturno del viandante II”). Sono un inno alla pace nella natura come quiete, assenza di vento. Quella è una pace della natura.

Un’altra pace della natura: in Spagna ci sono lassù due monti di chiaro genere, enormi –Adamo ed Eva; che esalano pace nella loro immobilità eterna, immoti eppure immensamente toccanti e ispiranti. In assenza di vento o con la tempesta, ugualmente fedeli. I guardiani sono lì.

E ancora un altro. Un fiume con cascate e mulinelli, una spiaggia con il ritmo delle onde, che vi s’infrangono, lunghe, per sempre. Tutto è movimento, come fiocchi di neve nel vento in una giornata invernale; eppure c’è ritmo e armonia. L’acqua gela, l’oceano si appiattisce, la neve copre la terra.

È lo Stato di Diritto, le leggi di Natura – forse un giorno negoziabili con minor distanza dalla Natura – la nostra libertà è vederci dentro (Hegel).

Arti. Ecco un tentativo:

KUNST OG FREDLa oss löftes av kunsten?

som kunstnerne har löftet

den oppover, utover det vanlige?

utover alldagen

slik at vi kan skue langt

utover grenser og klöfter

i vårt uryddige menneskelandskap?

inn i andre öyne som også er blitt löftet?

utover det vanlige

for å forenes ?i fred.

ARTE E PACELasciamoci innalzare dall’arte

Così come gli artisti sono innalzati

verso l’alto, al di fuori, oltre l’ordinario,

oltre il comune;

consentendoci di vedere

molto oltre i confini e i solchi

del nostro disordinato paesaggio umano

in altri occhi che a loro volta

sono stati innalzati

al di sopra dell’ordinario

per essere uniti in pace.

 

L’arte è un medium. La musica ci riempie, e noi siamo dentro la musica, quei momenti di interezza, in un’elegante sala concerti o on-the-rock, in una strada. Quell’elemento spirituale oltre noi in qualunque arte; nel tempo in quanto musica, letteratura; nello spazio in quanto pitture, sculture; in entrambi come dramma, teatro, opera. L’arte scritta può comunicare più facilmente la concretezza, ma perciò essere anche divisiva; una forma astratta per occhi od orecchie può essere meno divisiva, più unificante – ma per che cosa? Qualunque sia la risposta, c’è quel momento di interezza, di unità. Prezioso.

Il naturale o l’artistico? Entrambi, ovviamente. La pace possa prevalere. 

21 settembre 2014

Traduzione di Miky Lanza per il Centro Sereno Regis
Titolo originale:May Peace Prevail on Earth! — International Peace Day 2014

https://www.transcend.org/tms/2014/09/may-peace-prevail-on-earth-international-peace-day-2014/

Una replica a “La pace possa prevalere sulla Terra! — Giornata Internazionale della Pace 2014 – Johan Galtung”

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