Movimento dei movimenti: se ci sei batti un colpo! – Nanni Salio

Tutti in ordine sparso, senza comunicare gli uni con gli altri. Mentre a New York e in altre città degli USA, come si vede dall’articolo qui di seguito, ci si aspetta una delle più grandi manifestazioni sul tema del cambiamento climatico, programmata per il 21 settembre, qui da noi, a Firenze nella stessa data è indetta una manifestazione per la pace, peraltro con un programma piuttosto generico. E a Torino, sempre nello stesso giorno, una “Bike pride 2014” (l’italiano è ormai fuori moda!) dal titolo piuttosto curioso, di vaga reminiscenza cinese “Pedalare ti arricchisce”.

Ovviamente, tutto avviene nella totale mancanza di conoscenza reciproca, come se cambiamento climatico, minacce di guerra globale e guerre in atto, alternativa al trafficio automobilistico e al petrolio fossero temi separati.

Non tanto tempo fa, in molti hanno provato a immaginare un “Movimento dei movimenti”, capace di aggregare persone, gruppi, associazioni per promuovere quel cambiamento globale di cui si avverte una estrema necessità. Ma sinora l’unico “cambiamento globale” è quello, inesorabile e potentissimo, del clima, e l’unico “movimento dei movimenti” è quello dei poteri oligarchici di quello 0,01% che tira le fila del grande teatrino dei burattini nel quale si rappresentano le tragedie della nostra umanità, individuali e collettive.

Ma non disperiamo, prima o poi saremo costretti, volenti o nolenti, a prendere coscienza e a risvegliarci dall’intorpedimento e istupidimento collettivo. Forse, allora, se non sarà troppo tardi, vedremo nascere il fantomatico “Movimento dei movimenti”.

 

 

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Clima, la marcia globale il 21 settembre per fermare i cambiamenti climatici

Marina Perotta18 settembre 2014

Si tiene a New York il prossimo 21 settembre la Marcia Globale per il clima. Centinaia di eventi però sono previsti anche nel resto del Pianeta per quella che si annuncia come una delle più imponenti manifestazioni spontanee nate per chiedere ai politici di mettere in atto azioni per proteggere la Terra dai cambiamenti climatici

Una marcia per il clima, forse la più grande mai organizzata è prevista per il prossimo 21 settembre su scala globale. Vi prendono parte 950 associazioni che chiederanno che il 23 settembre a New York, in occasione del Climate Summit 2014 e 69esima Assemblea Generale ONU, siano intraprese azioni concrete e politiche per contrastare i cambiamenti climatici.

I cambiamenti climatici si manifestano come desertificazione e eventi climatici estremi. Proprio recentemente la World Meteorological Organization ha evidenziato come l’attuale concentrazione di CO2 nell’atmosfera sia del 142% superiore all’epoca preindustriale (1750), mentre quella del metano risulta essere 253 volte superiore e quella di ossido di azoto di 121 volte. Parliamo di gas che rafforzano quell’effetto serra con conseguenze preoccupanti per la nostra sopravvivenza sul Pianeta.

Questi gli argomenti sul tavolo del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon al Summit sul Clima 2014 il prossimo 23 settembre a New Yorc a cui parteciperanno i rappresentanti di moltissimi governi che dovranno prendere impegni da concretizzare al prossimo accordo globale sul clima atteso che si terrà nel dicembre 2015 alla Conferenza delle Parti di Parigi.

Per ciò la manifestazione del 21 settembre, la Marcia per il Clima si presenta particolarmente importante: fa sentire la voce della base, dei cittadini, di quelle organizzazioni nate spontaneamente che gli americani chiamano grassroots proprio per scuotere la politica sulla necessità di intervenire seriamente.

In Italia sono previste diverse manifestazioni consultabili sul calendario ufficiale. A Roma è stata organizzato per l’occasione l’evento “New York chiama Roma” in contemporanea con la People’s Climate March di New York e promossa dal Coordinamento Power Shift Italia promossa e organizzata dall’Italian Climate Network, Legambiente e Kyoto Club in collaborazione con Avaaz Italia e con l’adesione di più di 20 organizzazioni.

Veniamo invece alle richieste che le organizzazioni fanno al governo italiano nel merito degli impegni per il clima e che consistono in 3 richieste specifiche:

  • che il tema del cambiamenti climatici diventi un punto prioritario nell’agenda di Governo, assumendo impegni ambiziosi di riduzione delle emissioni di CO2 e degli altri gas serra, a partire da obiettivi efficaci per la lotta ai cambiamenti climatici e in linea con le raccomandazioni dell’Intergovernamental Panel on Climate Change. In attuazione di questi è necessaria un’accelerazione della trasformazione del sistema di produzione di energia che permetta l’uscita dai combustibili fossili e ponga fine ai sussidi alle fonti fossili, a favore di una generazione energetica distribuita, democratica e pulita.
  • che l’Italia sia portatrice in Europa di una visione lungimirante e ambiziosa nell’attuale dibattito per la definizione dei nuovi obiettivi al 2030 proponendo +40% di risparmio energetico,+45% di fonti rinnovabili, -55% di riduzione di CO2. La definizione di questi obiettivi determinerà infatti le scelte energetiche e climatiche dei prossimi quindici anni, influenzando la misura con cui si agirà per contenere il surriscaldamento globale
  • che l’Italia contribuisca al Fondo Verde per il Clima e mantenga fede agli impegni che erano stati assunti a Copenaghen in tema di finanza per il clima. Finanziamenti per misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici sono, infatti, necessari ed è giusto che l’Italia faccia la sua parte.

 

2 Risposte a “Movimento dei movimenti: se ci sei batti un colpo! – Nanni Salio”

  1. Sono stato ieri a Firenze. Meraviglioso il luogo – piazzare Michelangelo, imbandierato di pace, sulla città della bellezza – e la giornata estiva. Non direi che fosse inutile o vago, l’incontro. Non così grande come si poteva desiderare, ma sempre incoraggiante nutrimento per chi si impegna. E poi testimonianze vive dai luoghi di guerra. E approfondite proposte di metodi, iniziative, istituzioni, politiche, alternative alla guerra, nel gestire i conflitti. Quest’ultima indicazione è da sviluppare, al di là del dolore e della deprecazione della guerra, e della denuncia che il complesso militar-industriale-mediatico “vuole” le guerre. Che i popoli si sveglino, l’appello di Neruda e di sempre, è il nostro lavoro, senza pause né scoraggiamenti.

    Enrico Peyretti

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