Eppure i bambini si muovono – Recensione di Cinzia Picchioni

cop_eppure_i_bambini_si_movono_Pagina_01Commissione Europea, Eppure i bambini si muovono, Comunità Europea 2002, pp. 60, grande formato, foto a colori, s.p.

Stampato su carta sbiancata senza cloro, il libro si presenta come uno strumento di lavoro per insegnanti, dirigenti scolastici, genitori, rappresentanti locali… ma in realtà può interessare chiunque si preoccupi della mobilità e della salute di 90 milioni (nel 2002) di bambini europei. L’opuscolo propone esempi pratici di quello che è stato fatto in Europa per tenere conto delle esigenze dei bambini che devono muoversi, nelle città grandi e piccole, con i mezzi, a piedi, in bici, sull’auto dei genitori… per recarsi a scuola, a giocare, in biblioteca, dagli amici…

Vi si narra anche dell’iniziativa lanciata anni fa, la Giornata europea senz’auto, il 22 settembre di ogni anno; di come un comune possa diventare “bambini ammessi”, con semplici accorgimenti rivolti alle loro esigenze di spostamento (e non solo); il libro fa riflettere sul fatto che ci occupiamo di salvaguardare i nostri figli da maltrattamenti, lavoro miorile, abusi sessuali; ci occupiamo di garantire loro l’istruzione e proteggerli nella loro integrità morale e psico-fisica. C’è perfino una convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei bambini (1989) dove però non compare il diritto alla mobilità. Ma “Quanti sono ogni anno i bambini vittime della strada? Quanti sono i bambini frustrati per non poter circolare o giocare in libertà?”. E quando accadono gli incidenti ci si sbriga a dire che non era il caso di mandare un bambino in giro in bici, che i genitori avrebbero dovuto prevedere un accompagnatore… e “Si passa invece sotto silenzio l’incoscienza o la “disattenzione” dell’automobilista, l’assenza di sistemazioni ciclabili soddisfacenti o di misure di moderazione della velocità. L’ambiente è quello che è, tanto peggio per il bambino… A seguire questa logica, tutti i pedoni dovrebbero munirsi di un casco e tutti i ciclisti di una struttura protettiva…”.

Mi viene in mente a uesto proposito quando accompagnavo, portandolo sul seggiolino davanti (e anche dietro quando è stato più grande) mio figlio – dai 3 ai 5 anni – all’asilo steineriano di via Cavour, a Torino. Abitavamo vicino Porta Susa, la strada non era molta e perlopiù si pedalava su una strada pedonale ciclabile. Ma attraversavamo alcune strade con le auto, e ricordo gli sguardi di disapprovazione (a volte me lo dicevano proprio) di certi automobilisti, della serie: “Screanzata, a portare un bambino così piccolo nel seggiolino in mezzo al traffico!”, senza invece pensare che erano loro, gli automobilisti, a creare il traffico, magari per pigrizia, invece di scegliere i mezzi pubblici, invece di muoversi in bici e/o organizzare un “car-pooling” al posto di “una testa/un’auto”; muovendosi il più delle volte inutilmente…

C’è un intero capitolo, intitolato Che cosa fare?, in cui sono presentati programmi di azione per favorire una politica degli spostamenti che rispetti i diritti dei bambini e dei giovaniu in materia di mobilità e di benessere in città. Esempi specifici di città (Lipsia, Empoli, [email protected]) che hanno usato l’inventiva e la creatività, spesso col contributo dei bambini stessi (pp. 21 ss.). E città riunite in un club per adottare una politica attiva di promozione della bibicletta (www.cities-for-cyclists.org). E 900 Comuni che hanno un progetto contro il cambiamento climatico e mirano a ridurre la loro CO2 del 50% (anziché dell’8% previsto), sviluppando un catalogo di misure e indicatori di sviluppo sostenibile: www.klimabuendnis.org. In tema di indirizzi, qui si può trovare un opuscolo che espone in dettaglio tutte le ragioni per sviluppare una politica a favore dei ciclisti, con numerosi esempi di successo: Città in bicicletta, pedalando verso l’avvenire, 2000, Commissione Europea.

Il libro si chiude con una quarta di copertina che riporta un decalogo di iniziative, fra cui scegliere per cominciare a cambiare il modo in cui la nostra città si muoverà con le generazioni future: decidere di realizzare un parlamento dei bambini; scrivere a tutte le scuole inviando questo libro; farsiun’idea della lunghezza delle strade; verificare se le tariffe dei mezzi pubblici siano preferenziali nei confronti dei bambini…

Se prima di ordinare l’opuscolo (Commissione Europea, DG Ambiente, [email protected]) volete dargli un’occhiata, è disponibile alla Biblioteca del Centro Studi Sereno Regis, via Garibaldi 13, Torino (in un’isola pedonale!).

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