In memoria di Walter Peruzzi – Enrico Peyretti

Ora che è nel mistero, ne sa più di noi. Ci siamo incontrati l’ultima volta il 30 settembre 2009, quando mi invitò a presentare e discutere, nel salone della Casa Valdese, il suo libro Il cattolicesimo reale (524 pagine, Ed. Odradek), ricco di documentazione, dalla schiavitù, alle donne, alla politica, alla condanna del piacere, alla violenza, all’antisemitismo, alla pretesa di verità. Mi dispiace che non abbiamo trovato modo, allora, di parlarne su il foglio.

Già allora Walter viaggiava con la bombola dell’ossigeno. Così salì a fatica sul treno per tornare a Milano, la sera tardi, dopo una simpatica cena. Ho diciotto pagine di appunti, e scambi di lettere, e citazioni, raccolti prima e dopo quella discussione. Rifiutò decisamente la mia definizione del suo libro come “il libro nero del cattolicesimo”, che peraltro mi sembrava una “scoperta dell’acqua calda”. Mi scrisse: «Caratteristica dei libri neri è illustrare crimini e delitti per screditare la dottrina nel cui nome sono commessi. Nel mio libro, invece, delitti e crimini dei papi sono considerati solo come corollari, il tema essendo il carattere criminale e immorale del cattolicesimo in quanto tale (e del dio dei cattolici, figlio compreso)». In seguito, lavorava proprio alla dura critica di Gesù.

Eppure, restammo amici, come eravamo da qualche decennio, da quando fece un’importante lavoro di documentazione sulla prima guerra del Golfo, anche con Ernesto Balducci e Raniero La Valle, proseguito poi, fino ad oggi, con la rivista Guerre e pace (al plurale di Tolstoj), puntuale ed energica. Ma nel 1991 volli reagire ad una sua accusa a Bobbio, «teorico della mattanza giusta» (vedi Dialoghi con Norberto Bobbio, 1991, p. 97). Contro la Lega scrisse Svastica verde. Immagino che ora Walter mi possa confermare quel che gli dicevo: che l’indignazione, anche aspra, contro ogni violenza e pretesa è una forma di fede nel bene.

Una replica a “In memoria di Walter Peruzzi – Enrico Peyretti”

  1. I cattolici diciono chiaramente che cosa devono mantenere e tuti gli possono deridere e criticare se non lo fanno.
    Gli atei, agnostici, massoni non dicono secondo che vivono, la moraitá per loro non esiste è amorfa.
    Atei, agnostici, masoni sono incriticabili. Ecco tutto.

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