“Non Bull-ARTI di me” scende in piazza

Sculture, fotografie, manifesti, musica e tanto altro: la creatività degli studenti per mandare un messaggio contro il fenomeno del cyberbullismo.
4 giugno, Piazza Castello, Torino. 

Il gruppo informale di giovani NO HATE SPEECH e il Centro Studi Sereno Regis presentano, il 4 giugno dalle ore 10 alle ore 13 in Piazza Castello, Torino, i risultati del progetto “Non Bull-ARTI di me”, che ha coinvolto oltre 250 studenti degli istituti superiori del Comune di Torino in un percorso educativo e di sensibilizzazione di contrasto al cyberbullismo: sculture, fotografie, manifesti, testi musicali, graffiti, attività educative, alcuni dei prodotti elaborati singolarmente o in gruppo dagli studenti, verranno esposti in stand e accompagnati dalle spiegazioni degli stessi studenti. Durante la mattinata verrà presentato il blog nonbullartidime.com, una piattaforma per studenti, professori e genitori in cui confrontarsi sul fenomeno del cyberbullismo e sugli strumenti per contrastarlo. Il progetto “Non Bull-ARTI di me” è realizzato nell’ambito del programma europeo Gioventù in Azione ed è nato su iniziativa del gruppo informale NO HATE SPEECH costituito da 20 giovani dai 20 ai 30 anni, con il supporto del Centro Studi Sereno Regis.
Una selezione dei prodotti artistici, opportunamente adattata, verrà utilizzata all’interno di percorsi educativi rivolti alle scuole secondarie di primo grado per il prossimo anno scolastico con un effetto moltiplicativo e di trasmissione peer to peer del messaggio virale: basta al discorso d’odio in rete!

“Il tema mi sta molto a cuore”, racconta Marta, di una delle scuole coinvolte nel progetto, “sono stata vittima nelle scuole medie e adesso che sono cresciuta mi piace molto l’idea di produrre qualcosa che dica ai ragazzi più giovani il male che può fare il cyberbullismo. Spesso lo si sottovaluta”. “Io e il mio gruppo saremo in piazza per fare musica contro il cyberbullismo. La nostra musica è di denuncia e faremo cantare tutte le scuole con noi!”, spiega Federico, che durante la giornata si esibirà improvvisando rime a tema. “Abbiamo creato delle sculture con dei materiali di recupero, vecchi computer salvati” dalla discarica, le nostre installazioni fanno paura, perché il cyberbullismo fa paura!” spiega Laura.

Il progetto “Non bull-arti di me” non affronta il tema del cyberbullismo solo dal punto di vista tecnico. “L’obiettivo è quello di comprendere la complessità del fenomeno: non si tratta di evidenziare solamente forme di violenza diretta, ma di denunciare una violenza propria di una cultura che criminalizza la differenza, una cultura sessista, omofobica, razzista e prevaricatrice e che trova nell’adolescenza e nella ricerca di identità delle ragazze e dei ragazzi un terreno fertile di espressione e nelle nuove tecnologie il mezzo perfetto per esercitare forme di oppressione al massimo livello” spiega Ilaria Zomer del gruppo No Hate Speech “Ci interessava far lavorare i ragazzi sullo sviluppo dell’empatia, farli ragionare su come comunicano e si comunicano, sugli effetti dell’escalation del bullismo in rete e non, sulle soluzioni basate sulla costruzione di relazioni positive con gli altri. Per questo motivo collaboriamo con il Centro Studi Sereno Regis, un’associazione che lavora da molti anni sull’educazione alla pace con se stessi e con gli altri! ”. Continua Paola Camisani, “abbiamo seguito un percorso di formazione che ha trattato il fenomeno del cyberbullismo da diversi punti di vista, pedagogico, tecnico, psicologico, giuridico e quindi abbiamo progettato insieme le attività da realizzare nelle classi. Per la realizzaione delle attività è stata di grande aiuto la multidisciplinarietà del nostro gruppo di giovani e il supporto teorico, umano e logistico del Centro Studi Sereno Regis”. Conclude Federica Ercoli: “L’ aspetto più interessante del progetto è il suo effetto moltiplicatore: noi giovani abbiamo avuto l’idea, ci siamo formati e abbiamo realizzato i percorsi negli istituti superiori. Ora sono gli studenti formati che producono materiali per quelli più giovani; mettendo in moto un processo che moltiplica l’impatto e responsabilizza tutti”.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI ED APPROFONDIMENTI SI PREGA DI CONTATTARE
LA DOTT.SSA ILARIA ZOMER: [email protected] – 348 3466294

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *