DOC – RATA NECE BITI (La guerra non ci sarà), in preparazione all’ Evento di Pace, Sarajevo

sabato 17 maggio 2014 – ore 18
sala Poli – Centro Studi Sereno Regis – via Garibaldi, 13 – Torino

Vincitore del David di Donatello come miglior documentario di lungometraggio nel 2009 e del Premio speciale della Giuria al 27° Torino Film Festival.

RATE NECE BITI 02La  notte di capodanno Zoran, 28 anni, vaga per la città di Sarajevo. La sua mente torna all’infanzia dolorosa di giovane serbo, il cui padre ha combattuto nell’esercito bosniaco. Nel villaggio di Suceska, Mohamed, guardia forestale, pascola il suo gregge negli stessi boschi attraverso i quali è fuggito al momento della caduta di Srebrenica. Ex soldato bosniaco, Aziz, miracolosamente scampato ai massacri, si reca al villaggio della madre, sulle rive della Drina, il fiume che separa la Bosnia dalla Serbia. A Tuzla, l’International Commission of Missing Persons conserva i resti esumati dalle fosse comuni e tenta di risalire all’identità dei caduti, per poter finalmente consegnarne le spoglie alle famiglie. Il documentario si compone di dieci storie insieme private ed emblematiche che parlano della Bosnia di oggi, profondamente segnata dal conflitto eppure capace di trovare la forza di vivere.

Programma

Ore 18.00 Interventi di Daniele Gaglianone, regista del documentario e Luca Rastello, co-autore dei testi
Ore 19.00 Proiezione RATA NECE BITI

nel mentre… APERITIVO “BALCANICO” AD OFFERTA…

Daniele Gaglianone (1966) dai primi anni Novanta collabora all’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza per il quale realizza, tra il ’91 e il ’97, numerosi documentari. In questi anni gira numerosi cortometraggi: tra questi L’orecchio ferito del piccolo comandante (1994), menzione speciale al Festival di Locarno 1995. Nel 1998 collabora alla sceneggiatura e lavora come assistente alla regia del film Così ridevano di Gianni Amelio, Leone d’oro alla Mostra di Venezia. Del 2000 è l’esordio nel lungometraggio con I nostri anni, selezionato alla Quinzaine des Réalisateurs del festival di Cannes 2001 e vincitore del Jerusalem Film Festival 2001 e della Sacher d’oro per la miglior opera prima. Nel 2004 il suo secondo lungometraggio Nemmeno il destino partecipa nella sezione Giornate degli Autori alla Mostra di Venezia. Nel 2005 Nemmeno il destino vince il Tiger Award all’International Film Festival di Rotterdam e il Premio Speciale della Giuria al Festival di Taipei a Taiwan. Nel 2010, il suo film Pietro partecipa al Festival del cinema di Locarno e inaugura la collana Cinema autonomo italiano. Con Ruggine, nel 2011, partecipa alla Mostra del Cinema di Venezia. Partecipa alle Giornate degli autori della 70ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (2013). L’ultima produzione è La mia classe, interpretato da Valerio Mastandrea e da attori non professionisti, è uscita nelle sale nei primi giorni di quest’anno. Registra un ottimo successo di pubblico ma soprattutto di critica.

Luca Rastello, laureato in filosofia, ha diretto alcune riviste, è stato inviato di Diario, poi collaboratore de La Repubblica. Negli anni novanta è stato attivo nell’ambito della cooperazione internazionale. Da quell’esperienza è nato il suo primo libro “La guerra in casa” (Einaudi, 1998), ispirato alla guerra in ex Jugoslavia e apprezzato anche da Roberto Saviano. “Piove all’insù” (Bollati Boringhieri editore) è il suo primo romanzo, uscito nel 2006. Seguono altri reportage, “Io sono il mercato” (Chiarelettere), sul narcotraffico, e “La frontiera addosso. Così si deportano i diritti umani” (Laterza, 2010), sui diritti dei rifugiati. Gli ultimi lavori sono “Binario morto” (Chiarelettere, 2012)è un reportage sul corridoio di alta velocità su Lisbona e Kiev, e il suo secondo romanzo, “I buoni” (Chiarelettere, 2014).

 

 

 

 

 

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