Uno Stato governato dal diritto civile – Gideon Levy

È positivo che coloro che intascano tangenti abbiano paura e che siano puniti; ma l’occupazione è il maggiore fattore di corruzione.  

La lettura del verdetto sul caso Holyland mi ha trovato nei pressi della barriera di separazione a Deir al-Asal al-Fauqa, dove i soldati dell’esercito israeliano hanno ammazzato Yusef Abu Aker Shawamreh, che era andato a raccogliere delle erbe da mangiare. La radio trasmetteva pathos, e davanti a me stava il comandante di zona i cui soldati avevano ucciso il ragazzo in un’imboscata. Mi disse che l’omicidio “non aveva avuto nulla di personale”.

La radio trasmetteva dramma, e davanti a me stava il padre del ragazzo che era stato assassinato – non ci sono altre parole per descrivere la circostanza della morte di suo figlio- e che provava a dimostrare che il figlio non aveva danneggiato la barriera ( come se il danneggiare la barriera fosse un reato meritevole della pena capitale).

Israele è stato descritto come se fosse fermo su una linea spartiacque: corrotto fino al verdetto contro Olmert e i suoi colleghi e ripulito il giorno dopo. Non ci sono stati limiti alla retorica e in qualche caso al grottesco:“Il capo di un’organizzazione familiare criminale”, “La più grande storia di corruzione della nazione”, “La vittoria dei figli della luce”, “Il corrotto della montagna” che “ha quasi trasformato Israele in un infetto regno di corruzione”. Per un momento sembrava che Osama Bin Laden, o quantomeno un Al Capone israeliano, fosse stato catturato.

500.000 shekels [100.000 euro] per un fratello nei guai, in assegni dei quali non si è mai trovato traccia, e altri 60.000 shekels [12.000 euro] per finanziare una campagna elettorale- e Ehud Olmert è diventato quello che è diventato. Più si proseguiva nell’esagerazione, più si debordava nell’autoincensarsi: Guardateci, come lottiamo contro la corruzione. Le parole chiave erano coraggio e integrità, legalità e giustizia.

Olmert, un primo ministro che non ha mai dovuto render conto dell’operazione Piombo Fuso, una delle più criminali operazioni di Israele, è stato messo alla gogna, pubblicamente sbeffeggiato per una manciata di dollari. Israele, soltanto pochi giorni prima aveva ammazzato un adolescente palestinese senza che nessuno venisse indagato per questa ragione – una faccenda di routine- è stata ripulita dalla sua corruzione da quattro soldi.

Ma la sua grande corruzione non sta nel denaro di Morris Talansky o nella bustarella di Shmuel Dechner. È positivo che Israele usi l’artiglieria pesante per ammazzare una formica; questa corruzione deve essere stroncata. È positivo che i grandi personaggi che ungono le ruote debbano avere paura e che coloro che intascano tangenti siano puniti. Ma cosa ne è della proporzionalità? Occorre di nuovo ribadire: l’occupazione è il più grande fenomeno di corruzione. Questa è “il regno del marciume”, questa è la vera “organizzazione criminale familiare” e per questo nessuno viene indagato.

Olmert avrebbe dovuto essere processato, ma innanzitutto per l’uccisione di centinaia di persone innocenti. Per il massacro dei 21 membri della famiglia Samouni a Gaza, per la “demolizione” del quartiere Dahiya di Beirut , delle case di Rafiah e della Striscia di Gaza, per l’uccisione di Ria Abu Hajaj e di sua figlia Majda, che sventolavano una bandiera bianca quando sono state colpite dai soldati, e anche per il fosforo bianco.

Per tutto ciò il dodicesimo Primo Ministro avrebbe dovuto essere processato. Egli è stato il primo ministro dei crimini commessi a Gaza e in Libano, il primo ministro dei crimini di guerra, e non solo questo è stato dimenticato, ma non è stato mai neppure preso in considerazione. Poi, egli è stato anche un primo ministro coraggioso che ha ha parlato della necessità di raggiungere un buon accordo con i palestinesi, e questo non dovrebbe essere dimenticato. E Israele sta facendo un gran chiasso per niente.

Il presidente della Corte Suprema chiede che un rappresentante di un’associazione per la difesa dei diritti umani suggerisca delle “ misure alternative” in aggiunta alla detenzione prolungata senza processo dei richiedenti asilo africani così da “proteggerci dall’immigrazione incontrollata” come se la detenzione di migliaia di esseri umani fosse “un’alternativa” prioritaria. Un padre palestinese il cui figlio è stato anche lui ammazzato in un’imboscata è stato costretto a inoltrare un esposto alla Alta Corte di Giustizia dopo che l’esercito non si è dato da fare per terminare l’inchiesta sull’incidente, nemmeno dopo un anno e tre mesi di strenui sforzi. Persone innocenti vengono uccise nei territori quasi ogni settimana, e noi non abbiamo detto una parola sul marciume e corruzione dell’impresa di colonizzazione- e la grande corruzione si trova nel complesso Holyland. Oh, santa terra.

Ci si pone il dubbio se Olmert meriti tutto questo cancan per per la sua avidità. Ma è sicuro che Israele non uscirà purificato dal suo processo nonostante tutta questa ostentazione di auto-celebrazione morale. Questa non sarà mai una nazione governata dallo stato di diritto fino a che i suoi soldati continueranno a sparare e a uccidere ragazzini che escono di casa per andare a raccogliere cardi selvatici.

Haaretz, 3 aprile 2014 (traduzione di Carlo Tagliacozzo)

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