Gomma bucata?

Questa ve la voglio proprio raccontare, per la serie «Non tutto il male viene per nuocere» (in questo caso la foratura).

Venerdì, tettoia dei contadini, mercato di Porta Palazzo, Torino. Di solito non mi muovo fra i banchi con la bicicletta, perché quasi sempre vado al mercato il sabato, quando è pieno di gente. Ma invece venerdì era possibile arrivare fino al mio banco preferito portandomi dietro – a mano – la fedele bicicletta (anni Quaranta del secolo scorso). Così me la sono «appoggiata» alla schiena mentre comperavo le verdure. A un certo punto – forse a causa del passaggio troppo ravvicinato di qualcuno – la bici perde l’equilibrio, io non faccio in tempo a tenerla e «lei» rovina a terra, dietro di me. Qual è la prima parte della bici che tocca terra cadendo? Giusto. Il manubrio. E così è andata in pezzi – letteralmente – la preziosa manopola di bachelite (originale), unica superstite (l’altra si era rottta anni fa, e l’avevo sostituita con una più pratica, ma meno bella, maniglia di plastica grigia).

SDC12559Siccome il mondo è fatto così, anni fa, quando avevo dovuto comprare la manopola per sostituire quella rotta avevo dovuto acquistarne due (ma perché, dico io? Mica siamo tutti ciclisti, che costruiamo le bici e abbiamo bisogno di tutte e due le manopole. Ma insomma, sappiamo che tutto deve spingerci a comprare e quindi…). Così, per tornare a venerdì scorso, mi sono ricordata che a casa avevo l’altra manopola. Ma non la trovo, e nel frattempo avevo «smontato» l’ultimo pezzetto della vecchia manopola rimasto attaccato al manubrio, che così ora era «nudo», freddo e di ferro, sotto la mia povera manina. Guardando nelle varie scatole con «cose che riguardano la bici» trovo una camera d’aria, senza valvola, recuperata dall’ultima foratura e non buttata via (di solito la taglio per ricavarne degli elastici, quando mi servono). Guardandola meglio mi sembra che possa essere proprio del diametro del mio manubrio… la taglio un po’ più lunga della misura, la infilo ed è perfetta! Non solo ora il manubrio è coperto, non solo è più elegante dell’altro, non solo la mano non scivola, ma spingendo la gomma verso il centro del manubrio si è ripiegata in più straterelli, creando così anche una sorta di «ammortizzatore» per il palmo della mano. Se invece si volesse lasciare che la gomma sia molto più lunga del manubrio si potrebbe usarne la parte finale per appendervi campanellini e/o pezzetti di catarifrangente per aumentare la visibllità di notte. E se a lungo andare la gomma dovesse sclerotizzarsi o rompersi ce n’è una scorta infinita!

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