Se non fosse stato per i francesi – Robert Fisk

I confini stanno diventando un po’strani in Medio Oriente. Lo sono sempre stati, naturalmente. Fino da quando Mark Skyes e François Georges Picot *– quest’ultimo ex console francese a Beirut, a proposito, il quale ha fatto perdere la vita a molti coraggiosi libanesi per la sua trascuratezza nel sigillare le loro lettere anti Ottomane in segreto dietro il muro di un’ambasciata – hanno spartito il Libano, la Siria, l’Iraq, la Palestina, ecc., un sacco di arabi (o i loro nipoti) si sono trovati a vivere come profughi odiati, non a molte miglia dalle loro case di origine, che venivano insultati, coperti di sputi e talvolta uccisi da molti arabi che si è poi saputo che erano, con loro grande sorpresa, in alcuni casi – libanesi o siriani.

Poi veniamo al problema di uno stato chiamato Israele che esiste in una terra che si chiamava Palestina, il 22% della quale – e la percentuale sta diventando più piccola ogni giorno – si suppone si chiami “Palestina”. Beh, forse.

E questo mi porta al punto. Infatti la settimana scorsa, il Ministro degli Affari strategici –mi chiedo se ci sia  qualche altra nazione sulla terra che abbia un ministero del genere – di Israele ha avvertito il Libano che deve impedire a Hezbollah (armato dall’Iran, appoggiato dalla Siria, conoscete i soliti veri cliché) di attaccare Israele come rappresaglia per un attacco fatto da Israele a un convoglio di armi – attacco che, come spesso succede, Israele non ha ammesso di aver fatto.

Chiariamo questo quindi. E inizio da una strana citazione dell’Agenzia di stampa Reuters. “Venerdì Israele ha avvertito il Libano di impedire a Hezbollah [sic] rappresaglie per un presunto [sic] attacco aereo israeliano su un sito usato dal partito al [sic] confine siriano.” Che cosa? I redattori della Reuters hanno toccato un problema basato sui fatti, naturalmente. Gli israeliani non hanno realmente ammesso di aver bombardato le armi all’interno del Libano, quindi l’agenzia ha dovuto falsificare l’attacco che Israele non aveva ammesso di avere organizzato – è necessaria la conferma di Israele per qualsiasi dichiarazione di fatto in Medio Oriente – mentre allo stesso tempo definiva “presunto” l’attacco aereo del quale centinaia di libanesi nella Valle della Bekaa erano stati testimoni. Stranamente, neanche Hezbollah ha ammesso questo all’inizio. Nessun problema, suppongo, se l’attacco aereo era stato compiuto all’interno del confine siriano – come altri tre attacchi simili, ugualmente non confermati da Israele.

Ma torniamo a Yuval Steinitz – il succitato ministro israeliano – che sosteneva che “era evidente che consideriamo il Libano responsabile di qualsiasi attacco ad Israele dal territorio del Libano”. Israele, secondo lo stesso rapporto della Reuters, ha promesso di distruggere “migliaia” di edifici abitativi che sostiene che Hezbollah usi come basi. Questo è ancora più strano. Per molti anni, e io sono stato testimone di cinque di queste guerre, sebbene Israele sostenga di averne combattute soltanto tre – ho visto migliaia e migliaia di edifici “abitativi” fatti saltare in aria e ridotti a pezzetti e che non erano basi di Hezbollah. Il signor Steinitz  è dunque     più misurato dei suoi predecessori? Sta dicendo che Israele forse attacca soltanto quegli edifici per abitazione che Hezbollah usa, e non tutti gli altri edifici per abitazione che potrebbero essere in quella zona? Se naturalmente, Hezbollah si vendica per l’attacco aereo israeliano che potrebbe – o non potrebbe – essere accaduto? E proprio per finire con i folli redattori della Reuters, il rapporto dell’agenzia ha un’altra riga meravigliosa che devo condividere con voi. “Israele è tecnicamente in guerra con il Libano e la Siria.” Bene, non ci credo!

Molti decenni fa c’erano dei villaggi in Libano che i francesi avevano consegnato ai britannici – quando i britannici gestivano la “Palestina” e i francesi controllavano il Libano e la Siria (il Libano ha fatto parte della Siria fino a quando i francesi lo hanno separato per tenerlo come utile alleato per anni futuri). Perciò, un sacco di libanesi, nati nell’Impero Ottomano, si sono svegliati una mattina e hanno scoperto di non essere più libanesi, ma palestinesi. E quando Israele è arrivato in Galilea e ha fatto un po’di pulizia etnica, (vedere il lavoro di quel raffinato storico israeliano Ilan Pappe, tra gli altri), alcuni di questi ex libanesi, ma ora palestinesi, sono stati uccisi. Il resto è stato buttato fuori da Israele (ex Palestina)  e mandato in Libano – dove la maggior parte di loro era nata – come profughi palestinesi. Pochi anni fa, gli sono stati dati davvero passaporti libanesi – e così alla fine hanno saputo che non erano più palestinesi.

Tuttavia non possono essercene più molti ancora vivi – se la settimana scorsa sono andati in macchina per poche miglia a nord  delle loro attuali case in Libano – potrebbero essere stati testimoni  dell’attacco aereo sul Libano che si “presumeva” soltanto che fosse accaduto, osservando l’attacco da parte di un paese che li aveva espulsi dalla “Palestina” e mandati in un paese dove erano realmente nati, un attacco aereo che forse non è realmente accaduto perché il paese dove sono  nati non ha dichiarato di aver realmente attaccato il paese di cui ora sono (di nuovo) cittadini.

E voi, Lettori, pensavate che il Medio Oriente fosse un paese difficile da capire. Provate a vivere qui.

Ebbene, torniamo per un momento alla Siria. Come sapete, c’è  una guerra civile che va avanti  da più di due anni. Hezbollah combatte dalla parte del governo  di Bashar al-Assad – un’offesa odiosa agli occhi dei governi occidentali che hanno permesso alla Francia di tagliare il Libano dalla Siria dopo la prima guerra mondiale. Se i francesi non lo avessero fatto, naturalmente in Hezbollah ci sarebbero tutti i Siriani che combattono a lato del loro governo nel loro paese e non ci avrebbero quindi offeso attraversando il confine che noi occidentali abbiamo creato contro i desideri dei loro nonni. E in tale caso gli israeliani non avrebbero dovuto avvisare il Libano delle rappresaglie di Hezbollah a causa di un attacco aereo che poteva o avrebbe potuto essere stato portato contro il Libano da Israele ma che – se non avessimo creato il Libano – potrebbe essere stato il quarto attacco di questo genere di Israele contro la Siria, sempre se supponiamo che Israele “abbia riconosciuto” che Israele aveva attaccato la Siria.

Tocca a voi, gente!

I buoni e i cattivi sono intercambiabili

I dittatori vanno avanti per sempre. Cominciamo con Abdelaziz Bouteflika che progetta di candidarsi per la sua quarta presidenza dell’Algeria.  Benissimo! Sull’ultimo numero della rivista Jeune Afrique  che dovete assolutamente leggere se volete  capire il Maghreb – c’è un’intervista affascinante con un uomo molto più giovane che si fa chiamare “Nabil”, che era –così dice – un membro degli Islamisti rivoluzionari che hanno combattuto il regime nella guerra degli anni 1990.

Durante un’amnistia concessa dal governo, mangiava il “couscous” insieme all’ufficiale dei servizi segreti dei suoi nemici,    convinceva i suoi ex compagni ad arrendersi – ma poi ha scoperto che alcuni di loro erano miliardari.

E’ strano come le guerre finiscano con i buoni che diventano cattivi o viceversa, a seconda del vostro punto di vista.

“Nabil”, devo aggiungere, ha finito la sua lotta con “le tasche vuote”.

Bouteflika, dicono in Algeria, non sa che giorno della settimana è. Quale preferireste?

*http://it.wikipedia.org/wiki/Accordo_Sykes-Picot

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo www.znetitaly.org

Fonte: http://zcomm.org/znetarticle/were-it-not-for-the-french

Originale : The Indipendent, traduzione di Maria Chiara Starace

4 marzo 2014

http://znetitaly.altervista.org/art/14436

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