La lotta nonviolenta: l’equivalente morale della guerra – Giorgio Barazza

Una partnership tra diverse forme di arte: cinema, gioco, letteratura e mostra. La difesa dei diritti umani e la lotta nonviolenta: come è possibile trasformare le relazioni “oppresso-oppressore” con mezzi pacifici

A Ciriè, in provincia di Torino, presso l’istituto comprensivo Fermi-Galilei tutte le terze e le quarte (complessivamente circa 400 studenti) stanno usufruendo delle pari opportunità1.

Di solito negli anni passati la parte armata della difesa, rappresentanti delle Guardia di finanza, Carabinieri, Forze Armate venivano a presentare il loro punto di vista e la bontà dei loro servizi verso il paese.

Quest’anno grazie all’iniziativa di Amnesty International della zona di Ciriè (Gruppo Italia 124) anche i corpi civili di pace, le forze non armate hanno avuto la possibilità di farsi conoscere.

Ogni anno Amnesty di Ciriè individua una tematica da approfondire e chiede alle diverse organizzazioni presenti in zona per sviluppare l’argomento di fornire dei servizi alle scuole del territorio, dalle scuole dell’infanzia alle superiori.

Quest’anno il tema è stato “Cittadini del mondo – insieme contro la guerra”.

Il terreno dell’Istituto comprensivo Fermi-Galileo è fertile, due professoresse, Anna Tancredi e Valeria Vassia, hanno aderito all’iniziativa. Il Centro Studi Sereno Regis, coinvolto dal Comitato pace di Robassomero, aveva presentato un progetto dal titolo la difesa dei diritti umani e la lotta nonviolenta: come è possibile trasformare le relazioni “oppresso-oppressore” con mezzi pacifici e si è trovato così nell’opportunità di fornire una prima idea di quelli che sono oggi chiamati i corpi civili di pace.

La pari opportunità si è realizzata attraverso un incontro di 2 ore per tutti gli studenti (8 incontri in tutto) e nella messa a disposizione di 34 roll-up di una mostra sui 150 anni di resistenza alla guerra che saranno esposti un mese circa (dal 17/2 al 21/3).

Le arti hanno contribuito a questa iniziativa attraverso

  • Il CINEMA. È stato proiettato il filmato2 “Nashville, we were warrior” (Nashville: noi eravamo guerrieri) che affronta il problema della segregazione razziale e racconta della preparazione e della lotta nonviolenta, condotta dal coordinamento degli studenti nonviolenti in Alabama (USA) nel 1960. Lotta che aveva come obiettivo l’accesso alla caffetterie da parte della popolazione di origine africana;

  • I GIOCHI. Per agevolare la comprensione dei concetti che stanno alla base di queste forma di lotta l’esercizio del proprio potere personale e collettivo e per comprendere la dinamica della lotta nonviolenta (ju-jitsu politico) attraverso l’uso del corpo sono stati fatti fare due esercizi. Il primo “la piramide rovesciata” permette di comprendere il potere che ognuno di noi possiede nel collaborare o non collaborare con le diverse situazioni in cui vive. Il secondo “2 palme” permette di sperimentare l’escalation della violenza fino alla sottomissione di una delle due parti, ma anche di come togliendo la collaborazione si spiazza l’avversario, ci si preoccupa che non si faccia male (si combatte il peccato non il peccatore) anzi gli si offre la possibilità di partecipare a un altro gioco (progetto costruttivo);

  • La MOSTRA3. I pannelli ripercorrono le diverse manifestazioni in cui si è espressa la resistenza alla guerra negli ultimi 150 anni: la resistenza alla circoscrizione obbligatoria, l’antimilitarismo, il pacifismo democratico e l’antimilitarismo anarchico; l’insubordinazione, l’autolesionismo, la diserzione, la nascita delle prime organizzazioni internazionali contro la guerra; l’antifascismo, la resistenza civile, gli obiettori di coscienza, le lotte civili che hanno portato all’abbattimento del muro di Berlino; le alternative della nonviolenza;

  • La LETTERATURA. Sono state offerte per essere esplorate e discusse 13 pillole di nonviolenza applicata in contesti di forte dominazione a partire dal contributo di alcuni autori: Nelson Mandela, Jacques Semelin, Badshah Khan, Walter Winks, Johan Galtung, Desmund Tutu, Etienne De La Boètie, Adrian Karatnycky e Peter Akerman. 

NOTE

1 L’articolo 52 della costituzione recita che “la difesa della patria è sacro dovere del cittadino”, compito che appartiene a tutti e non riguarda solo chi è nelle forze armate. Purtroppo però le feste nazionali (es: 4 novembre, festa della “vittoria” nel 1918) vedono solo la presenza di questa parte della difesa. Nel 2008, ben 200 Generali delle Forze Armate sono stati messi a disposizione delle scuole per illustrare il significato della giornata di questa festa (o lutto?). La cultura profonda della difesa armata è riuscita nella 16^ legislatura (10/3/2011) a presentare al Senato della Repubblica un disegno di legge multipartisan (IDV, PD, PDL, Lega) “disposizioni per la promozione e la diffusione della cultura della difesa attraverso la pace e la solidarietà”. Nel frattempo il Ministero della difesa ha stipulato delle collaborazioni con diversi ordini di scuola per presentare l’esperienza formativa, professionale di servizio, nonché di difesa dei diritti umani delle forze armate. Tutto ciò avviene mantenendo il completo silenzio sulla DIRETTIVA del Ministero della Pubblica Istruzione, Dipartimento per l’istruzione, Direzione generale per lo studente, Programma nazionale “LA PACE SI FA A SCUOLA” (4 ottobre, giornata nazionale della pace a scuola)

2 Questo filmato insieme ad altri cinque fa parte di un ciclo dal titolo “A Force More Powerful” (una forza più potente) http://www.aforcemorepowerful.org in cui sono presentate alcune delle lotte nonviolente che hanno avuto successo nel ‘900. Il filmato è accompagnato da un libretto che aiuta alla lettura dei conflitti con schede dei film e altro materiale didattico

3 I roll-up esposti fanno parte della mostra “Italia-Euopa in 150 anni, pace e nonviolenza” a cura di Renzo Dutto e del Centro Sereno Regis

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