La lista di Bergoglio. I salvati da Francesco durante la dittatura – Recensione di Cinzia Picchioni

Nello Scavo, La lista di Bergoglio. I salvati da Francesco durante la dittatura, EMI, Bologna 2013, pp. 192, € 11,90

Bergoglio’s List

bergoglioUn libro da leggere, così come Schindler’s List è un film da vedere, fosse anche solo per sapere che cose simili sono avvenute (e quindi, si spera, avvengono ancora). Perciò ho scelto di non scrivere chissà che cosa su questo libro. Ho scelto di trascrivere qualche parola direttamente dalle sue pagine; parole che «parlano» (scusate il gioco di… parole!) da sole:

«(…) l’allora provinciale dei gesuiti, poi vescovo ausiliare, infine arcivescovo di Buenos Aires primate d’Argentina, aveva scelto il silenzio. (…) quella che segue è la ricostruzione di una ricerca laboriosa, dei salvati da Bergoglio. La «lista» rimane largamente incompleta. La maggior parte di questi mancati desaparecidos s’è costruita un’esistenza la più normale possibile. Il male è stato lasciato fuori dalla porta. Ogni tanto bussa. Come in una terapia di disintossicazione collettiva, per decenni hanno provato a riempire il vuoto di quella follia con la vita (…) chi ringraziando la buona sorte (…) chi maledicendo il senso di colpa per non essere finito con gli altri in fondo all’Atlantico» (p. 19)

«(…) di alcune ricostruzioni non riportiamo le modalità, i luoghi e le date in cui ne siamo venuti a conoscenza. Qualcuno le chiama “gesta”. Altri, più evangelicamente, “opere buone”. E sì che ci sarebbe ragione per raccontare un Bergoglio sconosciuto, del coraggio di quelle notti incurante dei rastrellamenti. Di giornate trascorse tra breviaro e posti di blocco, escogitando maniere per evitare i controlli, depistare la polizia, raggirare i generali. Per condurre sani e salvi di là del confine ragazzi destinati agli scannatoi clandestini. Un interrogativo resterà però senza una risposta esauriente. Quanti erano? (…) Ciascuno dei beneficiari della protezione di Bergoglio dice di aver personalmente assistito al salvataggio di almeno una ventina di altre persone. (…) si direbbe che padre Jorge abbia messo al sicuro più di un centinaio di persone. (…) E a questi si aggiungono quanti furono rsparmiati “a loro insaputa” dal regime, perché, grazie alle manovre di padre Jorge, “scongiurando nuovi arresti si evitò” – come ci raccontano in questo libri alcuni dei protagonisti – che nel corso degli interrogatori condotti sotto tortura potessere mergere altri nomi, che altrimenti oggi sarebbero annoverati nello sterminato elenco dei desaparecidos”» (pp. 20-1).

Poi c’è il la comunicazione fornita da Amnesty International per dirimere il «caso Bergoglio». Invito chi fosse interessato alla questione a leggere il testo integrale alle pp. 127 e ss. Poi nell’Appendice (in esclusiva, a p. 137) c’è l’interrogatorio dell’allora cardinale Bergoglio al «Processo ESMA» del 2010.

Poi c’è, nella bella copertina, un giovane Bergoglio con i capelli neri, che con una schiumarola mescola qualcosa in un pentolone fumante. Ottima scelta!

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