Giorno della Memoria: La storia non è un tempo, ma un luogo e una memoria

Concluse le iniziative promosse nel Giorno della Memoria 2014 da Idea Rom Onlus, Centro Studi Sereno Regis, Università di Torino ed ASGI, con il riconoscimento ufficiale dell’UNAR per il rilievo nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto delle discriminazioni.

Nella due giorni è stato proiettato in anteprima italiana il film sul Porrajmos-Samudaripen raccontato dai Rom sopravvissuti alle deportazioni in Transnistria “Valea Plângerii – La Valle dei Sospiri” (Romania, 2013, 56?), regia di Mihai Andrei Leaha, Iulia Hossu, Andrei Crisan.

Le proiezioni e le tavole rotonde, al Centro Studi Sereno Regis e al Campus Universitario “Luigi Einaudi”, hanno raggiunto l’esaurimento dei posti in sala. Durante gli incontri collegamento skype con uno degli autori, Andrei Crisan, e intervento video di Moni Ovadia.

Grande l’emozione suscitata dalle immagini del film, prima documentazione storica su atrocità abbandonate nell’oblio dai regimi che, successivamente alla II Guerra Mondiale, si sono succeduti nei paesi dell’Europa dell’Est.

Moltissimi i Rom presenti all’evento, prima concreta occasione di avvicinamento con quell’altra parte della città e vita sociale da cui spesso si sentono esclusi.

Nella mattinata di lunedì una delegazione di donne Rom ha preso parte alle celebrazioni istituzionali nella Sala Consigliare del Comune di Torino, dove il sindaco Piero Fassino ha ricordato la comune tragedia vissuta dai Rom durante le persecuzioni nazi-fasciste.

Con la speranza che prima o poi questo momento possa diventare il Giorno delle Memorie, come proposto da Moni Ovadia, il cui intervento integrale verrà presentato da TGROM realizzato da Idea Rom in collaborazione con nuovasocieta.it nelle prossime ore. A proposito delle memorie di tutti i perseguitati Moni Ovadia ha dichiarato che «devono essere messe in primo piano come la Shoah e in particolare quella dei miei fratelli Rom e Sinti che hanno subito il nostro stesso e identico destino: la cancellazione totale solo per la sola colpa di esistere».

Il film, premiato con il Best Image Award Astra Film Festival 2013 di Sibiu (Romania), descrive le atrocità commesse nel periodo fra il 1943 e il 1945, quando 25.000 Rom romeni furono deportati in Transnistria – regione compresa tra i fiumi Nistru e Bug – dal regime fascista del Maresciallo Ion Antonescu . Metà di loro sono morti quasi subito per fame, freddo o morte violenta. Oggi i pochi sopravvissuti, che all’epoca erano bambini, raccontano quei terribili eventi. Il film vuole ricostruire il cammino, i luoghi e le tragiche vicende dell’Olocausto Rom. “La valle dei sospiri” è un luogo tristemente noto, un luogo dove le autorità romene hanno deprivato i Rom deportati di tutto ciò che possedevano e li hanno costretti morire a cielo aperto, nudi ed affamati. A 70 anni da quegli eventi, il film cerca di ricostruire cinematograficamente il paesaggio così come appare oggi. Le inquadrature di campi, fiumi e vecchie fattorie dei villaggi della deportazione sono piene delle memorie e delle emozioni dei Rom sopravvissuti. Le storie raccontate dai Rom, accompagnate da interviste ad alcuni membri dell’attuale comunità ucraina della Transnistria, trasformano un’area oggi apparentemente insignificante in un luogo antropologico di memorie, lacrime e sospiri. I membri della comunità ucraina ricostruiscono il paesaggio così come appariva all’epoca dell’Olocausto, ricordando e raccontando con tristezza e compassione la loro relazione con i Rom deportati dal regime di Antonescu. Rappresentare cinematograficamente il paesaggio attuale, dove in passato sono avvenuti questi tragici eventi storici, permette allo spettatore di immaginarsi e sentire il paesaggio così come appariva 70 anni fa.

 

Torino, 27 gennaio 2014, Giorno della Memoria

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