REGALtrI

Eeeehhh? Che razza di parola è questa? Il redattore è impazzito? Nononono, è quella «pazza» dell’autrice della «Pillola» che si è inventata un’altra parola (ce l’ha per vizio). Ma che vorrà dire?

26kauniste_isoVuol dire che si avvicina Natale e sicuramente stiamo pensando ai REGALI, ma possiamo fare dei regali che siano «altro». Soprattutto cerchiamo di fare regali che siano il meno possibile «rifiuti» dopo pochi minuti. Cerchiamo di evitare i super-imballi, con super-plastiche, super-polistirolo, super-sacchettoni, complicate scatole super-incollate (che così non si possono nemmeno riutilizzare). Cioccolatini? Possiamo comprarli sfusi nei «negozi leggeri», magari prendendo da casa un bel sacchetto di stoffa e confezionando noi il pacchetto. Biscotti? Idem. Ricordo come aspettavo, ogni anno, un’amica che mi regalava dei biscotti allo zenzero «confezionati» dentro a un calendario di stoffa dell’anno che sarebbe cominciato dopo pochi giorni (avete presenti i canovacci stampati con tutto il calendario? 1 euro sulle bancarelle del mercato, un regalo che dura un anno intero e poi si trasforma in un asciugapiatti per altri 10 o 20 anni…). Questo è ciò che intendo con REGALtrI.

Sono regali «altri» anche tutti quelli che comperiamo presso i mercatini solidali: o sono oggetti usati (quindi con vita più lunga) o sono nuovi ma i soldi ricavati dalla vendita non servono solo per pagare il riscaldamento del negozio (ah! anzi, boicottiamo quei negozi che tengono le vetrine aperte, sprecando tutto il riscaldamento per «invitare a entrare» i clienti!!!!), ma finanziano qualche buona causa.

Per esempio, se siamo a Torino c’è il negozio temporaneo (questo significa il ben più cool «temporary store»…) di Emergency (c.so Vittorio Emanuele II, 65. Da martedì a venerdì 13-19,30; sabato e domenica 10-19,30). Oppure cerchiamo gli innumerevoli mercatini organizzati da parrocchie e non solo per finanziare le attività di accoglienza dei senza tetto. Fra l’altro in questi ultimi si trovano spesso manufatti di donne che ancora lavorano all’uncinetto o al tombolo o cuciono lavori preziosi che non si trovano più, e anche – spesso – marmellate casalinghe, torte e altre prelibatezze, che mi danno l’occasione per scrivere di un altro REGALtrO: il cibo.

Come ho già scritto l’anno scorso di questi tempi, il cibo forse è il miglior regalo che possiamo fare: può non avere alcun imballo (perciò alcun rifiuto), dura a lungo (per gli effetti e anche per il ricordo, ogni volta che mangerà quella pasta, quella marmellata, quei filetti di melanzana, magari ad agosto, il destinatario del regalo penserà magari a chi gliel’ha offerto…). Se poi cerchiamo un agricoltore, magari in un mercatino «a km 0», lo premiamo per il suo faticoso lavoro, convincendolo che vale la pena di continuare invece di cercare un lavoro in un call-center…

Gli oggetti poi si possono «sbagliare» (soprattutto se non siamo stati attenti, durante l’anno, a capire quale tipo di regalo gradiscono davvero i nostri amici/parenti) e così diventano immediatamente rifiuti, o sono venduti su e-bay), ma difficilmente il cibo è «sbagliato».

Riassumendo: regali che siano anche altro; regali il cui ricavato serva ad altro che ai commercianti; regali duraturi senza rifiuti; regali di cibo.

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