Paletta e… secchiello?

No, paletta e burrocacaco.

Avete presente il tubicino del burrocacao? Che a un certo punto finisce e se continuassimo ad usarlo ci graffieremmo le labbra? Be’, stamattina ho terminato il «mio» (tra virgolette perché è una delle cose che trovo di più in giro – insieme ai fermagli e agli elastici – e, dopo aver ripulito per bene la prima parte (magari era di qualcuno con l’herpes labiale, ma non è di questo che dovremmo aver paura, comunque) lo uso, di certo non lo compro nuovo). Dicevo, stamane ho finito di usarlo, dieci giorni dopo la sua apparente fine, cioè dieci giorni da quando non avrei potuto più mettermelo con il sistema classico. E così ho escogitato il modo di sfruttarlo fino in fondo: avevo – e ho ancora – una piccola palettina di legno con la quale ho «scavato» dentro all’applicatore, prendendo ogni volta una piccola quantità di burrocacaco, sciogliendolo poi fra le dita e spalmandolo infine sulle labbra! Dico, dieci giorni di uso in più!

E se non avessimo una palettina di legno – l’ideale – potremmo utilizzare gli odiosi e inquinantissimi «scovolini» per mescolare il caffè che ormai invadono tutti gli uffici e i luoghi pubblici. Certo che non dovremmo avere/utilizzare una macchinetta per fare il caffè, con tutto il suo corredo di cialde, bicchierini di plastica, zucchero e, appunto, palettine per girarlo, ma non ci sarà difficile procurarci alcune di queste spatoline, affinché – almeno – abbiano un utilizzo un po’ più duraturo dei 2 secondi necessari per dolcificare il caffè – danno+danno+danno (caffè in bicchierino di plastica+zucchero+palettina di plastica).

E comunque un modo alternativo per nutrire le labbra screpolate resta il miele (magari quello un po’ solido) o anche una goccia di olio extra-vergine d’oliva. Il miele si può perfino mettere in un minuscolo barattolino e portarselo in giro, come facciamo con il burrocacao.

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