Sulla Strada con Don Gallo – Recensione di Cinzia Picchioni

cop Sulla_strada_con_DG_-_solo_fronte_300Federico Traversa, Sulla Strada con Don Gallo, Chinaski Edizioni, Genova 2012, pp. 128, € 16,00

Sei per caso un/una giovane stanco/a di lavoro precario e zero prospettive per il futuro? Leggi questo libro e ti tornerà un po’ di speranza.

Sei un operatore/un’operatrice dell’educazione – in senso lato – e ti trovi con giovani non proprio a loro agio nella società odierna? Leggi – e usa- questo libro e troverai spunti per riflessioni collettive (e anche buon italiano e un modo di scrivere adatto e accattivante per i giovani).

Sei un genitore/una genitrice alle prese con figli o figlie «bamboccioni/e» (veri o presunti) e/o «non molto choosy» (veri o presunti)? Leggi e regala questo libro per il piacere di un’autobiografia (divertente e che si legge in due ore) dove si trovano «modi» per uscire – almeno mentalmente, ma è già qualcosa! – dalla melma del «nonstudiononlavorononvadoviadacasachefaccio?» in cui sprofondano molti 20-30enni di oggi.

Sei appassionata/o di Fabrizio De André (della vecchia e/o della nuova guardia? Non perderti i ricordi di Don Gallo – (80 anni, quando è stato scritto il libro, mediati dall’Autore (37 anni) – che ci fumava insieme e riteneva che:

«(…) con il disco La Buona Novella diede vita a una sorta di quinto Vangelo. Il cantautore genovese, partendo da un’analisi dell’uomo Gesù e dalla storia dei Vangeli, ne aveva fatto un affresco incredibilmente attuale e contestualizzato nel periodo in cui era stato composto: i controversi anni ’70. Un altro disco di cui discutemmo all’infinito fu Storia di un Impiegato, che più tardi, alle presentazioni del libro, Don Gallo avrebbe citato per chiudee i nostri incontri con i lettori, intonando la Canzone di maggio. (…) tutte le volte che scrivevo di Don Gallo (…) come sottofondo avevo la musica di Fabrizio. Loro due erano amci, e il Don mi raccontò divertito delle loro avventure di gioventù, nottate intere a zonzo nei vicoli o nel bar Il Ragno Verde», p. 52.

Sei affezionato/a alla figura di Don Gallo? Allora sei come l’autore di questo libro (Federico Traversa, che è anche editore, e che aderisce all’iniziativa di greenpeace «Sscrittori/editori per le foreste», scegliendo di stampare libri su cui – come in questo caso – poter scrivere: «Per questo libro, stampato su carta riciclata al 100%, non è stato tagliato nemmeno un albero (…)».

Federico Traversa ha scritto questo libro «con» Don Gallo, perché l’incontro con lui:

«(…) è stato uno dei momenti più importanti della mia vita (e) non è un’esagerazione. Andrea cominciò a parlarci (…) e io mi trovai di fronte una persona che superava, e di parecchio, la già alta considerazione che avevo di lui in base alle cose che avevo sentito dire in giro. (…) non era soltanto un prete di strada che si sbatteva per dare ai ragazzi la possibilità di vivere un’esistenza migliore ma anche un uomo di una cultura, di un’intelligenza, di un’arguzia e di un’apertura mentale che io (…) non possedevo neanche lontanamente. Pensai a quanto m avrebbe arricchito scrivere un libro con una persona del genere, assorbendo come una spugna tutte le cose che aveva da raccontare», p. 43 (e) «gli incontri con lui divennero il modo più semplice che avessi mai trovato per rendre tonica e pulita la mia coscienza», p. 47.

Quando un vecchio riesce a fare da modello a un giovane e viene fuori una figata! (Oops!) Grazie a questa frequentazione, l’Autore, durante una presentazione del libro, si era preparato un bel discorso, ma poi scelse di dire «solo» ciò che pensava, nel suo «italiano limitato»:

«Parlai del Gesù che amo io, che non è il figlio di Dio, ma il prim uomo che ha detto cose giuste. (…) Ho visto tanti tossici immedesimarsi in Gesù. Non ne conosco il motivo, forse sarà perché nei secoli l’hanno sempre ritratto magro, sofferente, con i capelli lunghi e i buchi nelle braccia. Credo che il Cristo rappresenti quel poco di veramente buono che tutti abbiamo dentro. (…) Se ne parte con un branco di disgraziati ignoranti che chiama apostoli e predica giustizia. Non si piega al sistema e si fa ammazzare per quello in cui crede. (…) Alla mia sinistra c’era Don Gallo con il suo toscano in bocca e un bicchiere d’acqua in mano. Alla mia destra Moni Ovadia, l’ebreo errante», p. 80.

Da consigliare assolutamente anche a dei 20/30enni che non sanno da che parte sbattere la testa! Lo trovano alla Biblioteca del Centro Studi Sereno Regis di Torino, o possono chiederlo direttamente all’editore: www.chinaski-edizioni.com

 

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