Criminalizzare la guerra! – Johan Galtung

Nessuno ha recato al mondo questo semplice messaggio quanto la Perdana Global Peace Foundation di Kuala Lumpur, Malaysia. Come dice il suo capo, Mahathir Mohammad, quarto primo ministro della Malaysia:

“La pace per noi significa semplicemente l’assenza di guerra. Non dobbiamo mai farci deviare da questo semplice obiettivo”.

Allora organizzano convincenti esposizioni e conferenze per porre in risalto le atrocità e gli orrori della guerra, cominciando dalla prima guerra mondiale, sovente in cooperazione con l’Università Muhammadiyah di Yogyakarta in Indonesia. Un messaggio chiarissimo dal Sud-Est del mondo al Nord-Ovest: Smettetela! Tutte le vostre norme sulla guerra finiscono per legittimarla; vediamo che le guerre stanno sempre più peggiorando se le valutiamo con la percentuale di vittime civili, non-belligeranti; da circa il 10% nella prima guerra mondiale al 90% in quella del Vietnam e altre sul finire del XX secolo. E si osa riferirsi a tali crimini come “conseguenze preterintenzionali”, “danni collaterali”.

Si prenda la Norvegia, una “nazione di pace”, ad esempio; non gli USA e Israele con i loro dei, l’idea di essere eletti, e l’eccezionalismo. Si consideri quel che fa la Norvegia contro lo spirito della Risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza ONU per proteggere i civili, promuovere tregue e mediare una soluzione politica in Libia. E contro l’Articolo 2 della Carte ONU che bandisce la guerra.

Secondo testimonianze di piloti al programma radiotelevisivo norvegese “Brennpunkt” (Punto focale), il 25% dei bombardamenti era programmato su obiettivi prescelti. Il resto veniva scelto dai piloti che da una quota di 12.000 metri decidevano quali edifici, strade o persone osservate divenissero bersagli: “Ci dissero di sorvolare un’area enorme come la Norvegia del Sud [pari all’Italia del Nord] a cercarci da soli i bersagli. Eravamo abituati a ricevere un’autorizzazione da terra, ma non l’abbiamo avuta”.

Ottennero invece un cambio di regime, insieme a far sì che la banca centrale libica diventasse privata, non statale, e non potesse sfidare i disegni del capitale privato sulla dominazione globale. La Norvegia obbedì agli ordini, facendo la sua parte.

Il che è un’attività criminale, come quella dei massacratori in preda a furia omicida che sparano selvaggiamente a qualunque cosa si muova. Chi l’ha ordinata? Il primo ministro laburista, i ministri degli esteri e della difesa della coalizione “rosso-verde” (vale a dire bruna). Chi l’ha fatta? I piloti. Secondo il Tribunale di Norimberga i secondi non possono pretendere di avere semplicemente eseguito ordini; e secondo il Tribunale di Tokyo i primi non possono pretendere di essere stati inconsapevoli di quanto succedeva. È dovere dei primi valutare la legalità di quanto accade, e dei secondi di sapere quanto accade.

La somma dei crimini del regime di Gheddafi e del bombardamento della Liba non è zero; sono due crimini distinti, da trattare distintamente. Il caso è ora sollevato presso la Corte dei Diritti Umani di Strasburgo, la Corte Penale Internazionale dell’Aja (dove la Norvegia non gode della protezione USA), e la Corte Costituzionale Norvegese. S’imbatteranno nell’incomprensione in Norvegia: Noi, i perfetti? Crimini?

Eppure, questa è la breccia necessaria nella consapevolezza. Immaginiamo che entrare in guerra fra stati diventi un crimine internazionale tanto quanto fomentare la violenza entro gli stati è un crimine infra-nazionale. Non arresteremmo i criminali spedendoli in tribunale?

Il precedente di Pinochet: crimini globalizzati contro l’umanità; un crimine commesso non importa dove è un crimine commesso ovunque. Il criminale può essere arrestato in qualunque stato del pianeta in futuro, venire estradato, oppure processato dove arrestato. La Madre dei parlamenti a Londra ha indicato la via, come pure per la guerra in Siria; una crisi risolvibile.

Ciò limiterebbe una certa libertà di viaggiare come già avviene per alcuni alti politici USA e israeliani. E però c’è anche un altro approccio: scomunicare tali stati dal sistema inter-statale e dall’ONU, interrompendo o riducendo le relazioni diplomatiche bilaterali. Non si tratta del commercio; bensì della legittimità statale, a meno che lo stato stesso assuma l’azione incriminando i “signori della guerra”. Il sistema attuale dà a un presidente USA il diritto di premere il pulsante nucleare quasi in autonomia.

Donde proviene questa follia? Dalla “Pace” di Vestfalia del 1648 che asseriva il diritto degli stati alla guerra (dichiarata)? Questo non spiega il “diritto” di darsi al massacro, concentrato nel vertice della piramide statuale. Il dio abramitico uccide alla grande – più nella Torah e nella Bibbia che nel Corano; essere re gratia dei, per grazia di dio, attribuisce lo stesso diritto regale ai propri successori, i presidenti e i primi ministri. Non stupisce che si trovi la massima belligeranza nell’ Occidente. Democrazia o meno, non importa. La “grazia di dio” è stata trasferita al popolo nella vox popoli, vox dei, che ha condotto all’idea grottesca che le democrazie abbiano più d’un mandato per uccidere. Come se le democrazie riguardassero l’uccidere anziché il trasferimento nonviolento del potere e la risoluzione dei conflitti. L’esatto opposto di guerra e uccisioni, nonché i rimedi ad esse.

Ci stiamo muovendo in tale direzione. Col rarefarsi delle guerre inter-statali, le guerre si staglieranno come eccezionali, illegittime e illegali per la Carta ONU. Le vecchie leggi delle nazioni applicate alle guerre inter-statali perdono di significato intanto che il mondo evolve. La “Responsabilità di Proteggere” (R2P), uccide sui territori altrui, a differenza dell’auto-difesa di un apparato militare difensivo sul proprio. Ci potrebbero essere ulteriori motivi dietro l’idea dubbia di uccidere per salvare? Sono stati davvero usati tutti gli altri mezzi? Non da parte di diplomatici addestrati a promuovere gli interessi del proprio paese, bensì da una massiccia invasione esterna nonviolenta come interposizione che protegge qualcuno e impedisce altri? Una profonda mediazione applicata a tutti i contendenti, non solo a due di essi scelti per coerenza con la ricerca abramitica di Dio contro Satana, tradotta in il popolo contro Hitler ed equivalenti; con pronta emissione di Hitler-certificati?

Non sorprende se il patriarcato e il patriottismo stanno cedendo il passo alla parità e al globalismo. Il Quinto Comandamento, Non uccidere, era destinato solo ai membri interni del circolo. Ma oggi siamo sempre più un grande circolo. Usare gli stati per uccidere rende gli uccisori dei fuorilegge. Criminali. Smettetela!

30 settembre 2013

Traduzione di Miky Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

Titolo originale: Criminalize War!

http://www.transcend.org/tms/2013/10/criminalize-war/

Una replica a “Criminalizzare la guerra! – Johan Galtung”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *