Pillola mobile…

Ma solo in bici! Non so se sapete (e/o ricordate), ma il 22 settembre p.v. è di nuovo la «Giornata mondiale senz’auto», un’iniziativa che da un po’ d’anni (dal 2000) tenta di sensibilizzare tutti sul problema della mobilità. Ogni 22 settembre, durante il «World (mondo) Carfree (libero dalle auto) Day (giorno)», persone di tutto il mondo (1.000 città in 40 Paesi) si danno appuntamento per ricordare e ricordarsi di non accettare una società dominata dalle automobili. Per un giorno intero si cerca di non usare l’automobile, riscoprendo le città senza rumore e senza inquinamento, ma soprattutto riflettendo sul fatto che si può stare senz’auto. «Solo un giorno all’anno?» direte voi, almeno un giorno all’anno, dico io. Perché queste «giornate del…» servono soprattutto a far riflettere: «Perché non provo anche in altri giorni a fare a meno dell’auto?», e così… una bicicletta tira l’altra (giacché le ciliegie sono fuori stagione).

Per chi è a Torino ci saranno iniziative varie (oltre alla chiusura del centro cittadino alle auto), cercatele in questo sito (fra l’altro la redazione di «Eco dalle città» è ospitata presso il Centro Studi Sereno Regis): www.ecodallecitta.it.

Io, lo sanno tutti, sono una fanatica della bicicletta (non ho un’auto per scelta, mi muovo in treno – normale – e/o in pullman quando faccio viaggi lunghi) e così ho raccolto informazioni che hanno a che fare con la bici. Si può fare quasi tutto con la bici (perfino se non ce l’hai)!!

Recapito buste e plichi?

A Torino esiste un’agenzia che fa le consegne in bicicletta (che fra l’altro costano anche meno, e non solo in termini di CO2): [email protected]

Non hai la bicicletta?

A Torino esiste ToBike (TO come targa di Torino, bike come bicicletta), un innovativo progetto di mobilità che prevede di poter prendere una bici quando ti serve, con un’apposita tessera magnetica, previa l’iscrizione (e il pagamento di una quota annuale che comprende l’assicurazione) al servizio. L’idea è geniale e semplice: strisci la tessera sulla colonnina che «blocca» la bici, l’impulso «libera» la suddetta bici e tu te ne vai in giro (per la prima mezz’ora gratis, fra l’altro!). Quando sei arrivato dove dovevi andare riconsegni la bici, la colonnina la «blocca» e tu invece sei libero, libero dalla paura dei furti, libero dalla paura della foratura (se buchi puoi prendere un’altra bici, magari segnalando al numero verde di aver riconsegnato una bici bucata così l’assistenza può provvedere alla riparazione). www.tobike.it

Bici argentata?

Nel senso che i capelli dei partecipanti è per lo più di quel colore. «Pedaliamo insieme» è un gruppo di ultrasessantenni affezionati alla bicicletta; si definiscono «slow biker» perché vanno a velocità ridotta, si ritrovano regolarmente per passeggiate cittadine in sella alle loro bici e hanno realizzato una ciclo-guida di queste passeggiate, per ora in circoscrizione Centro-Crocetta, ma intendono produrne una per ciascuna circoscrizione. Per maggiori informazioni cercate in Internet «Pedaliamo insieme Torino».

Bici contro auto?

Non nel senso che si è scontrata (facciamo gli scongiuri!), nel senso che nel 2011 in Italia si sono vendute più biciclette che auto (ma allora perché Marchionne vuole produrre dei Suv? Mah!), cosa che non accadeva più dal dopoguerra. E la stessa cosa è successa anche in Germania, segno della crisi (7.000 euro all’anno per il mantenimento di un’auto!) certo, ma anche di una maggiore attenzione all’ambiente. 1.750.000 bici vendute, a cui occorre aggiungere almeno 200.000 bibiclette «restaurate».

Goodbike!

A parte il nome geniale (ricorda, nella pronuncia, l’«arrivederci» in inglese: goodbye, e infatti lo uso per terminare questa «Pillola»); a parte il fatto che è il titolo di un album dei Têtes de Bois interamente dedicato alla bicicletta (sono quei musicisti che hanno organizzato il loro concerto a energia «a pedali»: alcuni partecipanti pedalavano producendo l’energia elettrica necessaria allo svolgimento del concerto, ricordate?); a parte che è il titolo di un evento, organizzato quest’estate a Torino, con pizza recapitata in bici, ciclofficina, esposizione dei migliori artigiani e rivenditori torinesi ([email protected]), trovo che la bici (bike) sia davvero buona (good) sotto molti – tutti? – i punti di vista. Cominciamo a pedalare domenica 22 settembre e lasciamo l’auto ferma, e fermo il suo rumore e ferma la sua puzza e fermo il suo calore e fermo il suo consumo di pneumatici e di asfalto e ferma l’aggressività che misteriosamente si impossessa di chi la guida e fermo il «delirio di onnipotenza» che scatena (tranne scoprire poi che invece si è schiavi, altroché potenti…).

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *