La perdita dei sensi – Recensione di Isabella Bresci

cop la-perdita-dei-sensi_27676Ivan Illich, La perdita dei sensi, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 2009, pp.335, € 18

Definito a seconda delle fonti come cristiano anarchico, teologo, filosofo, scrittore, pedagogo, storico, linguista e «archeologo della modernità», Ivan Illich ci offre qui una raccolta di appunti per conferenze fatte per rispondere a domande di amici o in onore degli stessi, riadattati con il ricordo delle discussioni col pubblico.

Come afferma l’autore nella prefazione, i capitoli di questo libro uscito postumo, sono «pietre miliari» sul vasto territorio del suo insegnamento, percorso in ogni senso.

E’ sicuramente una lettura estremamente stimolante che tende a suggerire una prospettiva diversa sulla nostra vita e sul mondo attuale, l’Absurdistan.

Tutto ciò che prendiamo per scontato è riconsiderato partendo dal senso dell’essere vivi, dalla conditio humana ormai pervasa quasi irreparabilmente da miti e menzogne diventate «verità» incontrovertibili. La perdita dei sensi e di senso del reale al quale il regime tecnologico in cui viviamo ci ha abituato, ci allontana dalla Natura e dalla natura umana più essenziale, questa è la tesi fondamentale che si ritrova in tutta l’opera di Ivan Illich.

I temi toccati qui sono molti e tutti affascinanti, quasi sempre affrontati con sottile e tagliente ironia: i falsi bisogni creati dalla civiltà dei consumi e la conseguente discussione sulle definizioni di «bisogno fondamentale» e «soglia di povertà» che hanno trasformato l’Homo sapiens in Homo miserabilis; l’origine cristiana della gestione dell’assistenza che diventa istituzione nel medioevo e al giorno d’oggi rende il malato un cliente di servizi sanitari e dis-graziato alla mercé della fabbrica di diagnosi; il mito dell’educazione di base per tutti auspicata come portatrice di progresso e sviluppo ma contraddetta dai dati sull’abbandono scolastico e dal successo di molti «emarginati»; la critica delle Chiese cristiane e dell’interpretazione delle scritture che si rivela spesso errata a causa della de-contestualizzazione delle parole di Gesù tradotte senza tener conto del diverso significato di certe parole chiave; le contraddizioni esistenti tra ricerca della salute e contro-produttività dei servizi sanitari e tra concezione new age della gestione autonoma e responsabile della malattia e perdita di contatto con il proprio corpo; l’impossibilità di vivere il momento della morte in modo naturale; lo studio storico della percezione oculare e l’esortazione a sorvegliare il proprio modo di vedere e di comprendere ciò che si vede nell’«era dello show»; l’analisi del cambio di percezione e conseguente perdita di contatto sensoriale e umano a causa della velocità sempre crescente dei mezzi di locomozione.

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