Trovate, finalmente! – William Blum

Trovate, finalmente!

William Blum

Trovate, finalmente! Dopo dieci anni di ricerche le armi irachene di distruzione di massa alla fine sono state trovate … in Siria!

Il Segretario di Stato John Kerry: “Non c’è dubbio che Saddam al-Assad abbia superato la linea rossa … chiedo scusa, ho detto proprio ‘Saddam’?

Un drone statunitense ha appena scattato una foto del Mullah Omar in motocicletta lungo una via di Damasco [1].

Dunque come stanno le cose mentre gli Stati Uniti rifiutano di escludere un attacco contro la Siria e tengono cinque navi da guerra cariche di missili nel Mediterraneo orientale?

  • ·         Solo il 9% degli statunitensi appoggia in intervento militare statunitense in Siria [2];
  • ·         Solo l’11% degli inglesi appoggia un intervento militare britannico; la percentuale è salita al 25% dopo l’annuncio del presunto attacco chimico [3];
  • ·         Il primo ministro britannico David Cameron è stato sconfitto per 285 voti contro 272 in un voto parlamentare il 29 agosto per l’avallo a un’azione militare contro la Siria;
  • ·         Il 64% dei francesi si oppone a un intervento dell’esercito francese [4]. “Prima di agire abbiamo bisogno di prove”, ha dichiarato un portavoce del governo [5];
  • ·          Ufficiali di alto grado dell’esercito, in servizio ed ex, contestano l’uso della forza militare come misura punitiva e suggeriscono che la Casa Bianca manca di una strategia coerente. “Se l’amministrazione è ambivalente sulla saggezza di sconfiggere o indebolire il leader siriano, forse preparando il terreno perché Damasco cada in mano a ribelli fondamentalisti islamici, dicono, l’obiettivo militare degli attacchi contro obiettivi militari di Assad è, al minimo, ambiguo [6]”;
  • ·         Il presidente Obama non ha l’approvazione delle Nazioni Unite per l’intervento. (In febbraio un massiccio bombardamento su Damasco ha lasciato 100 morti e 250 feriti; in tutta probabilità opera di terroristi islamici. Gli Stati Uniti hanno impedito che una risoluzione russa che condannava l’attacco arrivasse al Consiglio di Sicurezza dell’ONU);
  • ·         Nessuno dei 28 membri della NATO ha proposto un’alleanza con gli Stati Uniti in un attacco contro la Siria. Il Segretario Generale della NATO Anders Fogh Rasmussen ha dichiarato di non vedere “alcun ruolo della NATO in una reazione al regime [siriano] [7]”;
  • ·         La Lega Araba non ha pubblicamente appoggiato l’azione militare statunitense in Siria; né lo hanno fatto protagonisti regionali chiave quali l’Arabia Saudita e il Qatar, preoccupati di un possibile contraccolpo pubblico dal sostegno aperto all’intervento statunitense [8];
  • ·         Non sappiamo neppure con certezza se si è trattato di un vero attacco chimico. Da dove proviene quell’accusa? Dagli Stati Uniti? Dai ribelli di al-Qaeda? O, se tale attacco c’è stato, dove sono le prove che il colpevole sia il governo siriano? Il regime di Assad ha accusato dell’atto i ribelli, diffondendo un video che mostra una caverna con presunto equipaggiamento di armi chimiche e anche affermando di aver catturato ribelli in possesso di gas sarin. Chiunque abbia diffuso il gas venefico, perché, in quest’era di macchine fotografiche dappertutto, non ci sono foto di nessuno che indossi una maschera antigas? La squadra di ispezione dell’ONU è stata inviata in origine in Siria per verificare accuse di un uso precedente di armi chimiche: due accuse formulate dai ribelli e una dal governo;
  • ·         Gli Stati Uniti insistono che la Siria ha rifiutato di consentire agli investigatori dell’ONU l’accesso al sito dell’attacco. Tuttavia la richiesta dell’ONU è stata formulata sabato 24 agosto; il governo siriano l’ha accolta il giorno dopo [9];
  • ·         Nel respingere le accuse che la Siria abbia impiegato gas venefico, i dirigenti russi hanno sostenuto che i ribelli avevano una motivazione chiara: incitare un attacco contro le forze siriane guidato dall’occidente; mentre Assad aveva ogni motivo per evitare qualsiasi azione che potesse incitare un intervento internazionale in un momento in cui le sue forze stavano vincendo la guerra e i ribelli stavano sempre più perdendo l’appoggio mondiale a causa del loro comportamento incivile e ultra-crudele;
  • ·         Il presidente George W. Bush ha ingannato il mondo a proposito delle armi di distruzione di massa dell’Iraq, ma la tesi fasulla di Bush per la guerra aveva almeno dettagli che potevano essere controllati, diversamente da quanto l’amministrazione Obama ha comunicato il 29 agosto a proposito del presunto attacco con armi chimiche della Siria: nessuna citazione diretta, nessuna prova fotografica, nessuna fonte identificata, nient’altro che ‘fidatevi di noi’, fa notare Robert Parry, un intrepido giornalista di Washington;

Dunque, alla luce di tutto quanto precede, la via da prendere per Obama – da essere umano razionale – è ovviamente chiara, vero? N’est-ce pas? Nicht wahr? Via le bombe!

E’ parecchio scoraggiante. No, in realtà lo trovo parecchio incoraggiante. Così molti sembrano aver davvero imparato qualcosa dal mucchio di bugie e di orrore dell’Iraq e da decenni di altri interventi statunitensi. Scetticismo: il buon vecchio sano scetticismo tra gli statunitensi, i britannici e i francesi. E’ stato entusiasmante vedere il parlamento britannico in un dibattito di un genere raramente visto, se mai lo è stato, nel Congresso statunitense del ventunesimo secolo. La Lega Araba non appoggiare un attacco statunitense, sorprendente per un’organizzazione non innamorata del governo laico siriano. E la NATO – persino la NATO! – rifiutare sinora di allinearsi ciecamente con la Casa Bianca. Quando è successo l’ultima volta? Pensavo fosse contro la legge internazionale.

Il Segretario di Stato John Kerry ha affermato che se gli Stati Uniti non reagiranno all’uso delle armi chimiche il paese diventerà uno “zimbello” internazionale. Sì, questo è realmente ciò di cui gli Stati Uniti e il suo popolo devono preoccuparsi; non che il loro paese sia considerato un delinquente fuorilegge, assassino di massa. Altri dirigenti statunitensi hanno espresso la preoccupazione che un’assenza di reazione da parte degli Stati Uniti possa incitare minacce dall’Iran e dalla Corea del Nord [10].

Ora, è questo davvero che è da ridere. E’ confortante pensare che il mondo potrebbe finalmente perdere le stelle che gli coprono gli occhi a proposito della politica estera statunitense, in parte a causa di innumerevoli osservazioni ridicole come queste.

Bombardamenti statunitensi che possono essere tanto indiscriminati e crudeli quanto il gas venefico. (Un terrorista è qualcuno che ha una bomba ma non un’aviazione).

La lista dei gloriosi bombardamenti del nostro glorioso paese che le nostre gloriose scuole non insegnano, i nostri media gloriosi non ricordano e che i nostri gloriosi leader glorificano.

•          Corea  e Cina 1950-53 (Guerra di Corea)

•          Guatemala 1954

•          Indonesia 1958

•          Cuba 1959-1961

•          Guatemala 1960

•          Congo 1964

•          Laos 1964-73

•          Vietnam 1961-73

•          Cambogia 1969-70

•          Guatemala 1967-69

•          Grenada 1983

•          Libano 1983, 1984 (obiettivi sia libanesi sia siriani)  

•          Libia 1986

•          El Salvador anni ‘80

•          Nicaragua  anni ‘80

•          Iran 1987

•          Panama 1989

•          Iraq 1991 (Guerra del Golfo)  

•          Kuwait 1991

•          Somalia 1993

•          Bosnia 1994, 1995

•          Sudan 1998

•          Afghanistan 1998

•          Jugoslavia 1999

•          Yemen 2002

•          Iraq 1991-2003 (US/UK su basi regolari della zona di interdizione ai voli)

•          Iraq 2003-2011 (Seconda Guerra del Golgo

•          Afghanistan dal 2001 fino a oggi

•          Pakistan dal 2007 fino a oggi

•          Somalia 2007-8, dal 2011 fino a oggi

•          Yemen 2009, dal 2011 fino a oggi

•          Libya 2011

•          Siria 2013?

 

La lista precedente non comprende l’uso ripetuto, da parte degli Stati Uniti, di uranio impoverito, bombe a grappolo, fosforo bianco e altre incantevoli invenzioni degli scienziati matti del Pentagono; non sono nemmeno incluse: armi chimiche e biologiche all’estero, armi chimiche e biologiche negli Stati Uniti (sic) e incoraggiamento all’uso di armi chimiche e biologiche da parte di altre nazioni; tutti questi elenchi si possono trovare nel libro di William Blum ‘Rogue State: A Guide to the World’s Only Superpower’ [Stato canaglia; guida all’unica superpotenza del mondo].

Un articolo appena pubblicato sulla rivista Foreign Policy basato su documenti classificati scoperti di recente riferisce come nel 1988, l’ultimo anno degli otto della guerra Iraq-Iran, l’esercito e le comunità dei servizi segreti statunitensi erano al corrente, e non hanno fatto nulla per evitarla, di una serie di attacchi con gas nervino da parte dell’Iraq, molto più devastanti di quanto abbia mai visto la Siria [11]. In effetti, durante quella guerra, gli Stati Uniti furono il principale fornitore dell’Iraq per le sostanze chimiche e le attrezzature necessarie per dotare il regime di Saddam Hussein di un potenziale di guerra chimica [12].

Oggi, apparentemente, gli Stati Uniti hanno scoperto quando orribile sia la guerra chimica, anche se solo della varietà “presunta”.

Intervento umanitario

Alcuni di coloro che attualmente appoggiano il bombardamento della Siria fanno riferimento, per giustificarlo, al loro vecchio e fedele amico, l’”intervento umanitario”, uno dei primi esempi del quale fu la campagna di bombardamenti degli USA e della NATO nel 1999 per fermare la pulizia etnica e cacciare le forze serbe dal Kosovo. Tuttavia un’amnesia collettiva sembra affliggere innumerevoli persone intelligenti e benintenzionate che sono convinte che i bombardamenti USA/NATO abbiano avuto luogo dopo che la deportazione forzata di massa degli albanesi etnici dal Kosovo era già avanti; vale a dire che il bombardamento fu scatenato per fermare tale “pulizia etnica”. In realtà le deportazioni forzate sistematiche di un gran numero di persone dal Kosovo non iniziò che pochi giorni dopo l’avvio dei bombardamenti e fu chiaramente una reazione serba a essi, generata da una rabbia e un’impotenza estreme. Ciò è facilmente verificabile esaminando un quotidiano di pochi giorni prima dell’inizio dei bombardamenti, la notte tra il 23 e il 24 marzo, e di pochi giorni dopo. O semplicemente leggere il New York Times del 26 marzo, pagina 1, che dice:

“ … con l’inizio dei bombardamenti della NATO un profondo senso di paura si è impossessato di Pristina [la principale città del Kosovo] che i serbi ORA sfoghino la loro rabbia, per rappresaglia, contro i civili albanesi etnici.”

Il 27 marzo troviamo il primo riferimento a una “marcia forzata” o di qualcosa del genere.

Ma la versione della propaganda è già scolpita nel marmo.

Se vedi qualcosa dillo. A meno che si tratti di crimini di guerra statunitensi.

Quando si firma una credenziale di sicurezza e si pronunciano giuramenti, ci si deve concretamente attenere ad essi. Non è un optional”. Steven Bucci, della neoconservatrice Heritage Foundation, parlando di Chelsa Manning (già nota come Bradley) [13].

Davvero? Non conta che cosa viene chiesto di fare a un individuo in possesso di credenziali di sicurezza? Non conta cosa vede e sa, deve ignorare la sua coscienza ed eseguire gli ordini? Ma Steven, amico mio, dovresti sapere che dopo la seconda guerra mondiale molti tedeschi utilizzarono ovviamente come scusa l’aver “eseguito ordini”. I vittoriosi alleati, ovviamente, ne giustiziarono molti.

Le loro condanne a morte furono redatte dal Tribunale Militare Internazionale a Norimberga, Germania, che dichiarò che “gli individui hanno doveri internazionali che trascendono gli obblighi nazionali di obbedienza. Perciò i singoli cittadini hanno il dovere di violare le leggi nazionali per prevenire crimini contro la  pace e contro l’umanità”.

Il Principio IV di Norimberga afferma inoltre: “Il fatto che una persona abbia agito in adempimento di un ordine del suo governo o di un superiore non la solleva dalla responsabilità in base alla legge internazionale, a condizione che una scelta morale gli fosse di fatto possibile”.

Manning, e anche Edward Snowden, hanno avuto una scelta morale, e l’hanno fatta.

Andrebbe notato che Barack Obama si è rifiutato di incriminare coloro che, nell’amministrazione Bush, sono stati coinvolti nelle torture, specificamente – dichiara – perché eseguivano degli ordini. Quest’uomo “istruito” ha mai sentito parlare del Tribunale di Norimberga? Perché non lo imbarazza sostenere in continuazione questa tesi?

Immagino che negli ultimi tre anni, che Manning ha dovuto trascorrere in isolamento, subendo torture e umiliazioni, che si sono pesantemente aggiunte alle sue difficoltà personali preesistenti, il pensiero del suicidio gli abbia attraversato molte volte la mente. Certamente avrebbe attraversato la mia, se fossi stato nella sua posizione. Nelle prossime migliaia e migliaia di giorni e di notti in carcere tali pensieri potranno essere frequenti compagni di Manning. Se i pensieri diverranno desiderio e il desiderio diverrà insopportabile, spero che quella coraggiosa donna possa trovare un modo per attuarlo. Tutti hanno tale diritto, anche gli eroi.

Gli Stati Uniti e i loro barboncini europei possono essere spinti troppo in là, per il loro stesso bene, nei loro tentativi di controllare tutte le comunicazioni dissenzienti, pretendendo informazioni complete dalle imprese attive nella messaggistica crittografata, costringendo molte di tali aziende alla chiusura, obbligando ad atterrare l’aereo che trasportava il presidente boliviano, distruggendo i computer di un importante giornale, trattenendo in custodia per nove ore in un aeroporto il compagno di un giornalista rivelatore, sequestrando i dati telefonici dei giornalisti dell’Associated Press, minacciando di mandare in galera un giornalista del New York Times se non avesse rivelato la fonte di una rivelazione, mentendo vergognosamente ad alti livelli, spiando l’Unione Europea e le Nazioni Unite, una sorveglianza che non conosce limiti. Dove finirà? Ci sarà a un certo punto un contraccolpo che consentirà agli Stati Uniti di tornare al loro livello normale di stato di polizia? Il 24 luglio una proposta di legge che avrebbe ridotto i poteri della NSA è stata sconfitta di poco, 217 voti contro 205, alla Camera USA.

E per quanto ancora Amnesty International continuerà a macchiare la propria immagine rifiutandosi di dichiarare ciò che è evidente? Che Chelsea Manning è una Detenuta di Coscienza. Se visitate il sito di Amnesty e cercate “detenuto di coscienza” troverete elencati molti nomi, compresi quelli di numerosi cubani messi in bella evidenza. L’omissione del nome di Manning può essere collegata al fatto che il direttore esecutivo di Amnesty International USA, Suzanne Nossel, arriva a tale posizione dal Dipartimento di Stato USA, dove è stata Vice segretario Aggiunto per le Organizzazioni Internazionali?

Una telefonata all’ufficio di Amnesty di New York non è stata in grado di fornirmi alcuna spiegazione per l’omissione di Manning. Suggerisco a quelli di voi che vivono nel Regno Unito di provare con l’ufficio di Amnesty International a Londra.

Contemporaneamente, nell’altra preminente organizzazione internazionale per i diritti umani, Human Rights Watch (HWR), il direttore dell’ufficio di Washington di HWR è stato nominato da Obama Vicesegretario di Stato per la Democrazia, i Diritti Umani e il Lavoro. E’ davvero aspettarsi troppo che un alto dirigente di un’organizzazione per i diritti umani non vada a lavorare per un governo che è il maggior violatore dei diritti umani da più di mezzo secolo? E se tale designazione è troppo grossa per voi da inghiottire, considerate semplicemente la tortura, il peggior esempio d’inumanità del genere umano nei confronti dell’uomo. Quale governo è stato implicato intimamente in tale orrore più degli Stati Uniti? Insegnandola, fornendo i manuali, fornendo le attrezzature, creando centri di tortura in gran parte del mondo, sequestrando persone per destinarle a tali luoghi (“consegna” [rendition]); isolamento, alimentazione forzata, Guantanamo, Abu Ghraib, Bagram, Cile, Brasile, Argentina, Chicago … Dio ci perdoni!

Accerchiamento della Russia

Una delle reazioni degli Stati Uniti alla concessione russa dell’asilo a Edward Snowden è stata riferita così: “C’è stata una reazione rovente in Campidoglio e appelli a misure di rappresaglia che certamente farebbero infuriare il Cremlino. Il senatore John McCain (Repubblicano, Arizona), da lungo tempo uno dei principali critici di Mosca in Senato, ha condannato la decisione dell’asilo come “uno schiaffo sul volto a tutti gli statunitensi” e ha chiesto all’amministrazione di accrescere le pressioni su Mosca su una varietà di fronti, compresa una rinnovata spinta all’ampliamento della NATO e a nuovi programmi di difesa missilistica in Europa [14]”.

Ma è da tanto che ci dicono che l’ampliamento della NATO e dei suoi missili in Europa non ha nulla a che fare con la Russia. E alla Russia è stata dichiarata la stessa cosa, con continuo scetticismo di Mosca. “Guardate”, ha detto il presidente russo Vladimir Putin a proposito della NATO nel 2001, “questa è un’organizzazione militare. Si sta muovendo verso il nostro confine. Perché? [15]” Successivamente ha descritto la NATO come “il cadavere puzzolente della guerra fredda [16]”.

Ci è stato detto ripetutamente dal governo statunitense che i missili servono a proteggerci da un attacco iraniano. E’ (soffocamento) possibile che le amministrazioni Bush e Obama (rantolo) ci abbiano mentito?

La storia d’amore degli Stati Uniti con le armi

Adam Kokesh è un veterano della guerra in Iraq che vive nell’area di Washington, DC. E’ uno degli innumerevoli statunitensi che sono sostenitori ferventi delle armi, armi che saranno necessarie per proteggere gli statunitensi dal loro governo oppressivo, armi che saranno necessarie per “la rivoluzione”.

Il 4 luglio il trentunenne Kokesh ha realizzato un video che lo riprendeva mentre caricava un fucile e parlava alla telecamera a Freedom Plaza, un lotto federale di terreno tra il Monumento a Washington e il Campidoglio. Ciò ha determinato un’irruzione della polizia a casa sua e al suo arresto il 25 luglio per avere portato un’arma da fuoco fuori da casa o dall’ufficio. Il video di 23 secondi può essere visto su YouTube [17].

Ho trasmesso a Kokesh l’email seguente:

Adam, tutte le tue armi apparentemente non ti sono state d’aiuto quando la polizia ha fatto irruzione a casa tua. Ma apparentemente persone come te sono a favore di una popolazione armata per proteggere il pubblico da un governo oppressivo. Non ho mai pensato che la cosa avesse un gran senso, considerato l’enorme squilibrio tra la potenza militare del pubblico e quella del governo. E sembra che io abbia avuto ragione.”

Non ho ricevuto risposta, anche se il fatto che sia ancora in carcere potrebbe essere una spiegazione.

Kokesh, per inciso, ha avuto un programma su RT (Russia Today) per un breve periodo l’anno scorso.

Note

1. Delle tre battute precedenti sono debitore al mio amico Victo Dedaj, di Parigi.

2. Sondaggio Reuters/Ipsos , 26 agosto 2013

3. Sunday Times (UK),  sondaggio YouGov, 25 agosto

4. Le Parisien, 30 agosto 2012

5. Christian Science Monitor, 29 agosto 2013

6. Washington Post, 29 agosto 2013

7. The Wall Street Journal, 30 agosto 2013

8. Washington Post, 31 agosto 2013

9. UN Web TV, 27 agosto 2013 (dal minuto 12:00)

10. The Washington Post, 31 agosto 2013

11. Shane Harris e Matthew M. Aid, “CIA Files Prove America Helped Saddam as He Gassed Iran, [Documenti della CIA provano che gli Stati Uniti hanno aiutato Saddam Hussein quando ha usato il gas contro l’Iran],  Foreign Policy, 26 agosto 2013

12. William Blum, “Anthrax for Export”, [Antrace da esportazione] The Progressive (Madison, Wisconsin), aprile 1998

13. Washington Post, 22 agosto 2013

14. Washington Post, 31 luglio 2013

15. Associated Press, 16 giugno 2001

16.  Time magazine, dicembre 2007

17. Washington Post, 13 agosto 2013

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/found-at-last-by-william-blum.html

Traduzione di Giuseppe Volpe

4 settembre 2013 http://znetitaly.altervista.org/art/12244

 

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