Il primo hamburger del mondo senza crudeltà – Peter Singer

Oggi, la degustazione di carne in provetta potrebbe preannunciare un futuro senza l’inutile sofferenza degli animali e senza industrie agroalimentari inquinanti

Ottanta anni fa, Winston Churchill desiderava il giorno in cui “ci libereremo dell’assurdità dell’allevare un pollo intero per mangiarne solo il petto o l’ala, facendo crescere queste parti separatamente attraverso un mezzo adeguato”. Churchill pensava che ci sarebbero voluti solo 50 anni. Non ci siamo ancora arrivati, ma oggi aggiungiamo una pietra miliare sulla strada verso quel futuro che Churchill aveva prefigurato: la prima degustazione pubblica di carne in provetta (1).
Nei retroscena di questo evento storico vi è lo scienziato Mark Post (2), dell’Università di Maastricht, in Olanda. L’idea è semplice: prendi un po’ di tessuto muscolare da una sola mucca e fallo crescere in una soluzione nutriente. Si moltiplicherà e alla fine otterremo della vera carne, cellula per cellula. Nella pratica, tuttavia, ci sono numerosi ostacoli da superare. Non siamo neanche lontanamente vicini dal far crescere petti di pollo o bistecche. Il primo obiettivo è produrre un hamburger e la degustazione di questa settimana (3) intende dimostrare che è possibile. L’hamburger è costituito da vero tessuto muscolare bovino, ma non è mai stato parte di una mucca che abbia sofferto o che abbia ruttato metano mentre digeriva.
Forse i produttori di manzo dovrebbero cambiare lavoro ? Alla fine, forse, ma non ancora; il costo per la produzione di un pezzo dell’hamburger che verrà assaggiato supera le 200.000 sterline.
Tuttavia, una volta che i ricercatori avranno trovato il modo di superare gli ostacoli iniziali, non c’è motivo per cui la carne in provetta non possa competere nel prezzo con la carne animale. Oggi, la maggior parte della carne venduta proviene da animali che sono stati nutriti con grano o soia. Queste sementi sono state prima coltivate e poi portate agli animali, i quali usano parte dei nutrienti del loro cibo per produrre ossa o altre parti del corpo che noi non mangiamo. Sarebbe possibile risparmiare notevolmente passando direttamente dai nutrienti alla carne.
Ci sono importanti ragioni etiche per cui dovremmo sostituire la carne animale con carne in provetta, se possiamo farlo ad un prezzo ragionevole. Il primo è ridurre la sofferenza degli animali. Proprio come la crudeltà inflitta ai cavalli da lavoro, descritta in modo così commovente da Anna Sewell in Black Beauty: “Autobiografia di un Cavallo” (4), è stata infine eliminata dall’efficienza dei motori a combustione, così la maggiore quantità di sofferenza che viene inflitta a decine di miliardi di animali nelle industrie agroalimentari moderne potrebbe essere eliminata da un modo più efficiente di produrre carne.
Si dovrebbe avere un cuore di pietra a non salutare una tale scoperta. Ma non deve essere semplicemente una reazione emotiva. Tra i filosofi che discutono dell’etica del modo in cui trattiamo gli animali, c’è un notevole grado di consenso sul fatto che l’industria agroalimentare violi i principi etici di base che si estendono al di là dei confini della nostra specie. Anche un devoto conservatore come Roger Scruton, che ha vigorosamente difeso la caccia alla volpe, ha scritto che una vera etica del benessere animale dovrebbe partire dalla premessa che l’industria agroalimentare è sbagliata.
Il secondo motivo per sostituire la carne animale è di tipo ambientale. Usare la carne animale, specialmente dei ruminanti, significa mangiare il pianeta e contribuire ad un futuro in cui centinaia di milioni di persone diverranno dei rifugiati climatici. Molte delle emissioni provenienti dal bestiame sono di metano, un gas serra estremamente potente emesso dai ruminanti al momento della digestione. La carne in provetta non rutterà o scoreggerà metano. Ne produrrà feci e quindi renderà inutili i vasti letamai di cui le grandi fattorie hanno bisogno per gestire il concime. Solo con questo cambiamento, la produzione mondiale di protossido di azoto (5), un altro potente elemento che contribuisce al cambiamento climatico, verrà ridotta di due terzi.
La FAO ha dimostrato che le emissioni di gas serra dei bestiami supera quelle di tutte le forme di trasporto – automobili, camion, aeroplani e navi – prese insieme. Secondo alcuni calcoli, le emissioni del bestiame in Paesi con un’elevata popolazione di bovini ed ovini può produrre una quantità pari alla metà del totale delle emissioni di gas serra di tutto il Paese. Se i calcoli sono esatti, sostituire il carbone e gli altri combustibili fossili con fonti di energia pulita non sarà abbastanza (6). Dobbiamo ridurre il numero di bovini sul pianeta.
Alcuni vegetariani e vegani potrebbero opporsi alla carne in provetta, perché non capiscono affatto il bisogno di carne. Per loro va bene così e di certo sono liberi di rimanere vegetariani e vegani e scegliere di non mangiare la carne in provetta.
Dal mio punto di vista, essere vegetariano o vegano non è fine a se stesso, ma un mezzo per ridurre sia la sofferenza umana che quella animale e lasciare alle future generazioni un pianeta abitabile. Non ho mangiato carne per 40 anni, ma se la carne in provetta diventerà disponibile sul mercato, sarò contento di provarla.

Link: http://www.theguardian.com/commentisfree/2013/aug/05/worlds-first-cruelty-free-hamburger 5.08.2013 Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ROBERTA PAPALEO
NOTE
1)
http://en.wikipedia.org/wiki/In_vitro_meat
2)
http://www.fys.unimaas.nl/post.html
3)
http://www.theguardian.com/science/2013/aug/02/scientist-stem-cell-lab-grown-beefburger
4)
http://en.wikipedia.org/wiki/Black_Beauty
5)
http://www.fao.org/docrep/010/a0701e/a0701e00.htm
6)
http://www.worldwatch.org/files/pdf/Livestock%20and%20Climate%20Change.pdf

9 agosto 2013 theguardian.com

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=12171

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