La Micro-gestione USA del Mondo – Johan Galtung

C’è una maniera molto semplice di valutare l’adeguatezza dei mezzi d’informazione: sono concentrati su quanto Snowden ha rivelato – PRISM, TEMPORA, ecc. – o su Snowden in quanto persona? Egli non è che uno all’interno di una grande catena di rivelatori pilotati dalla propria coscienza invece che da soldi o giuramenti. Seguiranno molte altre rivelazioni data la possente grandezza della macchina da spionaggio americana sul resto del mondo. Ma di che cosa si tratta?

La questione fondamentale non è la “libertà di espressione” dei rivelatori, gli “spifferatori” (whistle-blowers). Se loro rivelano la sistematica sovversione – e le “sopraversione” dall’alto – di tutti i diritti civili, politici, socio-economici e umani, allora la negazione della libertà di espressione agli operatori di questa macchina è un’ovvia, anzi minima, parte. L’argomentazione è ingenua.

Non è neanche la potenziale intrusione nella privacy di ogni essere umano sulla Terra il punto fondamentale. Registrare tutte le tracce, verbali e non, disperse da ciascuno di noi, raggrupparle per ottenere una visione maggiormente d’insieme e archiviarle a seconda del loro valore profetico e a sostegno di un futuro intervento, è sicuramente una “intrusione”. Ma il problema di fondo è a qual fine?

Non per far rispettare la legge, per catturare, chiamare in giudizio, o punire crimini; non ex post, bensì ex ante, per intimidire determinate categorie di persone, “profili” e individui che possano commettere azioni anti-USA. Prima, non dopo.

Possiamo anche non avere nulla in contrario rispetto a ministri della salute che possiedano abbastanza dati e storie mediche da poter emettere segnali di allerta a categorie quali gli “over 65”. In Francia è una pratica usuale quando il caldo o l’influenza minacciano la popolazione. Prima, non dopo. In questo caso lo scopo è di tutela. La macchina di spionaggio USA, una vera e propria industria, non è a scopo di tutela verso selezionate categorie. Millanta di proteggere la maggioranza americana contro possibili categorie di minoranze violente, provenienti tanto dall’interno quanto dall’esterno degli USA.

Prevenire la violenza, così come la malattia, suona legittimo. Sia gli USA che il Regno Unito non sono solo vulnerabili alla violenza: posseggono un apparato offensivo militare in grado di colpire il nemico ovunque si trovi, prima che questo possa colpire loro. Si sono fatti nemici dappertutto a causa dei traumi causati dal loro colonialismo-imperialismo. Questa macchina, invece, persegue un obiettivo ancora più grande.

Per comprendere meglio la macchina – una piena comprensione è persino oltre la capacità degli operatori – si confrontino le nuove rivelazioni con quelle passate. Abbiamo COINTELPRO, il Programma di Controspionaggio dell’FBI del 1956 – vedi pakistantoday.com.pk/?p=283667 – ideato per distruggere il Partito Comunista americano e prendere di mira socialisti, sindacati, afro-americani, indio-americani, latino-americani, arabo-americani, ambientalisti, gruppi di pacifisti, e ora anche gli islamico-americani. Per liquidare ogni sfida.

Cinque sono categorie razziali ed etniche protette dalle leggi sui diritti umani contro le discriminazioni; i restanti cinque sono gruppi sociali protetti dai diritti umani della libertà di parola e assemblea. Gli USA e i suoi affini alleati violano i diritti umani che proteggono le minoranze: la colonna vertebrale della democrazia.

Ecco i metodi:

  1. utilizzando mezzi di comunicazione di massa e del mondo accademico per isolare, minacciare, intimidire e marginalizzare,

  2. minando l’unità interna,

  3. selezionando personalmente la leadership,

  4. sovvertendo qualunque cosa sia legittima,

  5. negando il rispetto, stigmatizzandone i valori,

  6. impedendo l’accesso ai mezzi di comunicazione di massa e alle agenzie governative,

  7. dissanguandole economicamente,

  8. delegittimandole attraverso una iper-disinformazione,

  9. infiltrandosi, intimidendo, minacciando, raggirando, corrompendo, ricattando, truffando, illudendo e mentendo per sovvertire e neutralizzare,

  10. controllandone i programmi dall’interno.

Funziona; attraverso la paura, sopprimendo qualunque mobilitazione. Finanche il pensiero. Qualche forma di violenza può essere prevenuta, qualche altra stimolata. E gli USA sono intrappolati all’interno di un linguaggio politico stantio del diciannovesimo secolo, senza rinnovamento.

L’Anti-Empire Report (Report Anti-Impero) di William Blum (https://www.transcend.org/tms/2013/07/the-anti-empire-report-2/) era centrato su ECHELON, avviata nel 1970 con Regno Unito-Canada-Australia-Nuova Zelanda per spiare ogni comunicazione su Internet, anche di ambasciate e imprese. Lo spionaggio commerciale divenne uno dei maggiori settori di attività di ECHELON nel trasmettere, ad esempio, un’innovazione del settore eolico dell’impresa tedesca Enercon alla rivale americana Kenetech, che brevettò l’innovazione rubata. Un impiegato dell’NSA, di cui solo il profilo è stato ripreso da una trasmissione tedesca, rivelò come aveva intercettato le linee telefoniche tra il laboratorio di ricerca dell’Enercon e la casa produttrice per passare le comunicazioni alla Kenetech.

Blum richiama l’attenzione sulla compagnia svizzera Crypto AG che vendeva sistemi di criptaggio a 120 paesi – inclusi Iran, Iraq, Libia, Yugoslavia – per effettuare comunicazioni alle ambasciate, missioni militari, uffici di commercio – e all’NSA. Guardare a un’altra compagnia svizzera, la Gretag Data System AG, non aiuta: la NSA era anche là. E prima dell’invasione in Iraq nel marzo 2003 gli USA origliarono il Segretario Generale delle Nazioni Unite, gli investigatori ONU per l’ispezione di armi e tutti i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite – un fatto ben noto già a quel tempo. Immaginiamo se la Russia e la Cina facessero la stessa cosa: il loro status di membro ONU potrebbe venire sospeso, ma non quello di USA e Regno Unito.

Philip Agee narra in Inside the Company: CIA Diary (Agente della CIA, Editori Riuniti, Roma 1975) che la CIA soleva scrivere editoriali e notizie false per i mezzi di comunicazione latino-americani senza rivelarne la fonte, raccoglierle come vere, trasmetterle attraverso il sistema mediatico della CIA, collegato infine negli Stati Uniti.

Kate Epstein (counterpunch.org/2013/06/28//total-surveillance) ha stimato che il budget della “comunità d’intelligence” americana nel 2010 ammontava a 80 miliardi di dollari, il 70% dei quali spettante a privati che, per la maggior parte, hanno evidenti interessi economici. L’attività di “vigilanza” è svolta dalla Foreign Intelligence Surveillance Court (Corte di Sorveglianza per l’Intelligence Estera, n.d.t.) che negli ultimi tre anni ha accetto 4.976 richieste senza negarne alcuna. L’infiltraggio e la raccolta d’informazione sul movimento Occupy è una delle principali attività.

L’Animal Enterprise Terrorism Act (AETA) del 2006 etichetta come terrorista chiunque causa una “perdita nei profitti” a un’azienda del settore animale. Per la prima volta, in questa legge, il ricorso alla forza o alla violenza venne rimosso dalla lista dei criteri per configurare gli atti di terrorismo. “La perdita nei profitti”, un reale “valore USA”, è invece presente in questo caso, come per i numerosi gruppi ambientalisti anti-fracking (estrazioni petrolifere da scisti bituminosi, ndt).

Cosa c’è di nuovo a proposito di PRISM-TEMPORA di marchio USA-Regno Unito? Der Spiegel (3 luglio 2013) ha puntato il dito sul dominio – con lo scopo di spiare il resto del mondo – l’enorme impiego di operatori esperti della rete, e la palese prima linea: Anglo-America contro il Resto del mondo, inclusi i soci membri dell’UE. Se tutto ciò fosse stato fatto da stati più piccoli, le relazioni bilaterali con loro sarebbero state sospese, declassate, e la loro appartenenza all’UE revocata. Per quanto tempo ancora USA e Regno Unito sfuggiranno all’impunità?

8 luglio 2013

Traduzione di Silvia De Michelis per il Centro Studi Sereno Regis

Titolo originale:The USA Micro-Managing the World

http://www.transcend.org/tms/2013/07/the-usa-micro-managing-the-world/

Una replica a “La Micro-gestione USA del Mondo – Johan Galtung”

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