Porte scorrevoli: si accomodi, Mrs Monsanto – Silvia De Michelis

Il cibo, si dice, fonte di vita. Attualmente, però, canale d’ingresso per minacce che, per portata e natura, hanno la capacità di ripercuotersi a livello globale fino a quasi giustificare il ricorso alla parole “genocidio” per descrivere la condotta di coloro che queste minacce pongono in essere. Ma andiamo con ordine.

Nel 2008 la giornalista francese Marie-Monique Robin ha realizzato per ARTE France una videoinchiesta frutto di 3 anni d’investigazioni sulla multinazionale americana Monsanto, sulla questione degli OGM, dei brevetti sulle sementi geneticamente modificate e dei fertilizzanti chimici da essa prodotti. La Monsanto nacque nel 1901 a St. Louis, nel Missouri e il primo prodotto della nuova industria fu la produzione di saccarina che forniva alla Coca Cola, producendo in seguito, sempre per la stessa, sia vanillina che caffeina, diventandone uno dei principali fornitori, e per altri acido salicilico, aspirina e solo più tardi gomma. È definita una della più grandi industrie chimiche del 20° secolo. Negli anni venti si espanse ulteriormente diventando leader nella produzione di acido solforico e fibre sintetiche e negli anni Novanta, si aprì anche al settore delle biotecnologie e tra i suoi prodotti si annoverano anche i cosiddetti PCBSs (Polychlorinated biphenyl), prodotti isolanti e refrigeranti utilizzati nei condensatori, trasformatori e motori elettrici, l’ormone bovino della crescita, l’Agente Arancio, defoliante utilizzato dalle truppe militari americane durante la guerra del Vietnam per intossicare la popolazione.

La storia della multinazionale in poche righe non desta nulla di strano; la videoinchiesta e quanto in essa viene rivelato, invece, donano alla Monsanto un’aurea piuttosto controversa e ne rivelano una natura estremamente pericolosa dato il settore in cui essa e le sue affiliate operano e l’enorme fetta di mercato detenuta: il 90% degli OGM prodotti nel mondo. Nonostante il film-documento risalga al recente 2008, la Monsanto era già stata condannata nel 1996 dallo Stato di New York per frode e pubblicità menzognera a causa dell’utilizzo delle parole “biodegradabile”, “rispetta l’ambiente” sulla confezione di un erbicida chiamato Roundup che non aveva le millantate caratteristiche. Oltre a questa condanna ne seguirono altre per negligenza, attentato a persone e cose, disastro ecologico e sanitario, utilizzo di false prove in quanto i suoi prodotti, è stato accertato, provocano la creazione di sementi sterili, resistenti ai soli erbicidi prodotti dalla multinazionale che persegue l’evidente scopo di non perdere il primato mondiale nella loro produzione.

In realtà, gli effetti tossici scaturenti dai PCBs marchiati Monsanto erano noti già nel 1937, quando uno studio, occultato dal governo dell’Alabama che mantenne sotto egida di confidenzialità i risultati, ne dimostrò l’elevata tossicità e la stretta correlazione con malattie quali il cancro, la riduzione del quoziente intellettivo di nascituri la cui madre conteneva nel sangue PCB durante la gravidanza, riduzione della toroide e compromissione della funzionalità degli ormoni sessuali. Il WashingtonPost, nel 2002, pubblicò un articolo che denunciava decenni di inquinamento celato ad opera della Monsanto.

Ancora più significativo è quanto avvenne quarant’anni più tardi, nel 1978. Vennero realizzati due studi dalla stessa multinazionale per verificare gli effetti di un potente erbicida, il 2,4,5-T e la diossina in esso presente, prodotto nello stabilimento di Nitro, in Virginia, dove, nel 1949, avvenne un’esplosione in seguito alla quale gli operai manifestarono sul proprio corpo forme di eruzioni cutanee estremamente sfiguranti. Venne posto sotto osservazione un gruppo di operai esposti all’esplosione e comparato con un gruppo di non esposti e i risultati rivelarono la stessa percentuale di contrarre il cancro tanto nel primo quanto nel secondo gruppo. Quello che di sconcertante non emerse fu che questi studi furono letteralmente truccati. Gli scienziati della Monsanto selezionarono le procedure d’analisi dei risultati in accordo con il tipo di risultato che volevano ottenere: riscontrarono un gruppo di persone affette da cancro appartenenti al gruppo degli “esposti” in uno dei due studi e lo inclusero nella lista del gruppo dei “non esposti” del secondo studio, facendo paradossalmente derivare, in tal modo, che i “non esposti” avevano la medesima possibilità dei primi di ammalarsi. Quanto ancora di più sconcertante avvenne fu, inoltre, che le politiche da allora adottate dal governo degli Stati Uniti in materia di brevetti e autorizzazioni su questa tipologia di prodotti sono state realizzate sulla base di questi stessi studi. A questo si aggiunga che i veterani americani che riportarono le conseguenze dell’Agente Arancio (che conteneva diossina) non ebbero riconosciuti i sussidi dovuti a infermità fisiche da esso prodotte nonostante, nel 1994, l’Agenzia americana per la Protezione dell’Ambiente accusò la Monsanto di aver falsificato gli studi sulla cancerogenicità del composto organico.

Nel 1987 la Monsanto incontra la fortuna. George Bush Senior, vice presidente dell’allora presidente USA, Ronald Reagan, visitò la Monsanto e portò con sé, oltre ad un elevato grado di interesse sulle attività della multinazionale, anche una promessa di successo basata sulla parola “de-regolazione”, vessillo dell’amministrazione repubblicana. Quattro anni più tardi, si giunse così all’annuncio della politica americana in materia di OGM confezionata esattamente … secondo Monsanto. Dichiarazioni successive da parte di esponenti di istituzioni chiave come il Ministro dell’Agricoltura, Dan Glickman, il presidente della Fondazione per gli Andamenti Economici, Jeremy Rifkin, rivelarono come il successo della Monsanto sia stato dovuto alla volontà stessa non solo dei dirigenti dell’azienda, ma anche di esponenti del governo USA, di non istituire speciali commissioni scientifiche da preporre all’indagine sugli OGM. Tale decisione, di fatto politica e non scientifica visto che i dati posseduti sono stati evasi se attestavano la pericolosità dei prodotti Monsanto, si è retta sull’assunto che “le sostanze che si prospetta diventino componenti dei cibi in seguito alla modificazione genetica di una pianta sono da ritenersi gli stessi o sostanzialmente simili alle sostanze che si ritrovano comunemente nel cibo. Le proteine introdotte responsabili della trasformazione genetica sono sostanzialmente simili a quelle che consumiamo da decenni.” Tale posizione ufficiale richiama il “principio di sostanziale equivalenza”, grazie al quale studi scientifici approfonditi hanno potuto non essere realizzati, così come disposto dalla FDA, Food and Drug Administration o Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali, responsabile in America della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici.

La fortuna della Monsanto è davvero immensa, retta da una rete di occultamenti e interessi condivisi tra economia e politica, e descritta da espressioni che ben ne dipingono la serie di complicità che ne costituiscono la causa: “the revolving doors”, “porte scorrevoli”, ad indicare che alcuni degli impiegati in Monsanto e gli impiegati nelle agenzie di controllo sono le stesse persone. Porte scorrevoli che aprono l’accesso al mercato a prodotti che colpiscono l’unità base della vita, il cibo, ne danneggiano le colture la loro biodiversità, creano povertà, malattie, morte. Sterminio di piantagioni sane, villaggi, famiglie, piccoli coltivatori, vite umane.

Grazie alle pratiche di non-controllo poste in essere in America, la Monsanto ha potuto estendersi in nord e sud America, in Canada, in Francia, Spagna e Portogallo, in Australia, nel Medio Oriente, nel sud-est asiatico, e acquisire, tra il 1995 e il 2005, 50 compagnie produttrici di sementi di ogni genere situate, oltre che nei Paesi sopra menzionati, in Brasile, Argentina, Sud Africa, Kenia, Inghilterra, Germania, Repubblica Ceca, India, Cina e Filippine. Grazie alla bramosia della Monsanto di acquisire fette di mercato sempre più grosse, scienziati come il Dr. Árpárd Puszai, biochimico e nutrizionista ungherese, venne licenziato dall’Istituto di Ricerca Rowett, in Aberdeen, Scozia, dopo 38 anni di lavoro, così come il Dr. Ignacio Chapela, microbiologo ecologo e micologo brasiliano, subì serie diffamazioni e rischiò il licenziamento dall’Università di Berkeley, California. Entrambi colpiti per aver confermato scientificamente la pericolosità dei prodotti Monsanto.

“Conquista transgenica” è un’espressione utilizzata da un coltivatore di mais messicano di Oaxaca, zona che vanta la più elevata percentuale di biodiversità delle colture di mais (più di 100 tipologie di mais). O vantava. In Messico, così come in Paraguay i coltivatori sono consapevoli della pericolosità della coesistenza delle colture transgeniche accanto a quelle non trattate e stanno dimostrando contro “il deserto verde”, le piantagioni di soja rase al suolo dalla contaminazione pollinare proveniente dalle piante geneticamente modificate che, in ultimo, prevarranno. A tanto si è arrivato, e tanto è stato e continua a essere celato, che sui muri nella strade appaiono le scritte “Soja=Muerte”. Se all’utilizzo di coltivazioni transgeniche devastanti per il territorio si aggiunge l’utilizzo di fertilizzanti e pesticidi altamente tossici ovunque in questi Paesi, non ci si può che rendere conto della portata devastante dalla violenza mossa contro le popolazioni locali. Con essa, altresì, la negazione del loro diritto di nutrirsi senza dipendere da nessun’altro. Oltre a essere ben strutturata, la violenza è anche celata, essendo l’America un Paese che vieta l’etichettatura degli OGM in virtù del “principio di sostanziale equivalenza” e che possono essere introdotti, all’insaputa delle popolazioni locali, nei Paesi del sud America grazie agli accordi NAFTA, North America Free Trade Agreeement. In uno studio del 2012 (Seralini et. al) è stato riscontrato che le modificazioni genetiche provocano per la salute degli esseri umani un incremento delle possibilità di decesso maggiore di 2/3, rischio di contrazione di tumori 4 volte superiore per i maschi, disfunzioni renali.

La Monsanto è riuscita a ottenere appoggi trasversali all’alternanza della presidenze americane: George Bush Sr., Bill Clinton e, da ultimo, Barack Obama, il quale è accusato di aver posizionato all’interno di agenzie federali preposte alla regolarizzazione di cibo e medicinali esponenti di spicco della Monsanto. Il 26 marzo 2013 il presidente Obama ha firmato il “Monsanto Act” che impedisce agli americani di intraprendere qualunque azione giudiziaria contro la Monsanto e alle Corti federali qualunque azione legislativa che mini gli interessi del colosso americano. E le porte scorrevoli continuano a girare, conducendo il presidente russo Vladimir Putin a minacciare il rifiuto di incontrare il 7 maggio il segretario di Stato americano, John Kerry, e minacciare una “Guerra globale sulle api” nel caso in cui Obama non decida di modificare la propria condotta di supporto a favore delle multinazionali Monsanto, Syngenta, Du Pont, Dow, Bayer che, virtualmente, detengono il 100% del mercato nella produzione di pesticidi, piante e semi geneticamente modificati. In Russia è stato provato che una tipologia di insetticidi, in particolare “Actara” e Cruiser” fabbricati dalla svizzera Syngenta, contenenti nicotinoidi stanno sterminando la popolazione planetaria di api e che potrebbero compromettere con elevata probabilità la possibilità di produrre abbastanza cibo per soddisfare la popolazione mondiale. L’Unione Europea ha risposto istituendo un bando su tali pesticidi a decorrere dal dicembre 2013 in seguito alla medesima presa di posizione di Svizzera, Italia, Francia, Russia, Slovenia e Ucraina a causa della comprovata capacità dei prodotti menzionati di inficiare negativamente l’intera catena di produzione del cibo.

La Monsanto ha colpito anche in India, in particolare nella zona di Maharashtra, dove sono incrementati casi di suicidio di coltivatori di cotone. La Monsanto, infatti, controlla quasi il 100% del mercato indiano del cotone e ha indotto i coltivatori locali ad acquistare il proprio pesticida, il BT Cotton, quattro volte più caro di quelli convenzionali. Quali le conseguenze? Distruzione dei raccolti non trattati con il BT Cotton in quanto causa dell’innalzamento del livello di resistenza ai pesticidi tradizionali negli organismi dei parassiti del cotone, dipendenza dal pesticida marchiato Monsanto, ricorso agli usurai per permettersene l’acquisto. Nel caso in cui il raccolto si riveli povero, seguirà l’impossibilità di restituire il denaro chiesto in prestito e il suicidio.

Contro la Monsanto si sono scatenate, sino a oggi, 2 milioni di persone in protesta nonviolenta, in 52 Paesi e 436 città del globo. La Dr. Vandana Shiva, un’attivista ambientale indiana formatasi nel campo della Fisica, autrice del libro-accusa contro la Monsanto “Semi del suicidio” (Seeds of suicide), ben descrive la portata della violenza insidiosa che la Monsanto, con la sua rete di supporti altolocati e compagne, sta realizzando nell’intero pianeta, nonostante sul proprio sito web appaiano voti all’“integrità”, al “dialogo”, alla “trasparenza”, alla “condivisione”: “Niente è lasciato intaccato: riso, mais, soja e altre sementi. Lo scopo? Una volta stabilita la norma, il seme potrà essere detenuto come una loro proprietà e i brevetti potranno essere emessi. Dipenderemo da loro per coltivare qualunque tipo di coltura. Se controllano i semi, controllano il cibo, cosa più potente dell’azione delle bombe, o delle pistole. Questa è la miglior maniera di controllare la popolazione mondiale”.

Per concludere, ripropongo la definizione di genocidio che l’11 dicembre 1946 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite diede rilasciandola attraverso la risoluzione 96 apparentemente inadeguata se posta in relazione ad un articolo sugli OGM: “Una negazione del diritto alla vita di gruppi umani, gruppi razziali, religiosi, politici o altri, che siano stati distrutti in tutto o in parte” identificando nei suoi atti quelli commessi “con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”. Anche la sottomissione intenzionale di un gruppo a condizioni di esistenza che ne comportino la scomparsa sia fisica sia culturale, totale o parziale, è di solito inclusa nella definizione di genocidio …. Chissà che un giorno non possa applicarsi alla protagonista di questa storia!

 

Documenti di riferimento:

http://www.youtube.com/watch?v=N6_DbVdVo-k (versione inglese del documentario “Il mondo secondo Monsanto”)
http://www.youtube.com/watch?v=X4Ea8aU-5sM (versione francese del documentario “Il mondo secondo Monsanto”)
http://www.youtube.com/watch?v=6vUjBUxW-3E (Monsanto Genocide You Tube Radio Braodcast)
http://www.whatdoesitmean.com/index1679.htm (l’articolo Russia Warns Obama: Global War Over “Bee Apocalypse” Coming Soon by Sorcha Faal, and as reported to her Western Subscribers)

 

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