Israele, Hawking e il problema urgente del boicottaggio – Ramzy Baroud

E’ un evento “di proporzioni cosmiche” ha detto un accademico palestinese, una descrizione appropriata della decisione di Stephen Hawking di boicottare una conferenza accademica di Israele programmata per il giugno prossimo. E’ anche un appello morale decisivo che è stato comunicato l’8 maggio dall’Università di Cambridge, dove Hawking è professore.

Hawking è un  cosmologo  e fisico di fama mondiale. Il suo lavoro scientifico ha avuto il genere di impatto che ha ridefinito o sfidato intere aree di ricerca dalla teoria della relatività, alla meccanica quantistica, ad altri campi di studio. Questo personaggio eminente è anche costretto a stare su una sedia a rotelle perché soffre di una forma di paralisi totale causata dalla sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Tuttavia per Hawking, un fatto così doloroso sembra essere una semplice ‘nota a margine’ in confronto ai suoi incredibili contributi alla scienza, che sono paragonabili soltanto a quelli di pochi uomini e donne in tutta la storia.

Quella che è considerata una prestigiosa conferenza scientifica a Israele, è ospitata dal presidente Shimon Peres, ricordato soprattutto dai libanesi e dai palestinesi per aver ordinato il bombardamento  di un  complesso di edifici dell’ONU vicino al villaggio di Qana, nel Libano meridionale, nel 1996. Il complesso era un paradiso sicuro, dove i civili spesso trovano rifugio durante gli attacchi di Israele. Non in quel periodo, però. Centosei persone innocenti, per la maggior parte bambini e donne, sono state uccise e 116 ferite, comprese delle forze dell’ONU. Quell’avvenimento straziante, da solo avrebbe dovuto mandare Peres, allora primo ministro di Israele a scontare i rimanenti anni della vita in carcere. Naturalmente, però, Israele è al di sopra della legge, o così crede il governo israeliano e si è comportato costantemente così negli scorsi 65 anni, a prezzo di innumerevoli vite, di distruzione indicibile e di sofferenze prolungate di intere nazioni.

La risposta di Hawking alla richiesta di boicottaggio è stata estremamente importante. A parte lo status leggendario dell’uomo, il movimento Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) si è dimostrato più duraturo e riuscito di quanto i suoi detrattori – per lo più  difensori di Israele, vogliano credere. La decisione di Hawking, è stata anche una prova che la ragione e la moralità dovrebbero e devono andare di pari passo. Il vanto di Israele per i suoi risultati scientifici significherebbero zero se tale tecnologia è messa in opera per far avanzare la violenza di stato, per rendere più severa l’occupazione militare, e per rendere disponibili i droni per le altre nazioni, esportando quindi violenza e caos. Proprio quella ‘scienza’ è stata usata in abbondanza nelle due più recenti guerre di Israele contro Gaza (2008-2009 e 2012) che hanno provocato  migliaia di morti e di feriti.

L’Università di Cambridge, forse sospettosa di un possibile contraccolpo, ha tentato di mascherare la decisione di Hawking come decisione dovuta a  motivi di salute, il che, naturalmente, non c’entra nulla. L’università alla fine ha ritirato la dichiarazione, perché lo scienziato britannico desiderava rendere chiarissima la sua decisione. Il quotidiano britannico The Guardian ha riferito circa il rifiuto dell’invito alla conferenza da parte di Hawking, citando una dichiarazione da parte del Comitato britannico per le università della Palestina, coordinato con l’ufficio di Hawking:

“Capiamo che il professor Stephen Hawking ha declinato l’invito a partecipare alla Conferenza Presidenziale  ‘Facing Tomoorow 2013” che deve aver luogo a Gerusalemme dal 18 al 20 giugno. Questa è una sua decisione indipendente per rispettare il boicottaggio, basata sulla sua conoscenza della Palestina, e su consiglio unanime dei suoi contatti accademici sul posto.”

Al contrario di altri atti di boicottaggio, talvolta scartati dai funzionari israeliani in quanto insignificanti, questo è stato chiaramente scioccante per Israele. Il New York Times ha riferito che  Yigal Palmor, portavoce del Ministro degli esteri di Israele, ha detto che “mai uno scienziato della sua statura ha boicottato Israele.”

E dal momento che non era previsto, il rispetto di Hawking del boicottaggio ha provocato repliche disorganizzate da parte di Israele e dei filo-israeliani tra le quali c’erano battute umilianti e  insulti riguardanti la sua malattia, accuse gratuite, rimproveri perché usa la tecnologia presumibilmente sviluppata in Israele per combattere la sua condizione sempre peggiore come malato di SLA.

Mai in passato il paese aveva  perduto il controllo della sua narrazione attentamente confezionata circa la sua occupazione militare e le violazioni dei diritti umani in Palestina come accade in questi giorni. Mentre da una parte i funzionari di Israele parlano di ‘pace’, continuano a pubblicare bandi di gara per costruire altri insediamenti o per ampliare quelli esistenti, tutti costruiti illegalmente sulla terra palestinese. Proprio il giorno in cui è stata annunciata la decisione di Hawking di boicottare la conferenza, la ‘amministrazione civile’ di Israele ha accettato la costruzione di 296 nuove unità abitative nell’insediamento illegale di Beit El, consolidando così l’occupazione militare e  la pulizia etnica. I funzionari di Israele e i media insistono ancora che non c’è nessun legame tra queste totali violazioni  della legge internazionale e umanitaria, e il movimento del boicottaggio che sta aumentando. Accusano instancabilmente i loro critici di ‘anti-semitismo’ (che ormai non è  più efficace) e avvertono dei tentativi di ‘delegittimazione’ di Israele, come se ipotizzassero che il mondo rimanga completamente dimentico dei suoi crimini di guerra, dell’occupazione illegale e della discriminazione istituzionalizzata contro gli abitanti non-ebrei della Palestina e di Israele.

Anche le discussioni sulla decisione di Hawking sono importanti. E’ una prova che la società civile rimane importante e che può essere efficace e che i luoghi di incontro ufficiali non sono le uniche piattaforme dove l’occupazione della Palestina può essere discussa e trattata equamente.

Ci sono pochi dubbi che il movimento per il boicottaggio cresca costantemente, e non semplicemente per le ricorrenti notizie di artisti e accademici che si rifiutano di visitare Israele, o di prendere parte a eventi sponsorizzati da Israele. E’ parimenti importante l’esistenza di forti strati di sostegno, forniti dalla società civile che fa sì che artisti, accademici, e altri possano aderire all’appello al boicottaggio, senza temere gravi ripercussioni.

E’ stato rivelato che una lettera inviata a Hawking, mirata a dissuaderlo dal partecipare alla conferenza, è stata firmata da 20 professori di molte università, compreso il MIT, le università di Cambridge, Londra, Leeds, Southampton, Warwick, Newcastle, ecc.  I professori hanno detto a Hawking che erano sorpresi e profondamente rammaricati che avesse accettato di prendere parte alla conferenza a cui  devono essere  presenti anche l’ex Primo ministro britannico Tony Blair e dall’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, ognuno con la propria lista di accuse di crimini di guerra che vanno dal Sudan, all’Afghanistan, all’Iraq.

Le critiche a Hawking non arrivano soltanto da Israele e dalla sua prevedibile  cerchia di irriducibili sostenitori, ma arrivano anche da coloro che si considerano membri del campo della solidarietà palestinese.  Questo ultimo gruppo, che si sta restringendo di numero e di portata, sostiene che boicottare tutti gli aspetti della vita accademica, culturale e politica di Israele, farà il gioco dell’antisemitismo di Israele e della delegittimazione delle discussioni.

Il movimento di solidarietà può, però, limitare il suo boicottaggio a poche compagnie israeliane con collegamenti con gli insediamenti in Cisgiordania e aspettarsi di ottenere risultati tangibili a lungo termine? Coloro che pensano che basta boicottare l’opposizione, sembra che non capiscano la natura dei rapporti tra i coloni in Cisgiordania e il governo israeliano. Israele tratta gli insediamenti e i suoi abitanti bene armati come  parte integrante dello stato e dell’economia di Israele. Sono residenti di Israele, anche se vivono vicino a Ramallah. Non c’è assolutamente alcuna separazione tranne qualche immaginaria ‘Linea Verde’ e simili. E ora con il Muro della Segregazione, anche quella separazione si sta appannando e ridefinendo.

I palestinesi di Gaza e di Nablus non vedono alcuna differenza tra un soldato che vive in un insediamento illegale ebraico e un altro che vive dentro Israele. Soni tutti in grado di commettere omicidi, come molti tipi torvi hanno fatto, non ostacolati dalla geografia e dai confini. Anche la società civile internazionale non dovrebbe cadere nella trappola delle distinzioni illusorie. Anche questo rende di ‘proporzioni cosmiche’ la decisione di Hawking di boicottare una conferenza che si svolge a Israele. E’ moralmente difendibile e moralmente solida, qualità che si addicono a un formidabile uomo razionale come Stephen Hawking.

Ramzy Baroud (ramzybaroud.net) dirige il sito PalestineChronicle.com. Il suo libro più recente è: My Father Was a Freedom Fighter: Gaza’s Untold Story [Mio padre era un combattente per la libertà: la storia di Gaza che non è stata raccontata]. (Pluto Press)

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/Israel-hawking-and-the-pressing-question-of-boycott-by-ramzy-baroud

Originale: Ramzy Baroud’s ZSpace Page Traduzione di Maria Chiara Starace
16 maggio 2013 – http://znetitaly.altervista.org/art/10888

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *