Presentazione del libro “Binario morto” di Andrea De Benedetti e Luca Rastello

venerdì 19 aprile 2013 – ore 17.45
sala Gandhi – Centro Studi Sereno Regis – via Garibaldi, 13 – Torino

Con gli autori Andrea De Benedetti e Luca Rastello dialogherà Luca Giunti

Trasmissione in diretta dell’evento: http://www.ustream.tv/channel/serenoregis

“In the long run, we’re all dead.” John M. Keynes

cop rastello binarioCorridoio 5, ovvero 3200 chilometri di ferrovia ad alta velocità che dovrebbero garantire promettenti sbocchi di mercato. Un “Eldorado”, secondo Piero Fassino, che però, nella migliore delle ipotesi, non comincerà a produrre benefici economici prima del 2073. Fantascienza pura. I due autori hanno provato a rifare tutto il percorso cercando di capire. Le sorprese non sono mancate. Il Portogallo ha già rinunciato, alla Spagna interessa solo l’alta velocità passeggeri e per le merci programma un binario unico, dopo Trieste il corridoio scompare, tanto che per raggiungere Lubiana bisogna prendere la corriera.

Un viaggio nell’Europa più sconosciuta tra proclami altisonanti e la realtà povera di città, pianure, paesi, popoli senza un’identità e una visione comune. Un reportage che è la storia di una grande illusione. L’alta velocità interessa a pochi e a quei pochi interessa non per la sua portata globale ma per le ricadute a brevissimo termine sull’economia locale. Allora per quale ragione l’Italia deve spendere almeno due miliardi e mezzo di euro in un tunnel? E di quale futuro stiamo parlando?

Andrea De Benedetti è giornalista, insegnante, scrittore e traduttore. Scrive di sport, società e cultura per “GQ”, “Guerin Sportivo”,“il manifesto”. Il suo ultimo libro è VAL PIÙ LA PRATICA. PICCOLA GRAMMATICA IMMORALE DELLA LINGUA ITALIANA.

Luca Rastello, giornalista de “la Repubblica”e scrittore, ha diretto “Narcomafie” e “L’Indice” e ha lavorato per “Diario”. Ha pubblicato il reportage sui Balcani LA GUERRA IN CASA, il romanzo PIOVE ALL’INSÙ, il saggio LA FRONTIERA ADDOSSO e il libro testimonianza IO SONO IL MERCATO. TEORIA, METODI E STILE DEL PERFETTO NARCOTRAFFICANTE.

Sull’argomento TAV in valle di Susa IRIS mette a disposizione un breve rassegna:

http://www.iris-sostenibilita.net/iris/index.asp

6 Risposte a “Presentazione del libro “Binario morto” di Andrea De Benedetti e Luca Rastello”

  1. La mia amica fraterna (compagna di asilo, elementari, medie, liceo ed Hashomer Hatzair) Mariolina Salio non se ne abbia a male ma, pur apprezzando gli scienziati che si impegnano socialmente, apprezzo assai meno quell fra loro che, a furia di fare i militanti a tempo pieno, non fanno più gli scienziati da anni.
    E soggiogano la loro coscienza scientifica al fanatismo ideologico.
    L'altro ieri erano contro l'avvento in Italia dell'energia nucleare.
    Ieri erano contro gli organismi geneticamente modificati.
    Oggi sono contro il treno ad alta velocità Torino-Lione.
    In certa sinistra si pensa che Ned Ludd faccia un sacco radical chic!

    • Carissimo Gavriel, anche tu sei mio amico fraterno, che per alcuni anni ho avuto modo di conoscere direttamente, quando facevo a te, a Mariolina e a Chiara, le mie altrettanto carissime figlie, delle semplici esercitazioni di educazione scientifica, che vi coinvolgevano tantissimo. Per entrare nel merito di cosa siano oggi gli scienziati socialmente impegnati o meno, competenti, o meno, occorre ragionare con ben altra profondità. L'elenco che si può portare è piuttosto ampio, ma se vuoi documentarti, da bravo fisico quale sei, potresti leggere, per esempio, Ecofisica di Luigi Sertorio (Bollati Boringhieri, Torino 2009), oltre ad altri suoi scritti meno impegnativi. Ma per entrare ulteriormente nel merito, sugli OGM, questione quanto mai controversa, anche Vandana Shiva ha prodotto un bel po' di ricerche. E sulla TAV, i "tecnici" del Politecnico di Torino (ma sono anche scienziati?, lascio a te la risposta!) hanno anch'essi ampiamente argomentato e documentato le loro tesi. Trascuro la questione del nucleare perché dopo Cernobyl e Fukushima si commenta da sola. Ma il problema è ben più ampio e da molti decenni si chiama STS (scienza tecnologia società), ovvero intreccio complesso e globale che produce questioni controverse, senza che nessuno sia realmente "esperto" di tutti e tre i campi. Funtowictz, Ravetz e tanti altri (anch'essi scienziati o giocolieri?) hanno lungamente argomentato sul dilemma scienza normale/scienza post-normale. Come già ti scrissi tempo fa mi farebbe molto piacere incontrarti e discutere più a fondo di questi problemi, che non si esauriscono in poche righe di critica o di commento.
      Con affetto, Nanni Salio

  2. Carissimo Nanni

    ti porgo le mie scuse perchè nel mio precedente intervento sono stato un pò sgarbato.
    Tu, Mariolina e Chiara siete scienziati di grande valore di cui apprezzo molto il meritorio impegno sociale.
    Dopodichè il Centro Sereno Regis mi sembra avere una linea politica un pò affetta da ideologismo.
    Per esempio, a costo di uscire un pò di tema, parliamo della vostra linea politica per quanto attiene il conflitto israelo-palestinese.
    Io e la mia famiglia afferiamo al Gruppi di Studi Ebraici di Torino, gruppo di punta della sinistra ebraica italiana, che si batte per una soluzione pacifica del conflitto basata sulla piattaforma politica dei "due popoli due stati".
    Ad esempio appoggiamo gli accordi di Ginevra.
    Ma ciò è molto lontano dallo sposare il manicheismo filopalestinese di un Noam Chomsky che sembra invece essere il punto di riferimento teorico del Centro Sereno Regis.
    Con molta stima ed affetto
    Gavriel Segre

  3. Una delle qualtà che deve connotare una persona di sinistra quale mi considero consiste nella capacità di sapere fare autocritica.
    Ebbene, mi rendo conto di essere stato un'idiota, succube della propaganda del giornale della Fiat.
    La lettura del bellissimo libro "Non solo un treno…La democrazia alla prova della Val Susa" di Marco Revelli e Livio Pepino mi ha definitivamente convinto delle sacrosante ragioni del Movimento No Tav.
    Esprimo pertanto il mio più totale e caloroso appoggio per la battaglia politica e culturale di Luca Rastello e di Andrea De Benedetti della cui amicizia sono particolarmente fiero di fregiarmi.
    Ed esprimo anche il mio più vivo apprezzamento al Centro Sereno Regis per il fatto di pubblicizzare le moltissime ragioni di chi è contrario alla realizzazione della Linea ad Alta Velocità Torino-Lione.

  4. Aggiungo con buon ritardo la mia voce, ma soltanto ora ho aperto questa pagina. Lei, caro Segre, dopo aver letto i libri di cui si è qui parlato si autoflagella, per contro, dopo la loro lettura, la mia valutazione è opposta.
    Pur riconoscendo al movimento No Tav dei meriti storici rilevo infatti che le ragioni che oggi si dicono inappellabili non sono affatto tali. Se l’informazione da parte dei politici italiani che sostengono la nuova Torino-Lione è di massima superficiale e propagandistica (si ripete fino alla nausea che l’opera è strategica, ma mai si parla della strategia!), la controinformazione degli oppositori manipola spregiudicatamente i dati e soprattutto censura tutto ciò che non porta acqua al proprio mulino. Così la disinformazione sembra regnare sovrana. Pochi esempi.
    Già il titolo del libro “Binario morto” è un concentrato di errori: 1) infatti identifica un vecchio e tramontato progetto di corridoio paneuropeo (Lisbona-Kiev) con l’attuale corridoio transeuropeo cui pertiene la NLTL; 2) il qual ultimo non è tuttavia il 5 ma il 3 (Algeciras-confine ucraino; il 5 è il numero di uno dei progetti prioritari europei che interessano il corridoio); 3) l’AV interessa solo alcune parti del corridoio.
    Silenzio assordante sulla rete centrale europea articolata in 9 corridoi interconnessi, pur istituita lo scorso novembre con l’84% dei voti dal parlamento europeo. Una rete le cui caratteristiche non si identificano solo con l’AV, ma con specifiche tecniche di interoperabilità, infrastrutture a esse funzionali e gestioni coordinate. Un progetto epocale che ha come fine un più sostenibile riequilibrio modale in un’Europa ove è oggi dominante il più energivoro e inquinante trasporto su strada. E non si tratta di novità bensì di una politica predisposta e definita da numerosi atti nonché quaderni, bianchi e verdi, pubblicati dalla Commissione europea in quasi 20 anni di studi e consultazioni. Una letteratura del tutto ignorata dal libro di Revelli e Pepino, in cui la locuzione “riequilibrio modale” non compare una sola volta. E dire che nel dibattito svoltosi al senato francese per l’approvazione del nuovo trattato è stata la più ricorrente. Per inciso, mentre i No Tav insistevano su un possibile disimpegno francese, quel senato ha approvato il trattato con il 96% dei voti. Compresi quelli dei 20 senatori comunisti che hanno appoggiato alle ultime votazioni europee la candidatura Tsipras… ch’era poi la medesima sostenuta da Revelli. L’assurdo è che Revelli ha preferito rifarsi all’autorità di un liberista estremo come Prud’Homme, cui è del tutto estranea ogni preoccupazione di ecosostenibiltà (è il più strenuo oppositore all’ecotaxe!); oltretutto senza valide giustificazioni perché lo studio del pur importante economista è fortemente viziato da un’analisi omissiva di elementi fondamentali e dunque o tendenziosa o inficiata da mancanza di conoscenza di aspetti specifici del problema.
    Ho detto fino a qui di omissioni informative; gravi, sebbene non le più eclatanti (come quelle, per esempio, relative a costi e flussi di traffico!). Ma quelle ricordate sono allo stesso modo utili a negare il carattere internazionale dell’opera (che è tale per funzioni, ma anche nel montaggio progettuale, finanziario, giuridico… risultando insomma del tutto inconfrontabile con certe scandalose grandi opere italiane).
    Già, perché sarebbe alquanto dura spiegare che Francia e UE sono a essa favorevoli in quanto conniventi con la mafia e la casta italiane.
    Cordialità

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