Perché l’Occidente non riesce a capire la realtà? Johan Galtung

  • Potere economico: l’Occidente viene sorpassato dal Resto, con tassi di crescita per USA, Euro-zona e Giappone rispettivamente a 0.1%, -0.9, -0.2 (Italia -2.8), rispetto a Brasile 1.4%, Russia 2.9, India 4.5, Cina 7.9.[i] BRIC.
  • Potere militare: l’Occidente viene sconfitto dal Resto, pagando ora caro il trattato di pace mancante e la normalizzazione con la Corea del Nord; con le guerre anti-terrorismo perse in Viêt Nam, Afghanistan e Iraq, Libia e Mali, Siria e Iran immuni a “soluzioni militari”;
  • Potere politico: l’Occidente come minoranza, con l’Assemblea Generale ONU che respinge 138 voti a 9 e 41 astensioni l’approccio USA a Israele;
  • Potere culturale: modelli di sviluppo non-occidentali, come quello buddhista e musulmano, giapponese e cinese si aggiungono all’ “universalismo occidentale”;
  • Potere sociale, concentrato sul potere interno nazionale e su crescenti diseguaglianze sociali, intanto che l’indignazione, espressa in Occupy e nelle Primavere arabe, si focalizza ora sul divario fra i redditi degli amministratori delegati e dei lavoratori medi: riducendolo al massimo a 10 volte dalle attuali 500. Si vedano i referendum svizzeri.

Siamo già piuttosto addentro in un mondo economicamente dominato dai BRIC, aggiungendo la S del Sud-Africa per chiarire il messaggio: Sud-Sud-Sud contro neppure un miliardo di abitanti del NordOvest del mondo + il Giappone; militarmente è solo una questione di tempo prima che i primi droni colpiscano gli USA, come seguito all’11 settembre 2001, e chiunque si dedichi a esecuzioni extragiudiziarie; decisioni cruciali vengono prese dai BRICS (CELAC per l’America Latina), un giorno magari istituendo una contro-ONU senza veto; culturalmente considerando la loro diversità come risorsa essenziale, ispirandosi a tutte le culture. Possono anche attingere ai due massimi sistemi economici, non come papa Giovanni Paolo II, anti-comunista e anti-capitalista, essi sono a favore di entrambi, un antidoto, laggiù, un antipodo al papa: il capi-comunismo della Cina.

Dall’Era dei Mercanti, con la bancocrazia rampante, all’Era del Popolo, la democrazia? Molto di buono per il mondo in ciò, ma non per un Occidente abbarbicato a tutto quello che aveva e forse in procinto di perderlo completamente.

Viviamo una storia accelerata in questo periodo, con inizi lenti che prendono abbrivio, per poi fare salti quantici. Eppure tutto quanto detto più sopra è stato facilmente previsto; anche avvenimenti come i crolli economici, la caduta del 1989 dell’Impero Sovietico a partire dal Muro di Berlino in avanti, sino all’11 settembre 2001; e prima ancora la crisi del petrolio nel 1973, la rivoluzione iraniana nel 1978, TianAnMen nel 1989. Previsioni, non per prevenire, essendo queste forze troppo grandi; per preparare all’inevitabile, per non essere colti di soprassalto? Come mai?

Vittima del proprio successo? Struzzo che nasconde la testa nella sabbia? Incapaci di accogliere brutte notizie? Drogati dalla crescita economica e dalla superiorità militare, e con i quasi-intellettuali drogati dal potere e dal denaro? Lasciando sopravvivere gli economisti e altri nonostante i loro errori marchiani?

Tutto quanto. Però, c’è un fattore nella cultura profonda che manca alla scienza occidentale basata su Aristotele e il Discours de la Méthode di Cartesio del 1637. Tale metodo ha quattro norme: non è vero nulla salvo che sia provato, dividere i problemi in molte parti, passare dal semplice al complesso, assicurarsi di non avere omesso nulla. Aristotele vi aggiunge teorie, che riproducono teoremi per deduzione da assiomi, che congelano la realtà fra i dati dal basso e le teorie dall’alto.

Ne emergono descrizioni dettagliate connesse da teorie. Quel che manca è una comprensione della totalità che è stata suddivisa, e dinamismo, tempo.[ii] Queste sono norme per capire un mondo statico.

Il taoismo, olismo e dialettica, è molto antico. Le difese occidentali: l’olismo sa di New Age, la dialettica di marxismo, entrambi di Cina. Olismo vuol dire descrizione ricca, molte variabili come l’aspetto economico globale, militare, politico, culturale e sociale, non solo uno di essi. Dialettica vuol dire forza e contro-forza entro ciascun olone. Una spinta genera una contro-spinta, esse possono trovare un (sovente disagevole) equilibrio, ma tipicamente la contro-spinta genera una contro-controspinta, e così via.

L’olone cambia, non linearmente, ma a ondate, anzi meglio, a spirali.

Si prenda l’economia: una bassa crescita dell’economia reale può causare un’alta crescita nell’ economia finanziaria che sconvolge qualunque equilibrio fra le due: crollo. Si guardi la crescita del Dow Jones relativa alla crescita del PIL per una previsione.

I paesi più sviluppati sono in relazione con i paesi meno sviluppati, non solo “più sviluppati”; un olone. Se l’uno spinge sull’altro, non ci si sorprenda se c’è una contro-spinta.

Si prenda l’apparato militare: un attacco genera una contro-forza, resistenza, guerriglia, terrorismo, nonviolenza; potrebbe esserci un equilibrio o un rovesciamento con il primo attaccante a resistere. Non siamo ancora a quel punto.

Si prenda l’ambito politico: decidere sulla testa di altri conduce a forze che decidono al di sopra di se stesse, della libertà, dell’autonomia, dell’indipendenza, delle comunità; e un giorno decidono sulla testa degli ex-“decisori”, citando Bush. Non ci siamo ancora arrivati.

Si prenda l’ambito culturale: l’imprinting sugli altri, addirittura il proprio clonaggio in altri, genera intense contro-forze, la ricerca d’identità in vecchie o nuove culture, equilibrio; o un rovesciamento. Non ci siamo arrivati, per ora.

Si prenda l’ambito sociale: “rovesciamento” è rivoluzione, il Knecht (servo) è Herr (padrone). C’è un punto di equilibrio più vicino all’uguaglianza. Come un rapporto massimo di 5:1.

Spingendo su uno, la contro-spinta può esserci anche negli altri.

Da questa prospettiva l’Occidente è programmato per tre errori:

  1. Non-comprensione di una relazione, anziché solo di una differenza.
  2. Non-previsione di contro-forze, considerando il proprio spingere come un beneficiare gli aggrediti con valori occidentali=universali; senza chiedere.
  3. Col farsi più intense le contro-forze, cercare di sconfiggerle per uno status quo ante, anziché cercare punti di equilibrio accettabili.

Soluzioni? Sorprendentemente semplici: cercare punti di equilibrio.

Economicamente: controllando la speculazione dell’economia finanziaria, e andando incontro alle economie emergenti con scambi a mutuo e uguale beneficio.

Militarmente: risolvendo i conflitti economico-politico-culturali.

Politicamente: incontrandosi da uguali, co-decidendo, co-creando.

Socialmente: raccogliendo i benefici delle società più egalitarie.

Si lasci perdere il mondo statico con l’Occidente come causa e il Resto come effetto. Altri ci hanno provato nel corso della storia. Non sono più con noi.

NOTE:

[i]. International Herald Tribune, 25-03-2013.

[ii]. Un cambiamento è avvenuto in fisica, con Leibniz, Newton. Ma per le questioni umano-sociali l’ Occidente vive secondo la prima e la seconda legge di Newton – le cose stanno come sono o cambiano con la spinta – ma non considea la terza legge sulla reazione a ogni azione.

 

1° aprile 2013

Traduzione di Miky Lanza per il Centro Sereno Regis

Titolo originale: Why Does the West Fail to Understand Reality?

http://www.transcend.org/tms/2013/04/why-does-the-west-fail-to-understand-reality/

Una replica a “Perché l’Occidente non riesce a capire la realtà? Johan Galtung”

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