Lettera a Gesù Bambino – Pietro Polito

Fa che non torni Berlusconi.
Fa che Berlusconi diventi una persona.
Fa che Monti non diventi Presidente della Repubblica.
Fa che la sinistra torni in Parlamento (“Quale sinistra?”. Beh, sai, ce lo chiediamo pure noi).
Fa che la sinistra faccia la sinistra e non la destra.
Fa che una donna diventi la Presidente della Repubblica o almeno del Senato o della Camera.
Fa che i maschi facciano gli uomini.
Fa che il Papa faccia il Papa e i cardinali i cardinali.
Fa che Bruno Vespa, quello di Porta a porta, (lo so che non la guardi) vada in pensione.
Fa che Alessandra Mussolini, Daniela Santanché, Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna, Michela Brambilla si dedichino alla professione e non alla cosa pubblica.
Fa che Roberto Formigoni sia interdetto dai pubblici uffici.
Fa che Luca Cordero di Montezemolo continui a fare il Presidente della Ferrari.
Fa che Sergio Marchionne si trasferisca negli Stati Uniti (con o senza la Fiat).
Fa che Luciana Littizzetto non dica più o almeno dica meno parolacce.
Fa che le parolacce dei comici non siano più considerate geniali battute.
Fa che tra Bersani e Renzi ci sia un’altra via.
Fa che Giuliano Ferrara non parli più agli italiani alle 20 di sera dal primo canale della televisione pubblica (non l’ho mai visto ma ti assicuro che è cosa buona e giusta).
Fa che non diventiamo la Repubblica dei comici (vorrei che la Costituzione mi fosse spiegata da Zagrebelsky, dato che Bobbio non c’è più).
Fa che non torni la Democrazia cristiana (su questo punto penso che siamo completamente d’accordo).
Fa che la Chiesa sia la Chiesa dei poveri.
Fa che nel prossimo Parlamento non ci siano avvocati. I giudici? Pochi.
Fa che il tempo non sia (politicamente) dalla parte di Matteo Renzi.
Fa che don Aniello abbia la forza per proteggere i ragazzi di Scampia.
Fa che il prossimo ministro della cultura sia una donna come Cécile Duflout che ha proposto in Francia di affrontare l’emergenza dei senza tetto requisendo gli edifici abbandonati, compresi quelli di proprietà della Chiesa.
Fa che diminuiscano i maestri di media e aumentino i maestri di pensiero.
Fa che se un politico si trasforma in un comico smetta di fare il politico.
Fa che se un comico si trasforma in un politico smetta di fare il comico.
Fa che carcerieri, poliziotti, giudici, magistrati, autorità coinvolti nella morte in carcere di Stefano Cucchi siano toccati dalla giustizia.
Fa che la buona politica tagli le unghie alla cattiva finanza (e alla cattiva politica).
Fa che i bambini illuminino gli adulti, gli adulti siano illuminati dai bambini.
Fa che i tecnici tornino a fare i tecnici, che Monti torni a fare il professore alla Bocconi.
Fa che Nicole Minetti (lo so che lo sai chi è perché la tua misericordia è grande) trovi la sua via.
Fa che il prossimo Parlamento dia un dispiacere al Papa, approvando le nozze omosessuali, l’eutanasia e il testamento biologico.
Fa che la borghesia di questo Paese dopo vent’anni di fascismo, non ricordo quanti anni di Democrazia cristiana, venti di berlusconismo non ci regali non so quanti di montismo.
Fa che all’Unto del Signore non faccia seguito il “Santo Beato”.
Fa che i vecchi de “il manifesto” lascino ai giovani senza rancore.
Fa che Monti non torni Presidente del consiglio.
Fa che, sotto mentite spoglie, non torni la sinistra arcobaleno.
Fa che la lotta nonviolenta di Marco Pannella per “l’amnistia come unica forma di salvezza dalla flagranza di una violenza criminale, letale, assassina da parte dello Stato nei confronti del popolo italiano” sia rappresentata nel prossimo Parlamento.
Fa che lo Stato laico tuteli le prerogative della Chiesa, non i suoi privilegi (Bagnasco deve pagare l’IMU).
Fa che Bersani mantenga la promessa: “per prima cosa bisognerà fare una legge sull’antitrust, cioè contro le concentrazioni, e una legge severa sulle incompatibilità: sono i due punti di quelle che chiamiamo norme sul conflitto di interesse”.
Fa che il Presidente della Repubblica (il prossimo perché l’attuale non lo farà) nomini Marco Pannella Senatore a vita.
Fa che il mondo sia contagiato dallo stupore dei bambini: “la vera differenza tra un bambino e un adulto è lo stupore” (Alba Rohrwacher)
Fa che non si spenga il bambino che è in ciascuno di noi.

Caro, dammi parole di fiducia
per te, mio uomo, l’unico che amassi
in lunghi anni di stupido terrore,
fa che le mani m’escano dal buio
incantesimo amaro che non frutta

(Alda Merini, Lirica antica, da Tu sei Pietro (1961).

2 Risposte a “Lettera a Gesù Bambino – Pietro Polito”

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