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Lettere e scritti dal carcere

ottobre 11, 2012 Versione stampabile

Nicola Sacco, Bartolomeo Vanzetti, Lettere e scritti dal carcere, a cura di Lorenzo Tibaldo, Claudiana, Torino 2012, p. 323

Le lettere pubblicate nel 1928 negli Usa sotto gli auspici di Croce, Dewey, Gor’kij, Russel, Wells, Zweig

Le personalità e le idee dei due anarchici

La strenua difesa della dignità umana

Dopo le toccanti pagine date alle stampe nel volume di ricostruzione biografica Sotto un cielo stellato. Vita e morte di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, Lorenzo Tibaldo raccoglie qui le lettere e gli scritti politici – in gran parte inediti o sconosciuti nel nostro Paese – dei due anarchici italiani immigrati negli Stati Uniti e “giustiziati” sulla sedia elettrica nel 1927.

Articoli pubblicati da Sacco e Vanzetti sui principali giornali libertari dell’epoca e lettere uscite negli USA l’anno dopo la loro morte sotto gli auspici di un Comitato internazionale composto da Croce, Dewey, Gor’kij, Russel, Wells, Zweig e altri intellettuali: testi che in un tempo come il nostro continuano a parlare con forza.

Leggi l’articolo di Massimiliano Fortuna



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Nicola Sacco, Bartolomeo Vanzetti

Ferdinando Nicola Sacco (Torremaggiore, 22 aprile 1891 – Charlestown, 23 agosto 1927) e Bartolomeo Vanzetti (Villafalletto, 11 giugno 1888 – Charlestown, 23 agosto 1927) furono due anarchici italiani. Vennero arrestati, processati e giustiziati sulla sedia elettrica negli Stati Uniti negli anni venti, con l'accusa di omicidio di un contabile e di una guardia del calzaturificio «Slater and Morrill». Sulla loro colpevolezza vi furono molti dubbi già all'epoca del loro processo; a nulla valse la confessione del detenuto portoricano Celestino Madeiros, che scagionava i due. Sacco di professione faceva l'operaio in una fabbrica di scarpe, mentre Vanzetti – che gli amici chiamavano Trumlin – gestiva una rivendita di pesci. Furono giustiziati sulla sedia elettrica il 23 agosto 1927 nel penitenziario di Charlestown, presso Dedham. A cinquant'anni esatti dalla loro morte, il 23 agosto 1977 Michael Dukakis, governatore dello Stato del Massachusetts, riconobbe ufficialmente gli errori commessi nel processo e riabilitò completamente la memoria di Sacco e Vanzetti.