Servas Porte Aperte a Ca’ Rissulina – Francesca Putzolu

Servas Porte Aperte è un’associazione internazionale di viaggiatori di 127 paesi, legata ai temi della nonviolenza. Servas è una parola in esperanto che significa “servizio”. I suoi iscritti, nell’incontro e nello scambio di ospitalità, servono la pace. I suoi membri appartengono a diverse religioni, culture e abbracciano diversi stili di vita. L’accoglienza gratuita permette una conoscenza più vera, più profonda e meno consumistica, imparando a sviluppare, nel confronto, reciproca tolleranza e comprensione.

Il suo fondatore Bob Luitwailer,1918-2008, americano del New Jersey, sviluppò i valori sulla cui base Servas fu fondata nel 1949. Ispirato da Gandhi e dalla religione quacchera della sua famiglia, fu esempio di coerenza e solidarietà. Obiettore di coscienza e renitente della seconda guerra, trascorse due anni in carcere. Ma soprattutto visse accanto ai reietti della società americana e questo fortificò la sua intenzione di “frequentare l’università della vita”. Lavorò con gli operai e ne condivise le enormi difficoltà del tempo. Viaggiò molto in America, studiando e approfondendo la conoscenza del posto ma soprattutto lavorando con i gruppi “significativi” che si impegnavano per i diritti umani e per una società più giusta.

Nel 1948 lasciò l’America per viaggiare in Europa. Il suo scopo era quello di comprendere conflitti che avevano diviso i popoli, e perché tanti giovani avessero accettato di uccidersi gli uni con gli altri e di disintegrarsi nella violenza. La sua formazione nei campi di lavoro dei Quaccheri, e il pensiero di Gandhi, confermavano la fede nella possibilità che gli esseri umani, con la conoscenza reciproca e la condivisione di una vita basata sui valori della tolleranza e del rispetto, potessero ricucire e ricostruire profonde relazioni di pace e solidarietà. Egli cercò i pacifisti, i leader della Resistenza mondiale contro la guerra, gli appartenenti ai servizi civili internazionali di pace, gli amici della Riconciliazione, i Beati costruttori di pace, i Quaccheri, singoli individui e famiglie aperte ad accogliere i viaggiatori che condividevano il valore della fede nelle potenzialità umana di ricucire, se pur faticosamente, i rapporti e gli affetti lacerati. Fu la sua prima lista. Dare ai giovani senza soldi, la possibilità di incontrarsi, praticare la democrazia, la reciproca accoglienza, aiutarli a ritrovare il senso della vita, divenne il suo scopo. Ora siamo 15.000 nel mondo e 1500 in Italia.

L’intento del campo “Stare con la Terra, pratica della sobrietà e semplicità volontaria”, promosso dal Servas all’interno del calendario dei campi MIR-MN, dal 31 giugno al 7 luglio, a Cà Rissulina a Vigna di Pesio, si radica, come gli alberi dei bellissimi boschi della valle Pesio, negli ideali che l’associazione abbraccia. Il mondo di oggi è sempre più complesso, è necessario l’incontro, la riflessione, il confronto e lo studio.

Il gruppo formato da 12 persone di età diverse, ha accolto il dono dell’ospitalità gratuita di Donato Bergese, che ci ha accompagnato per valli e boschi alla scoperta di erbe commestibili e di persone significative per la conservazione e cura delle risorse e della biodiversità del luogo. Nanni Salio esperto di temi sul rapporto tra risorse, conflitti ed energie alternative, ci ha aiutato ad approfondire il concetto di semplicità volontaria.

Abbiamo “abitato” Cà Rissulina, secondo il senso ecologico più profondo, l’abbiamo “indossata”, come un abito di cui aver cura. Noi siamo venuti da diverse regioni dell’Italia. Non abbiamo solo apprezzato la dolcezza del bosco e del fiume. Il Museo degli oggetti del lavoro e della vita dei nonni di Donato, che egli custodisce con cura, è un patrimonio per tutti noi, una memoria che ci appartiene. Non possiamo dimenticare la fatica di coloro che ci hanno preceduto e lasciato in eredità una storia su cui riflettere. Molti migravano. Agli inizi del 1900, 25 milioni di donne, uomini, bambini svuotarono campagne e valli dalle energie più vitali. E chi scelse di restare non aveva certo una vita più facile. Non si può stare con la Terra senza empatia e conoscenza .

E’ una sfida non facile quando il sistema gioca a spingerti nella indifferenza e nell’omologazione del consumismo. Ca Rissulina è una ricchezza per la comunità della Valle e per noi tutti, grazie Donato a nome del Servas.

Francesca Putzolu, coordinatrice del Campo

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