Mamma, papà: devo dirvi una cosa… – Recensione di Marco Scarnera

Giovanni e Paola Dall’Orto, Mamma, papà: devo dirvi una cosa. Come vivere serenamente l’omosessualità. Scritto da una madre e da suo figlio, Sonda, Casale Monferrato 2012

Di recente pubblicazione è la versione aggiornata di Figli diversi, stampato per la prima volta negli anni Novanta.

Il manuale si divide in due parti. Nella prima Giovanni Dall’Orto si rivolge ai ragazzi e alle ragazze omosessuali per aiutarle/i a maturare senza paura nella presa di coscienza della propria condizione esistenziale sul terreno delle relazioni quotidiane: innanzitutto in un’equilibrata considerazione di sé e nel dialogo con i genitori, le sorelle e i fratelli, ma anche a scuola, con la cerchia di amiche/i, sul lavoro, col/la partner, dallo/a psicologa/o, in internet, nelle associazioni e nei locali LGBT (lesbiche, gay, transessuali, bisessuali)… L’indice si articola con competenza, procedendo dalla sana autoaccettazione verso l’opportunità di rivelare ai familiari il proprio orientamento, fino alle cure da coltivare nella vita di coppia ed alle precauzioni da assumere nei rapporti sessuali.

All’interno di questa sezione è confluita la brillante ed efficace testimonianza del diciannovenne Alex Grisafi, che occupa un intero capitolo.

Nella seconda parte la madre di Giovanni, Paola, cofondatrice e per tre lustri presidente dell’AGEDO (Associazione Genitori Di Omosessuali), comunica la sua scavata esperienza ai parenti, indicando un cammino di crescita e di accoglienza reciproca da percorrere insieme ai propri figli/e gay e lesbiche.

Stesa nel pieno rispetto per l’autonomia dei/lle lettrici/ori con l’intento di rispondere a interrogativi tipici e di risolvere problemi ricorrenti, la guida manifesta la forza e la debolezza del proprio genere letterario. Infatti la caratteristica semplicità espositiva si abbina ad un linguaggio rassicurante, empatico, schietto, appassionato, spiritoso e convincente, perché frutto di un vissuto sofferto, ma consolidato da esiti lieti e promettenti. Tuttavia la chiarezza delle analisi e la nettezza dei consigli a volte tralignano nell’eccessiva schematicità. Ad esempio in certi passi si contrappone la comunità omosessuale, formata da vittime incolpevoli, alla società eterosessuale, costituita da spietati persecutori, laddove, ammessa la diffusione di una gretta mentalità discriminatoria, il condizionamento omofobico purtroppo si insedia anche nell’interiorità di tanti gay e di tante lesbiche, afflitte/i da sensi di colpa e dalla disistima di sé (come peraltro viene spiegato con acume nel paragrafo Il nemico dentro, pp. 19-20); mentre esistono eterosessuali liberi di misurarsi con i preconcetti dominanti, ad un tempo offensivi ed autodegradanti, e di “uscire dai ruoli prefissati, per ricostruire infine l’essere umano intero, fatto di sessualità e sentimento, capaci di momenti affermativi ‘maschili’ e momenti di abbandono ‘femminile’” (v. p. 113). In realtà questa sfida non è prerogativa del mero “mondo omosessuale”, ma di chiunque si impegni con onestà per una civiltà giusta, pacifica, nonviolenta. Analogamente va notato che le plausibili riflessioni dedicate alla coppia (v. I, cap. 11, pp. 102-107) in sostanza conservano la medesima validità, se riferite a eterosessuali.

D’altro canto appare riduttivo presentare il sesso alla stregua di una semplice funzione “utile alla sopravvivenza” (p. 108), ricordando che “tutti siamo nati da uno spasmo di piacere” (p. 110). Giacché la fecondità – eterosessuale od omosessuale che sia – coinvolge ogni dimensione buona del nostro essere (somatica, psichica, affettiva, intellettuale, etica, spirituale…), ciascuna degna di essere fruita e di convergere nell’amore in quanto apice della propria umanità. Perciò stona la denuncia dell’avversione antiedonista, teorizzata da Platone e trasfusasi nell’aberrazione cristiana in base alla quale saremmo “nati per soffrire” (v. pp. 108-110). Per rimettere in discussione questo ingannevole luogo comune basterebbe appellarsi al Simposio (206 b: la peculiare azione dell’eros si esprime nella procreazione nel bello sia secondo il corpo sia secondo l’anima) ed al Filebo (60 d-e: né il pensiero è desiderabile senza il piacere né il piacere senza il pensiero). In tale prospettiva l’insegnamento platonico completo e una dottrina cristiana genuina rifiutano il godimento solo quando viene esaltato come bene supremo o fine ultimo, seppure la selezione incongrua e l’applicazione travisante dei loro principi consentano confutazioni legittime e corrosive.

Inoltre, per quanto abbondantemente motivata, la descrizione del cattolicesimo ostile all’omosessualità trascura elementi che la contraddirebbero, poiché omette studiosi specialisti – fra i tanti si potrebbe menzionare Enrico Chiavacci – o contributi divulgativi – uno per tutti Fede e omosessualità (2009) di Valter Danna – e dimentica i numerosi gruppi di lesbiche e di gay credenti che dalla propria attività traggono benefici per se stesse/i e per la chiesa. In altri casi invece il magistero viene trattato come se poggiasse su grossolani errori logici, scientifici ed interpretativi, banali da smascherare tramite la citazione di passi scritturali e la (non sempre) corretta dimostrazione razionale (cfr. ad es. le divertenti osservazioni sull’idea di natura a p. 52 o il paragrafo documentato, ma unilaterale, Le condanne della Bibbia a pp. 148-150). Così però, oltre alla sua complessità, si finisce per smarrire il cuore evangelico autentico di una florida tradizione teologica e antropologica.

Meritava indugiare su alcuni aspetti ideologici, probabilmente dovuti a un’intrinseca componente apologetica dell’iniziativa editoriale, non perché preponderanti, ma perché, mescolati a fitti ed ottimi spunti, sarebbero difficili da individuare per chi si accosti al testo in carenza di robusti strumenti critici. Ciononostante la lettura rimane gradevole, significativa e proficua per giovani lesbiche e gay e per i/le loro genitori/rici, nonché per insegnanti, educatrici/ori, animatrici/ori e per tutte le persone seriamente interessate alla tematica dell’omosessualità.

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