Caro Norberto, caro Aldo

lunedì 14 maggio 2012 – ore 15.30
Sala Blu – Salone del Libro di Torino

Presentazione del libro: Aldo Capitini – Norberto Bobbio. Lettere 1937 – 1968, a cura di Pietro Polito, Carocci, Torino 2012

Intervengono con il curatore: Andrea Bobbio, Mario Martini, Marco Revelli, Gabriella Silvestrini

Sono molteplici gli aspetti del rapporto che il più importante filosofo italiano della politica e del diritto dei nostri anni ha intrattenuto con Aldo Capitini (1899-1968). Nell’Autobiografia, come in numerosi altri scritti, di Norberto Bobbio (1909-2004) il nome di Capitini ricorre più volte e quelle pagine suscitano nel lettore ignaro una viva curiosità e l’esigenza di soddisfare vari interrogativi, a cominciare da quello sulle ragioni dell’orientamento pacifista dello studioso torinese, non ultimo tra i suoi interessi (Il problema della guerra e le vie della pace, Il terzo assente). Il presente volume, che raccoglie la corrispondenza integrale tra il filosofo della pace attraverso il diritto e il filosofo della nonviolenza, dà una risposta a questi interrogativi situando la relazione tra i due interlocutori in un lungo percorso che va dagli anni dell’antifascismo e del comune impegno liberalsocialista fino a quelli dell’immediato dopoguerra e poi ancora dei primi decenni della Repubblica. Uno spaccato storico dunque, ma anche filosofico, ricco di interesse etico e politico, intellettuale e spirituale, che si legge nello scorrere le numerose lettere scambiate tra il teorico della democrazia e il pensatore e lo sperimentatore di inedite forme di vita associata, civile e religiosa (Religione aperta, Il potere di tutti). Bobbio ha seguito l’amico perugino nelle tappe della sua vita e della sua produzione (significativamente, come risulta dalla preziosa documentazione, anche nelle vicende editoriali di alcuni suoi libri) e ha scritto saggi che ne colgono il reale significato, tra i quali La filosofia di Aldo Capitini e Religione e politica in Aldo Capitini raccolti nel suo Maestri e compagni (1984). Nel carteggio troviamo le motivazioni profonde di un legame, che costituisce un tracciato inedito e per molti aspetti sorprendente della nascita di un’Italia (quell’Italia civile e quell’Italia fedele, secondo due titoli del pensatore torinese) che ha avuto nel recente passato robuste personalità rappresentative del suo lato migliore, ma che stenta oggi a trovare rapporti di maggiore giustizia nella società e di più libera espressione del pensiero e dei valori umani.

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