Madre Coraggio in Birmania – Recensione di Enrico Peyretti

The Lady – L’amore per la libertà, di Luc Besson. Con Michelle Yeoh, David Thewlis, William Hope, Martin John King, Susan Wooldridge. Titolo originale The Lady. Drammatico, durata 145 min., Francia, Gran Bretagna 2011 – Good Films

La scena più bella ed emblematica, icona di tutto il messaggio di questo film sulla straordinaria vicenda di Aung San Suu Kyi, è quando lei cammina verso i fucili puntatile contro e attraversa impavida, lentamente, la fila dei soldati. È come se rendesse trasparente e penetrabile un muro di violenza, trasformandolo con forza umana in un muro di nebbia. In questa immagine è tutta la storia del coraggio tenace di questa donna, che accetta di assumere la memoria impegnativa del padre, ucciso dai dittatori, e subito vieta ai suoi sostenitori ogni mezzo violento in risposta ai massacri della dittatura. Premio Nobel per la Pace nel 1991, col sostegno di Vaclav Havel e Desmond Tutu, lettrice di Gandhi, è riconosciuta dal popolo alla guida della propria liberazione dalla dittatura militare. Il cammino è ancora oggi incompiuto, anche se di recente San Suu Kyi ha avuto un parziale significativo successo elettorale nella sua Birmania.

Il racconto poggia molto sul lato affettivo e intimo di Aung, che, costretta per quindici anni agli arresti domiciliari, non poté neppure raggiungere il marito morente di cancro in Inghilterra, altrimenti non avrebbe potuto rientrare in patria. Ma tali aspetti personali non stonano nel racconto, celebrativo eppure educativo, di quell’avventura politica, fondata sulla forza e il sacrificio interiore di una donna esile e fortissima. Lei che potrebbe vivere libera con la famiglia in Inghilterra, paga questo prezzo per amore della libertà di tutto il suo popolo La sua bellezza, resa dall’interprete somigliantissima, Michelle Yeoh, contribuisce al fascino della vicenda resa nello spettacolo. Una perplessità potrebbe sorgere dal fatto che la protagonista è tuttora in piena attività. Quanto al cinema di pace, la terra e il popolo birmano che qui vediamo ci ricordano naturalmente un grande classico, il giapponese L’arpa birmana, in ben diverso linguaggio, ma nello stesso spirito di pietà attiva verso l’umanità calpestata.

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