Inospitale Terra Promessa – Recensione di Dario Cambiano

Morteza Latifi Nezami, Inospitale Terra Promessa, La Meridiana, Molfetta 2011

Potente e scabro come tutti i tragici documenti di un’epoca di passaggio, questo libro dell’iraniano Nezami non concede nulla al piacere estetico della lettura per testimoniare, nel senso più profondo e privo di compromessi letterari, le inevitabili, coatte e spaventose odissee di migliaia di migranti che questa società globalizzata e “finanziarizzata” costringe a lasciare le proprie terre ormai inospitali per approdare in terre parimenti se non ancor più grame, alla disperata ricerca di quel benessere economico che spesso, quando non sempre, significa responsabilità: quella di pensare subito, con i primi soldi, a chi è rimasto a casa, a quelli che si sono privati di ogni bene per comprare il viaggio al migrante, a chi continuerà a vivere sotto un regime illiberale con l’unica muta gioia di aver salvato un figlio, consentendogli la fuga a caro, carissimo prezzo. Ma, per chi parte, è un viaggio da una terra inospitale a un sognato paradiso che si rivela invece terra altrettanto inospitale.

Un libro importante, di spesso sgradevole lettura, tanto pianamente ci mette di fronte alla inaccettabile realtà: una realtà che noi leggiamo soltanto, ma che indirettamente, con la nostra rassegnata indifferenza, consentiamo che diventi la realtà di migliaia di persone.

Il mondo si sta dividendo sempre più in due, e questi libri sono lo stretto passaggio attraverso cui ancora possiamo avere notizia di quanto accade accanto a noi, ma irrimediabilmente separato da noi.
Da leggere con coraggio e promessa di azione.

5 febbraio 2012

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