Non posso credere che l’abbiamo fatto!

E invece sì, qualcuno si è messo lì, ha studiato, ha sperimentato, ha brevettato (spendendo soldi e tempo!) «l’evoluzione della carta igienica».

Di che si tratta? Finora succedeva che, una volta terminato il rotolo di carta igienica (non è vero che non finisce mai… mai è un preciso avverbio che descrive una precisa condizione…) dovevamo prenderlo, portarlo fuori dal bagno, metterlo nella carta da riciclare (nel migliore dei casi) o buttarlo nella spazzatura (peccato!). E certo era una fatica e un disagio (ironico…)! Ora non dovremo più farlo! Potremo finalmente buttare nel water closed, insieme all’ultimo pezzo di carta igienica, anche il tubo su cui era leggermente incollato. L’uomo, insieme alla carta, è proprio in evoluzione eh?

Ho visto la pubblicità su un piccolo giornale distribuito gratuitamente: c’è la foto di una povera comparsa che ha dovuto cercare – fra le espressioni del suo viso – quella che meglio esprimesse la maggior soddisfazione possibile nel gesto di gettare il rotolo direttamente nel water, aperto di fronte a lui. Lo slogan afferma «L’evoluzione della carta igienica» e, fra le altre scritte che inneggiano alle caratteristiche mirabolanti di questo nuovo prodotto ce n’è una che mi ha fatto veramente arrabbiare. Perché è falsa, ma nessuno lo sa. Dice: «Si dissolve come la carta igienica». Chiariamo subito che la carta igienica non si dissolve nell’acqua (e quindi l’affermazione è falsa in partenza), ma viaggia nelle fogne fino a fermarsi contro le enormi griglie del depuratore (dove c’è), per poi essere raccolta, fatta asciugare in enormi balle, trasportata su file di autocarri (che viaggiano col petrolio) fino agli inceneritori, dove viene bruciata!

Posso testimoniare questo processo per averlo visto con i miei occhi durante una visita al depuratore del Po (organizzata dall’Unesco) anni fa. Quel giorno io ho preso la mia decisione di non usare più la carta igienica (in casa mia, dove la trovate in bagno solo per gli ospiti) e non solo i fazzoletti, i tovaglioli, la carta-casa, la carta-forno, la carta-…

Allora, cercando di calmarmi: vi prego, non comprate Tenderly Aqua Tube, questo il nome, ma soprattutto non buttate nel water closed il tubo, anche se c’è scritto che potete farlo. La carta, gli assorbenti igienici, le lamette, i bastoncini per pulire le orecchie, i capelli, i preservativi e altro che non mi viene in mente creano enormi problemi in fase di depurazione; rendono il processo più difficile, lento, costoso (siete consapevoli di pagare – nella bolletta dell’acqua – anche la depurazione?). Nel water solo water (acqua) e sostanze organiche umane (non olio, né candeggina, né lisoformio, sostanze chimiche per pulire, disincrostare, igienizzare, profumare ecc.).


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