Chi era Gesù? – Johan Galtung

Alfàs del Pi, Spagna, 25 dicembre 2011

La chiesa non era strapiena come soleva esserlo per la messa di mezzanotte alla vigilia di Natale. Ma il rituale si svolse come era stato fatto per secoli, attorno alla “piccola bibbia” di Giovanni 3:16, “Perché Dio amava il mondo tanto da dare il suo unico Figlio cosicché ognuno che creda in lui non perirà ma avrà vita eterna”. E il prete ha parlato di due Natali paralleli, uno spirituale, della bibbia, e uno materiale con doni, cibo, e licores.

Potrebbero esserci anche due Gesù paralleli, uno il Cristo, e l’altro un rivoluzionario, che combatteva contro l’Impero Romano e la sua élite cliente nella provincia conquistata nel 63 a.C.?  Matthias Schulz (Der Spiegel 17-2011) fa elaborare quella tesi a teologi e storici, propendendo per il Gesù rivoluzionario, simile in modo inquietante al suo sosia d’aspetto e d’azione Che Guevara due millenni dopo, anch’egli in lotta contro un impero, anche’egli ucciso da clienti imperiali.

Una famosa citazione problematica dalla bibbia dà il là a questa prospettiva su Gesù: “Non immaginate che sia venuto a portare la pace in terra. No, piuttosto una spada” (Matteo 10,34).

Veniva da Nazareth nella provincia ribelle di Galilea e gli avvenimenti cruciali ebbero luogo a Gerusalemme, in Giudea, dov’era governatore Ponzio Pilato – tutte parti dell’Impero Romano. La versione nella bibbia, come presentata dalla chiesa e presumibilmente creduta dai 2,2 miliardi di cristiani al mondo (rispetto a 1,6 miliardi di musulmani) è il Gesù nonviolento, il figlio di Dio, dato al mondo per addossarsi i nostri peccati, purificarci, darci una seconda possibilità, accusato di crimini di cui era innocente, ucciso in croce, morto all’ora nona con tanto di terremoto che aprì le tombe e resuscitò i morti. Come avrebbe poi fatto egli stesso.

La storia della Passione, il logico seguito dell’Immacolata Concezione e la garbata dolcezza di sua madre Maria.

Ma la bibbia ha delle ambiguità, e archeologi-storici hanno fatto un bel po’ di scoperte recentemente. Un breve sommario:

* Gesù contrastava il sistema finanziario vigente nel tempio di Gerusalemme;

* Gesù incoraggiava il boicottaggio fiscale;

* Gesù aveva discepoli-apostoli di una casta nota per la violenza.

Entra con i suoi discepoli nell’enorme tempio di 262mx262m, diviso accuratamente in sezioni anche per i non-ebrei, per i soli ebrei, anche per le donne, solo per uomini, solo per sacerdoti e per il Santissimo.

Rovescia i tavoli dei cambiavalute, che cambiavano in shekel d’argento le monete romane dei tanti pellegrini in arrivo per la Pasqua ebraica che celebrava la fuga del popolo eletto dall’Egitto. Per di più, sembra che abbia propagato un messaggio politico molto concreto sul popolo ebraico in un paese strutturato federalmente, indipendente da Roma, con gli apostoli come capi politici.

E per quanto riguarda lui stesso? Quando Pilato gli domanda “Sei tu il re dei Giudei?” Gesù rispose “Sì, è come dici” (Marco 15,2).  INRI (Iesus Nazarenus Rex Iudeorum), Gesù di Nazareth, il re dei Giudei, scrissero ironicamente, ma potrebbe essere proprio come egli si considerava.

Questa è politica. Egli può anche aver creduto alla storia parallela del regno in noi e nell’altra vita – come in cielo, così in terra – come a un’indipendenza che inizia dentro di noi, da realizzarsi poi. Non fu l’unico ribelle; ce ne furono numerosi; oggi sarebbero chiamati “terroristi”.

Leggiamo per un momento con occhi palestinesi gli atti ribelli nel tempio contro il denaro – Mammona! – e il centro spirituale di potere, sostituendo a Roma Washington e all’alto clero ebraico la dirigenza politica israeliana, e la lettura di Gesù diventa politica molto contemporanea. Perfino la federazione. E il metodo: Gesù incoraggiava i suoi discepoli a vendere gli abiti per comprare spade se non ne avevano (Luca 22,36).

Dopo il confronto con l’intero sistema del tempio arrivò la polizia del tempio e lo arrestò nel giardino di Getsemani. Meno di 24 ore dopo, era morto. Fu prima interrogato dai supremi sacerdoti, Kaifa gli chiese se fosse il Messia, Gesù confermò. Poi, alle prime ore del mattino Gesù fu consegnato dai sacerdoti a Ponzio Pilato quale governatore di Giudea, descritto come un’autorità mite che lasciò la morte in croce alla folla (di giudei), suscitando così l’anti-semitismo (per aver ucciso Gesù). Invece, la ricerca sembra indicare che Pilato fosse un tiranno e che fece quanto già fatto altrove: brutale uccisione. Ma la verità era nascosta nei vangeli scritti molto tempo dopo, quando la preoccupazione chiave era diffondere gli insegnamenti di un Gesù garbato in tutto l’Impero Romano. Come dice Schulz, il politico Gesù non riuscì. Invece, il compassionevole e consolante figlio di Dio, ebbe successo, fino ai giorni nostri.

Come sarebbe stato Gesù in quanto re di una Palestina liberata, federale? Non lo sapremo mai. Ne sappiamo abbastanza di Maometto, il politico che governò la città-stato di Medina per dieci anni, dal 622 fino alla sua morte nel 632. Però sappiamo principalmente a che cosa Gesù era contrario, non tanto quello cui era favorevole, politicamente.

Potrebbe essere questa una fra le molte ragioni per cui tanti movimenti occidentali dal basso sono deboli in quanto alle alternative? Si prenda il Movimento Occupy, i pulitori dell’ultimo giorno dei templi di Wall Street, contro l’avidità dei farisei dell’ultimo giorno e la sofferenza dei senza dimora. Camminano sulle orme di Gesù. Inoltre, forse quello era uno dei delitti dei comunisti; che sapessero anche troppo bene che cosa volevano? Dov’era il regno dei cieli, il mistero, l’ignoto da rivelare, il secondo Gesù, quello parallelo?

La messa di mezzanotte si concluse. Si raccolse denaro. E non era stato rivelato alcun futuro sulla terra.

26.12.2011
Traduzione a cura del Centro Sereno Regis

Titolo originale:
Who Was Jesus?
http://www.transcend.org/tms/2011/12/who-was-jesus/

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