2012: i Davide e i Golia – Johan Galtung

La storia (1 Samuel 17:41-57) è un tipico racconto infantile, una figura retorica usata ovunque. Un ragazzo, apparentemente privo di potere, contro un gigante di quasi tre metri, che sembra quanto mai possente,  Una valletta che non offre vie di fuga, eserciti schierati l’uno contro l’altro. Salta fuori Davide, che sfida il gigante in battaglia – e vince. Secondo il Vecchio Testamento, Dio era dalla sua parte; altri potrebbero indicare l’acume, il coraggio, la fiducia in sé, una fionda e una provvista di sassi. Uno dei quali trovò il punto vulnerabile nella corazza di Golia, ed è quanto. Lasciando da parte Dio.

Una metafora per la storia mondiale e per l’anno in cui stiamo entrando. Il nuovo e il giovane in lizza con l’antiquato e il vecchio. Fra le fionde gli IED (Improvised Explosive Device), ordigni esplosivi improvvisati. O idee nuove. O merci e servizi nuovi. In tutti e tre gli ambiti del potere: militare, culturale, ed economico.  Le giovani generazioni vedono le problematiche in modo nuovo; questo è il loro privilegio. Per di più, la vecchia generazione ha sentito dire così spesso di essere la sola superpotenza mondiale che ci crede davvero. Se Golia avesse fatto qualche attenta indagine, avrebbe potuto sapere delle pietre e non rimanerne per nulla impressionato. E anche per quanto riguarda la fionda potrebbe non averla presa in considerazione, chiuso com’era a nuove idee.

Povero Golia! Un po’ di pietà per il gigante troppo sicuro di sé? Invece Davide, sì, molto bravo, molto arrogante. Tuttavia, non avrebbe potuto – e così Saul – avere successo mostrando il suo potere in modo non letale? Doveva diventare un genio militare ispiratore di molti napoleoni del mondo? E se avesse invece usato i suoi talenti per la pace?

Golia si spegne. La storia parteggia per il vincitore, come solito. Eppure la Storia sussurra alle orecchie di Golia “Beh, avevi fatto il tuo tempo. Davide ti ha battuto in scaltrezza. Però, voglio dirti una cosa: ogni Davide diventa prima o poi un Golia, vittima del suo successo. Guarda Israele com’era allora e com’è adesso. Ogni Golia è stato un Davide una volta”.

Guardando il mondo dall’alto, risaltano quattro golia: l’Occidente – effettivamente due gemelli: USA/UE – Russia/India/Cina. La Cina? Non è appunto quella il super-davide che sfida il resto del mondo con idee quanto mai ingegnose? Sì, la Cina è anche quello, e ci insegna che può essere in atto un ciclo golia-davide-golia-davide. Attorno al 1910 è la fine del goliatismo della dinastia Ch’ing, che si reincarna come un davide. Però, il golia morente di economia iper-capitalista sorretta da una crescente disuguaglianza, malattia contagiosa a quanto pare, in qualche modo cerca di infettarla. Inoltre, la Cina è così smaniosa di strafare e disfare quel gigante cadente che la prossimità ne disattiva i dispositivi immunitari. Quanto letalmente, resta a vedersi.

Comunque,il goliatismo è più profondo. Non, come disse Bill Clinton, “È l’economia, stupido!”, né, secondo la rivista Mother Jones, “E’ la disuguaglianza, stupido!”. Ma “È la stupidità, stupido!” Non sembra molto importante la questione della democrazia rispetto all’autocrazia; conta molto invece la dimensione di scala. Una storia di davidi in lotta contro la probabilità di trasformarsi in stupidi golia, vittime dei loro stessi successi. Ma ormai dovrebbero conoscere la scritta che campeggia sul muro. Guardiamo le economie dei golia gemelli d’Occidente, o la classica economia da terzo mondo della Russia basata sulle risorse, o gli indiani che non si sollevano mai da terra con la loro diseguaglianza abissale. Guardiamo il Giappone, una volta un davide con una nuova economia lin forte espansione, molto diversa dalle economie occidentali; persuaso a volgersi a occidente da quel centro di contagio, la Scuola di Economia Aziendale di Harvard, si è depresso al punto di non classificarsi neppure più come golia. Con nulla d’ingegnoso in vista.  È pura stupidità, stupido!

E i davide? Dappertutto. Moltissimi nel mondo arabo-musulmano, un golia caduto dai tempi del Califfato ottomano, che si sta ricomponendo ora. La sua fionda? Elementi di IED, senza dubbio; terrorismo a punta di spillo contro un gigantesco terrorismo di stato, una specialità dei golia.  Comunque, al di sopra di quello si libra anche la nonviolenza, l’acume politico, il contare sulle proprie forze. Procedono per la loro strada comune, con una cooperazione Sud-Sud, lasciando i golia ai loro aggeggi.

I golia, di quasi tre metri, corazzati come dinosauri, entrano in quelle valli strette, un Iraq, un Afghanistan, incontro al proprio destino, alle fionde che li aspettano; e indietreggiano in ritirata.  Troppo stupidi per imparare, troppo resilienti: la Libia si dimostra irresistibile, ciechi di fronte alla proposta: “Gheddafi accetta il piano di pace offerto dai tuoi pari africani” (The Washington Post, 11 aprile 2011). Pari africani: tanti davide fra loro, anche in gestazione. Come Verità & Riconciliazione, una fionda mirata niente meno che alla giurisprudenza tradizionale. Avanti con quella, dissero a proposito di Gheddafi, non con quel Tribunale Criminale Internazionale golia (ICC, International Criminal Court).

Siria e Iran aspettano più avanti.  Non che i golia e i loro alleati più modesti non abbiano qualche buon argomento e obiettivo. Il problema è quel metodo di quasi tre metri dei gemelli USA-NATO.

Allora, qual è il messaggio? Davidi di tutto il mondo unitevi, avete solo da perdere i vostri golia?  Qualcosa del genere, ma con una clausola importante: usare le fionde nonviolente.  Assad, favorisca ripetere il Gheddafi sopra citato, e si faccia avanti con un piano di pace per la Siria. Pari arabi, per favore siate più persistenti dei pari africani. Iran, per favore, apriti alle ispezioni; proponi un piano di pace per l’Asia occidentale. Golia d’Occidente, che ne dite di un po’ di ragionevolezza, d’intelligenza? Sapete perfettamente che un Israele in costante espansione è una parte preponderante del problema; proponete un piano di pace per il Medio Oriente. Convocate una grande Conferenza ONU per la Sicurezza e la Cooperazione in Asia Occidentale (o nel Medio Oriente) perché i piani di pace confluiscano, si confrontino, arrivando a qualcosa di concreto.

Davide sapeva quel che voleva, e così Golia: ammazzare l’altro. Ne abbiamo avuto abbastanza.  Intelligenza sì, ma nonviolenta, e del tipo positivo, includendo, non solo affrontando, l’avversario.  I davide del mondo dovrebbero essere generosi verso i golia del mondo; offrirgli posti da osservatori a tutti i tavoli, senza monopolio sul menu. Che le Islande e le Argentine gli insegnino come riordinare le loro economie. Ridurre la corazza, risparmiare! Calare dai quasi tre metri a una statura normale.

02/01/2012 – TRANSCEND Media Service
Titolo originale: The Davids and the Goliaths
http://www.transcend.org/tms/2012/01/2012-the-davids-and-the-goliaths/

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