Il regalo di Natale è andato a Genova…

Ecco un altro sistema per fare i regali di Natale «intelligenti». La madrina di mio figlio ha devoluto l’intera somma che avrebbe speso per i regali a tutti (nipoti e figliocci compresi) a una persona che a causa dell’alluvione di Genova dello scorso mese ha subito gravi perdite (anche materiali). Ha spiegato il suo gesto e tutto è andato bene.

In questo modo i regali soddisfano molte diverse esigenze: di chi li fa, di chi li riceve, di chi apparentemente non li riceve, dello spirito del Natale, dell’universo…

Un altro modo carino per fare un regalo è il «buono», inteso non come aggettivo.

Si va in un negozio, si paga una somma, ci si fa dare uno scontrino, si impacchetta, magari con un bel biglietto esplicativo, e si regala quello. Anche in questo caso non ci si può sbagliare: la persona andrà a comprarsi quello che desidera (o che serve), il negozio sarà contento (magari è un posto che intendiamo promuovere…), noi saremo contenti di non rischiare il regalo «sbagliato» (che poi nessuno userà è finirà magari per essere buttato via o venduto su e-bay nella categoria «regali indesiderati»), chi lo riceve sarà contento di poter scegliere il suo regalo. Il massimo è quando conosciamo la passione della persona a cui vogliamo fare il dono: allora saremo proprio sicuri che sarà gradito, anzi magari il destinatario non sarebbe andato a comprarsi «quella» cosa, considerandola uno sfizio; invece così è «costretto» a regalarsi l’ultimo modello di pipa, l’ultimo libro del suo autore preferito, l’ultimo CD dell’artista taldeitali…

Un’altra buona idea sono le tessere: quella del cinema all’appassionato cinefilo, quella per visitare i musei, quella dell’associazione ambientalista più «etica»… insomma, facciamo in modo che il regalo non sia soltanto una «cosa», ma diventi un’idea, un’azione, un atto di affetto vero. Se non sarà solo un oggetto spenderemo più volentieri i nostri soldi, e insieme al regalo chi lo riceve troverà anche l’energia che ci abbiamo messo dentro.

 

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