L’autobus di Rosa – Recensione di Cinzia Picchioni

Fabrizio Silei, Maurizio A.C.Quarello, L’autobus di Rosa, orecchio acerbo, Roma 2011, pp. 44, € 15,00

La copertiina è stupenda, così come i disegni interni, alcuni a colori altri in bianco/nero. Il disegnatore è lo spiritoso a.c.quarello (come potete vedere nell’indicazione in alto. Chissà se si chiama davvero così di cognome?).

Il formato è grande e fa di questo libro un’ottima idea per il Natale che si avvicina (inoltre è «patrocinato» dalla sezione italiana di Amnesty International). Già, diritti umani: la storia è nota, l’autobus è quello famoso della città di Montgomery, in Alabama, anno 1955; Rosa è l’altrettanto famosa donna di colore che si rifiutò di alzarsi dal posto per lasciar sedere i bianchi e per questo fu arrestata perché a quel tempo era così. Sull’autobus solo i bianchi avevano diritto di sedersi. Dopo quell’arresto cominciò quell’indimenticabile boicottaggio che per un anno coinvolse le persone di colore, che si rifiutarono di prendere l’autobus. Così, alla fine, la Corte Suprema dichiarò incostituzionale la segregazione razziale sui mezzi di trasporto.

Ma in questo libro è un nonno di adesso che racconta la storia al nipotino. E quel nonno era seduto proprio accanto a Rosa, al tempo dell’accaduto, e non ha avuto il coraggio di prendere le sue difese. Questa è l’essenza del libro: raccontando la storia al nipotino e portandolo a visitare il museo (dove c’è l’autobus originale con il cartello «Whites only» e la foto di Rosa), il nonno cerca di spiegargli che non bisogna avere paura di stare a fianco a chi si batte, che bisogna rifiutare insieme le ingiustizie.

Come scrive Christine Weise, presidente della Sezione Italliana di Amnesty International:

«Questa è una storia splendida e conoscerla ci farà bene. Ci aiuerà a guardare avanti, ci aiuterà, quando sarà il momento, a non abbassare lo sguardo».

Una replica a “L’autobus di Rosa – Recensione di Cinzia Picchioni”

  1. non ho letto questo libro, ma lo farò molto presto, insieme a mio figlio di 12 anni. Dalla recensione, traspare la forza ed il significato più profondo del libro, che tratta una storia avvenuta negli anni 50 del novencento, ma purtroppo sempre attuale. Vorrei che tutti i ns. giovani ragazzi capissero il messaggio: Non avere paura a fare valere le proprie ragioni, ed a cantare fuori dal coro, anche qquando tutti ti guardano come se fossi uno "zombi"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *