Aldo Capitini. Le radici della nonviolenza – Recensione di Nanni Salio

Fabrizio Truini, Aldo Capitini. Le radici della nonviolenza, Il Margine, Trento 2011

Bene ha fatto l’editore a chiedere a Fabrizio Truini di aggiornare e ripubblicare la biografia di Aldo Capitini, pubblicata nel 1989 nelle Edizioni Cultura della Pace diretta da Ernesto Balducci.

Per chi si accosti per la prima volta all’opera di Capitini, questo testo è una introduzione essenziale, chiara, semplice e al tempo stesso completa. La breve prefazione di Norberto Bobbio, tratta dall’Introduzione a Il potere di tutti (Nuova Italia 1969) aggiunge una empatica nota di amicizia.

I primi cinque capitoli tracciano una biografia di Capitini dagli anni cruciali e drammatici del fascismo alla Resistenza e alla Liberazione.

I capitoli successivi presentano invece la cultura della nonviolenza capitiniana a tutto campo: teoria e prassi, educazione, religione, filosofia, politica.

Nel capitolo conclusivo, “Solo e compresente”, Truini affronta il difficile compito di valutare l’eredità culturale lasciata da Capitini e lo stato attuale dei movimenti che si richiamano alla nonviolenza, in Italia e nel mondo. Luci e ombre; da un lato non si può negare l’esistenza di molteplici lotte nonviolente, anche di successo, in ogni parte del mondo, dall’altra l’urgenza di cambiamenti strutturali per far fronte alla “crisi sistemica globale” inducono in molti sfiducia e rassegnazione.

Il libro si chiude richiamando uno dei punti più originali e intensi del pensiero capitiniano: quello della compresenza che Truini presenta come una fervida, commovente umanissima preghiera. Anche noi la recitiamo, ricordandoci dei nostri cari:

“A te che sei oggi davanti a noi come morto, porgiamo un saluto di gratitudine per tutto ciò che hai fatto da vivo e per tutto ciò che continuerai a darci in eterno. La tua parte c’è sempre stata nella nostra vita e sempre ci sarà: sappi che ne abbiamo veramente bisogno. Tu hai incontrato il fatto della morte, come tutti gli altri che morendo sono stati martiri, perché hanno testimoniato che esiste questo fatto. In ogni nostro dolore ti ricorderemo. E un giorno sarai visibile, non perché ritornerai da una lontananza, ma perché finirà questa realtà che impedisce di vedere come tu vai avanti in una via di sviluppo e di miglioramento. Intanto, attuando valori saremo sempre insieme e sempre più uniti. Noi ti parliamo in nome di tutti, oltre ogni distinzione e gruppo particolare. La bellezza della luce e di ogni lume acceso ci consola nel mondo, e più saremo certi che tu, nella compresenza di tutti, ci dai un aiuto, più sarà per noi una festa”.

Questa stessa preghiera oggi la rivolgiamo a te direttamente, caro Aldo, ringraziandoti per avercela donata.

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