Anche i pesci servono…

Non capiamo proprio niente! Abbiamo pensato che sterminare i grandi cetacei avrebbe fatto aumentare le loro prede (motivo per cui i giapponesi ancora oggi cacciano alcune specie di cetacei). Invece non abbiamo pensato a che cosa fanno balene, balenottere e capodogli, e quanto grande è il loro contributo al mantenimento dell’equilibrio marino. Steve Nicol (biologo marino che ha pubblicato un articolo, su «New Scientist», in cui spiega il meccanismo) ci spiega che per esempio rimescolano le acque con i loro grandi corpi, portando in superficie nutrienti che servono per il krill e anche per le alghe (che stanno in superficie e sono carenti di ferro) di cui si nutrono i piccoli crostacei. Poi, se non bastasse, «i resti delle prede dei cetacei vengono espulsi come feci galleggianti contenenti dieci milioni di volte più ferro del mare, riportandoi nutrienti proprio dove vivono le alghe». Insomma, tutto questo per dire che solo la Natura sa il fatto suo, che noi pensiamo che anche se togliamo qualcosa in fondo non è grave, e che invece dovremmo sempre pensare che «tutto è collegato», come recita il moto degli indiani Lakota: Mitakuye Oyasin.L’articolo da cui ho tratto queste informazioni recitava così: «Perché salvare le balene sarebbe un vantaggio, anche per i pescatori», ed è stato pubblcato su «il venerdì» di Repubblica, il 26 agosto 2011.

(a cura di Cinzia Picchioni – Per contatti: via Bertola, 57 – Torino – 011539170)

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