Che cosa ho visto quest’estate 1

Un piccolo Eden a 40 chilometri da Milano…

Arrivata con un trenino di quelli che fra un po’ non ce ne saranno più; verdure a chilometro “meno di zero” (l’orto dietro casa); senza prendere costosi (se non per me senz’altro per il Pianeta) aerei; senza attraversare l’oceano in cerca di paradisi perduti, io l’ho trovato a pochi chilometri da dov’ero andata a trovare cari amici (da più di quarant’anni).

Biolago si chiama (perché si trova in riva al lago di Comabbio); Goganga si chiama (in omaggio a Giorgio Gaber); www.bioparco.eu si chiama (per saperne di più). C’è una biopiscina, nel senso che i gestori – geniali – hanno pensato di utilizzare un sistema di fitodepurazione (invece che l’odioso cloro) “La piscina è un disegno omogeneo ed è pensata come un’ansa del lago, dove un lembo di terra la divide dal lago e vero e proprio”. Così il lago davanti, una piscina verde … lago alle spalle, prato in mezzo, possibilità di stendersi sull’erba o di avere un lettino (verde!). Dentro alla piscina “l’acqua fa il suo giro” (in ricordo del bellissimo film, ma là era il vento a girare), straripa appositamente per finire in uno stagno dove la vegetazione lacustre (canne, ninfee, iris, lemna) assorbono le sostanze nocive depurando l’acqua che poi ritorna nella zona balneabile tramite due bellissime cascatelle (che ti massaggiano la schiena e la testa quando ci stai sotto). Nessun prodotto chimico! E a parte questo, un luogo bellissimo, con attenzione ai particolari e rispetto per la natura.

Ma la cosa non finisce qui perché la cooperativa che ha voluto tornare a fare il bagno nel lago di Comabbio a partire da questo progetto fa un sacco di altre cose interessanti tipo percorsi didattici per le scuole, legati alla valorizzazione dell’acqua e alla comprensione della sua immensa importanza; inoltre offre spazi di sperimentazione a giovani talenti che non riescono a trovare lo spazio per esporre la loro “arte” (che sia musica, teatro, pittura, scultura, fotografia…

Il mio sogno personale, visitando il Biolago e trascorrendoci del tempo, è stato immediatamente quello di vedere sorgere come funghi (è il caso di dirlo, vista tutta l’acqua che c’era!) molti altri bio-laghi, anche in Piemonte, così da non dover andare per forza in nord-Europa (è da lì che avevo sentito parlare per la prima volta della possibilità di depurare l’acqua con degli animaletti e delle piante…). E dopo aver sognato ho preso un pieghevole in cui ho scoperto che “la Bio e servizi (cooperativa di produzione e lavoro che gestisce il Biolago, NdR) valuta costantemente la possibilità di sviluppare nuove bio-aree e biolaghi”.

Allora, questo è solo il primo biolago aperto al pubblico in Lombardia. Per visitarlo e saperne di più – oltre al sito su-indicato – c’è un indirizzo: via al Lago 260, 21020 Mercallo (VA) e ci sono un po’ di telefoni: 345 2629289; 345 2549817; 345 2629179.

(a cura di Cinzia Picchioni – Per contatti: via Bertola, 57 – Torino – 011539170)

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