MI-TO non solo note ma anche ruote, possibilmente due

Non credevo che avrei trovato un mezzo più semplice della bicicletta per muoversi eppure…

È una bicicletta condivisa!

La prendi, la usi, la riporti e la lasci lì per altri.

Sto parlando del servizio di bike-sharing sorto a Torino www.tobike.it così, per esempio, vado al cinema, magari per andare faccio una passeggiata a piedi, ma quando esco sono stanca, o magari ho un po’ di fretta, allora vado in una delle rastrelliere, metto la mia tesserina sul «lettore» che mi riconosce e mi «sgancia» la bici, ci salgo sopra, vado fino a casa mia, cerco un’altra rastrellier e riconsegno la bici, agganciandola con un facile sistema di bloccaggio e lasciandola lì per il prossimo «condivisore».

Io una bicicletta ce l’ho, ma ho sottoscritto ugualmente il contratto, soprattutto per far sapere che è un’iniziativa intelligente (e se ci sono molti iscritti si capisce che lo è), ma anche perché è proprio un’idea geniale: niente lucchetto, niente ansia da furto, se la bici si buca basta riportarla in una delle molte rastrelliere e prenderne una non bucata (avvertendo ToBike che in quella postazione c’è una bici da riparare).

Insomma, una «furbata» da fare assolutamente. Se ci si associa si riceve la mappa delle rastrelliere, le istruzioni, una cartina delle piste ciclabili, la tessera magnetica per utilizzare il servizio.

Prossimo passo? Fare in modo che anche se vado a Milano (dove c’è il bike-sharing pure lì) possa prendere una bici davanto alla stazione e girare per la città con la stessa tesserina che ho fatto a Torino – e viceversa. MI-TO anche per la bici e non solo per la musica.

Una replica a “MI-TO non solo note ma anche ruote, possibilmente due”

  1. Il bikesharing è interessante, ha stimolato ad andare in bici molta gente che prima non ci andava per niente. Ma ha i suoi limiti. Faccio un esempio. Io sono di Bologna, dove si va in bici da sempre. Io non potrei vivere senza bicicletta, e ho pedalato ovunque nel mondo. Anni fa ero a Parigi da un amico. Vicino casa sua, a place de la Bastille, c'era un negozio che noleggiava bici, e io per un settimana mi divertitii ad andare lì ogni mattina a noleggiarla per la giornata, e mi feci tutta parigi sui pedali. Ne ho un ricordo meraviglioso. Sono passati meno di 10 anni, ma sia io che lui ricordiamo molto bene che all'epoca molte poche persone andavano in bici a Parigi. Ci sono tornata poche settimane fa, e ho trovato la città piena di gente in bicicletta (!) :-D, e disseminata di bikesharing!!! Il mio amico tutto contento me ne spiegava il successo. Ma che succede? naturalmente per prenderne una devi fare l'abbonamento annuo, cosa che non conviene a un turista di passaggio. Sono andata a cercare il negozio di noleggio… ma ha chiuso, perché ovviamente non lavorava più. Morale: un turista a Parigi come fa ad andare in bicicletta un giorno o due??? e sono andata a piedi! :( Questo vale per ogni città ovviamente. Credo che il bike sharing sarebbe più utile se vi fosse anche un sistema di pagamento tramite carta di credito, per chi è di passaggio, come un normale noleggio. Attulamente, ogni città italiana o europea …ha le proprie tessere! PS: anche a Parigi hanno avviato il taxì-risho, partito anni fa a Londra. Lo vedremo prima o poi anche in Italia?

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