Anche Gandhi è stato ad Abbottabad – Amitabh Pal

Il luogo stesso in cui è morto Osama bin Laden ci offre un’alternativa alla sua versione violenta, nichilista dell’Islam.

Abbottabad, la tranquilla, pittoresca città collinare dove bin Laden è stato trovato e ucciso, ebbe un altro residente nel lontano 1939: una persona con un’altra visione del mondo, la cui fama globale rivaleggia con quella del fondatore di Al Qaeda: una persona di nome Mohandas Karamchand Gandhi. Gandhi si trovò lì come ospite del grande pacifista pashtun Abdul Ghaffar Khan, la cui interpretazione dell’Islam contrasta fortemente con quella di bin Laden.

“Non c’è nulla di sorprendente nel mio associarmi, come musulmano o come pashtun al credo della nonviolenza” diceva Khan. “Non è un credo nuovo: fu seguito quattordici secoli fa dal profeta per tutto il tempo che fu alla Mecca”.

Khan era un amico intimo di Gandhi e l’invitò varie volte nella regione di frontiera al confine tra l’Afghanistan e un’India, a quel tempo, indivisa, un’area tragicamente sinonimo oggi di illegalità, violenza, e gruppi terroristici come Al Qaeda e i taliban. In questa terra inospitale, Khan fondò nel 1929 un movimento nonviolento di più di 100.000 pashtun chiamato Khudai Khidmatgar (Servitori di Dio) dediti alle riforme sociali e alla fine del dominio britannico in uno dei più notevoli esperimenti socio-politici della storia moderna.

Nel 1938, Gandhi fece il suo primo viaggio alla frontiera, passando per i villaggi e venendo salutato da entusiastici membri Khidmatgar. Gandhi annotò che c’erano più aderenti alla nonviolenza in questa regione che nel resto d’India. Qualche mese dopo, Gandhi visitò nuovamente la frontiera. Tornò nella regione una terza volta nel 1939 ma dovette abbreviare il suo giro per cattive condizioni di salute.

Ed ecco dove entra in gioco Abbottabad: Khan scelse per il suo onorato ospite lo stesso luogo (per il suo clima gradevole) atto al riposo e al recupero fisico, dove decenni dopo un’altra persona di diverso temperamento avrebbe scelto di sistemarsi, macchiandone il nome per sempre.

Per un’altra incredibile coincidenza, i padroni di casa di bin Laden ad Abbottabad provenivano dallo stesso distretto (Charsadda) di Ghaffar Khan. Grazie a un notevole processo di socializzazione nella nonviolenza (i dettagli sono nel mio nuovo libro “Islam” Means Peace : Understanding the Muslim Principle of Nonviolence Today), Khan diventò l’esatto opposto di questi fiancheggiatori di un massacratore psicopatico. ?Fortunatamente, la disobbedienza nonviolenta nel mondo musulmano non finì con la morte di Khan nel gennaio 1988, anzi, ha perseverato negli anni. E il 2011 è stato il più notevole che mai, con agitazioni pacifiche che hanno risuonato per tutto il Medio Oriente, in vari paesi dalla Tunisia all’Egitto, dove le proteste di massa hanno rovesciato tiranni, e dalla Siria allo Yemen, dove i dimostranti si sono quasi del tutto attenuti a comportamenti nonviolenti pur di fronte a una massiccia repressione.

Fra le visioni in competizione di Ghaffar Khan e bin Laden è quella pacifica che sta emergendo trionfante.

 

5 maggio 2011
Traduzione di Miky Lanza per il Centro Sereno Regis

Titolo originale:
Gandhi Was in Abbottabad, Too
http://www.progressive.org/ap050511.html
Progressive.org

 

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