Progetto Grundtvig “10 Years of Peace” – Report del primo incontro internazionale

Progetto Grundtvig “10 Years of Peace”
Primo incontro internazionale
Torino, Villa Gualino, 24-27 febbraio 2011

REPORT

Giovedì 24 febbraio
Arrivi di tutte le delegazioni internazionali: austriaca , francese, ungherese, italiana e dei rappresentanti della
International Coalition for the Decade for the Promotion of a Culture of Peace and Nonviolence for the Children of
the World (2001-2010)
Ore 14,30 Staff meeting per confermare l’organizzazione del lavoro delle giornate e la divisione dei compiti, già
concordate in precedenti incontri telematici.
Ore 16 Accoglienza dei partecipanti e coffee break
Ore 16,30 Inizio dei lavori
Zaira dà il benvenuto a tutti e introduce l’organizzazione dei lavori e il programma della giornate, che si svolgono
a Villa Gualino, una struttura della Regione Piemonte, appositamente dedicata all’ospitalità di incontri come questo
e fornita di tutti i servizi necessari.
Gli ospiti stranieri pernotteranno nella struttura, insieme a Zaira per il gruppo italiano; tutti i lavori si svolgeranno
qui, nella sala B, mentre i pasti saranno serviti al Self Service . E’ prevista una mezza giornata di intervallo,
scoperta della città e festa nella sede del MIR e del Centro Studi Sereno Regis, sabato pomeriggio.
Dopo questa introduzione, e una breve attività di “riscaldamento” iniziale, tutti i gruppi si presentano, utilizzando
varie metodologie: Power Point, Play-back theater, presentazioni verbali del gruppo e dei singoli partecipanti.
Noi, gruppo italiano, ci presentiamo con un gioco divertente nel quale ciascuno dice una cosa di sé e delle proprie
attività, dopo di che gli altri ne aggiungo un’altra, più legata ad aspetti privati, e la mimano.
Gli ungheresi, al termine della presentazione del loro gruppo ci offrono dolci e vino del loro paese.
Si crea subito un clima di affiatamento e di collaborazione ed il pomeriggio si conclude con la cena.
Venerdì 25 febbraio
Nelle due sessioni della mattinata (dalle 10 alle 11,10 e dalle 11,20 alle 12,30) ciascun gruppo presenta il Report
delle proprie attività svolte durante il Decennio, dopo un’attività iniziale di 5 minuti a cura del gruppo francese.
Inizia il gruppo che rappresenta la Coalizione internazionale che , dopo aver presentato le attività di coordinamento
e promozione svolte dal gruppo per sostenere e sviluppare il lavoro degli aderenti ai vari Comitati nazionali per il
Decennio, illustra la Campagna per una “International Declaration on Children’s Right to violence-free Education
and to Peace and Non-violent Education”. Tale campagna appare come una naturale continuazione del lavoro del
Decennio ONU appena trascorso, dal momento che nelle stesse legislazioni di paesi come la Francia, ad esempio,
si considera “violenza” solo il maltrattamento grave, mentre non vengono considerate forme di violenza altri
comportamenti, come l’umiliazione, l’abuso di potere, il non rispetto del bambino, che rappresentano, invece,
forme e livelli di violenza molto presenti nelle famiglie e nelle scuole.
E’ dunque necessario sviluppare maggiore consapevolezza e operare un cambiamento nella cultura profonda verso
la nonviolenza.
Il gruppo austriaco presenta con un Power Point l’Austrian Network for Peace and Nonviolence, membro della
Coalizione internazionale e composto da 35 organizzazioni austriache.
Ambiti di intervento: Peace-building ed Educazione alla nonviolenza; Democrazia e diritti umani; Politiche di
pace; Economia di pace.
Tra i gruppi più attivi vi è KonflictKultur, presentato da Jalka, che ha progetti con diversi paesi e materiali di lavoro
sul web. Daniela presenta anche l’attività dell’Università di Klagenfurt, che ha un settore di Peace studies e
coordina progetti di educazione alla pace per insegnanti in servizio.
Il gruppo ungherese, formato tutto da giovani, presenta le proprie attività, che solo recentemente si sono collegate
con quelle del Decennio. Dal 1997 lavorano con progetti rivolti in particolare a giovani studenti delle scuole
secondarie sull’autogestione e la democrazia; hanno progetti per bambini disabili; hanno elaborato un manuale per
la “gestione dei reclami” ; lavorano con il metodo del playback theater per facilitare il dialogo tra gruppi di diversi
interessi; recentemente sono diventati partner in progetti europei come questo.
Il gruppo francese ha svolto diverse attività e prodotto materiali per l’educazione alla pace nelle scuole, ma
l’impegno principale, nel 2004, 2006 e 2008 è stato l’organizzazione dell’International Salon for Peace Initiatives,
che è cresciuto negli anni in dimensioni e importanza. Se infatti il primo salone, nel 2004 occupava uno spazio di
2500 m quadrati, quello del 2006 era già passato a 3000 e l’ultimo, del 2008 è arrivato ai 5500; il budget è passato
dai 287.000 euro del 2004, ai 413.000 del 2006 e ai 464.000 del 2008. Richiede un anno e mezzo per prepararlo e
durante il salone si svolgono conferenze internazionali, workshops e laboratori vari per piccoli e adulti, proiezione
di filmati, dibattiti, durante tre giornate piene di attività. Nel 2010 non è stato riproposto per l’immane impegno
organizzativo ed economico che richiede e il comitato francese si interroga su come proseguire questa attività così
impegnativa ma anche di grande impatto ed efficacia.
Il gruppo italiano ha presentato una sintesi su cartelloni delle attività del Comitato italiano per il Decennio: il fiore
dell’educazione alla pace in Italia. Articolato in sei settori: i convegni internazionali (Sanremo 2005; Chieri 2006;
Boves 2007; Reggio Emilia 2008; Genova 2010) e gli altri incontri di approfondimento a livello nazionale; le
mostre (sull’educazione alla pace a Padova, 2004) e la partecipazione con stand e relazioni al Salone di Parigi nel
2006 e nel 2008 ed al V° Forum francese su La nonviolence a l’école; la predisposizione e diffusione di materiali
didattici, come il CD Rom Mattoni di Pace, la traduzione del “Programma per l’educazione alla pace nelle scuole”
e la pubblicazione del fumetto Dieci occasioni per diventare nonviolenti; le diverse iniziative per promuovere
l’educazione alla pace ed il suo finanziamento da parte di istituzioni pubbliche (modello di delibera comunale;
progetti di legge alla Camera dei Deputati, partecipazione al gruppo tecnico di lavoro del Ministero P.I. per la
redazione delle Linee guida sull’educazione alla pace nelle scuole , presentate ufficialmente nella giornata
nazionale La pace si fa a scuola del 4 ottobre 2007); la partecipazione come partner in progetti europei Grundvig
(10 Years of Peace); l’attività di coordinamento nazionale, realizzazione di depliant di presentazione del Comitato,
creazione di un sito, reperimento di fondi a sostegno delle iniziative e tutti i supporti organizzativi necessari per il
funzionamento del Comitato stesso.
Dopo il pranzo sono iniziate le due sessioni pomeridiane (15-16,40 e 17-19), entrambe centrate sull’attività del
World cafè (una libera discussione in piccoli gruppi, volta ad enucleare i problemi e le domande relative ad alcune
iniziative proposte, per valutarne la possibile organizzazione ed implementazione come gruppo di lavoro del
progetto).
Dopo l’attività introduttiva di 5 minuti presentata dall’International Coalition, si sono formati 5 gruppi:
1- Salone della pace;
2- Metodi;
3- Organizzazione di una campagna;
4- Progetto Sabona;
5- Collocarsi nella Decade
Per ogni gruppo è presente un referente, mentre le persone passano da un gruppo all’altro ponendo domande e
aiutando a sviscerare l’argomento.
Nella seconda sessione sono stati messi in comune i risultati del lavoro in plenaria, attraverso cartelloni.
Il gruppo 1 ha evidenziato il grande successo del Salone delle iniziative di pace ma anche i notevoli problemi
emersi per organizzarlo : come ottenere i fondi necessari?, come creare un team che funzioni? come valutare
l’impatto?, quale nuovo progetto?, come cooperare con i media?, come trovare un luogo il più possibile “libero” da
costi?, quale preparazione collettiva?, come ridefinire gli obiettivi della coalizione?
Il gruppo 2 ha esposto il suo lavoro con un disegno che rappresenta una casa , alla base della quale c’è la Teoria,
nel corpo della casa gli ambiti (ad es. trasformazione dei conflitti, educazione alla pace…), sul tetto i metodi e gli
strumenti di lavoro (role-play, esercizi, giochi, arte…)
Jalka ha sottolineato che non usa l’espressione “soluzione di un conflitto” perché il conflitto è una tensione e una
tensione esprime un’energia: se si gestisce il conflitto in modo costruttivo si trasforma questa situazione e si
utilizza questa energia per il cambiamento .
Il gruppo 3 ha evidenziato le difficoltà che ci sono nell’organizzare una campagna.
Come riuscire a fare qualcosa insieme? Come definire l’oggetto della campagna? Come organizzare la rete dei
contatti e dei collegamenti? Come rendere visibili le attività? Quali sono le idee condivise? Come unire le forze in
un organismo comune? (in modo che dalla somma di 1+1 risulti un 1 più grande)
Il gruppo 4 ha presentato in un cartellone i 7 strumenti di lavoro del progetto SABONA (progetto per sviluppare
competenze nella trasformazione dei conflitti a scuola, in famiglia, sul lavoro, elaborato da Transcend Nordic):
definizione di conflitto come incompatibilità; fini e mezzi; il triangolo ABC; il metodo Transcend; la stuoia di
discernimento; lo schema a 5 esiti di un conflitto; gli elementi per un dialogo di riconciliazione (riconoscimento,
concretizzazione, cambiamento)
Possiamo immaginare di lavorare insieme ad un progetto come questo?
Il gruppo 5 ha individuato gli 8 campi di azione proposti dal Decennio: democrazia partecipativa; educazione alla
pace; diritti umani ed uguaglianza di genere; libero scambio di informazioni e conoscenze; tolleranza e mutua
comprensione; economia sostenibile e sviluppo sociale; dialogo, negoziazione e competenze nella risoluzione
pacifica delle controversie; sicurezza internazionale.
Ha cercato di riflettere sulle aspettative rispetto a questi temi; si è chiesto come trasformare una cultura di guerra in
una cultura di pace a tutti i livelli di una società e con quali strumenti è possibile superare la cultura della
militarizzazione come normale e necessaria.
Al termine dell’intensa attività pomeridiana Zaira ha proposto un momento di riflessione individuale, nel quale
ciascuno scriveva su un bigliettino una difficoltà, qualcosa percepito come debolezza e lo poneva al centro del
cerchio. Dopo un breve giro a suon di musica intorno al mucchietto di foglietti, ogni partecipante prendeva un
bigliettino, leggeva e diceva qualcosa che suggerisse una trasformazione positiva del problema.
Contenuto dei bigliettini dell’attività:
Invisibility
Find people to help with organization
To feel the culture of peace as a minority in a deep culture of violence
Too big aims – how to stay realistic?
the value not spread in society
the absence of real network; founding issues
difficulty of partnership – not the same expectation….
Difficulty of keeping people interested for a longer period of time
Deception, demotivation, early burn out of the civil sphere
Problem to arrive to finalise projects
Time is eaten up by always finding new sponsors/donors of out activities
To really involve the other associations for networking
To keep the group’s energy to cused on priorities; to involve everyone in the process
Difficult to have enough time to the association beside my other jobs
Lack of commitment visions
Difficulties to find money (fundrising) to realize projects
Realise a documentation agenda and didactic material used in teaching
La sessione si è conclusa, poi, con un cerchio finale nel quale ognuno esprimeva in una parola o una espressione
qualcosa di positivo e qualcosa di negativo che aveva vissuto, come valutazione rapida del lavoro svolto.
Dopo la cena, serata libera in giro per la città.
Sabato 26 febbraio
La mattina inizia con un’ interessante attività di “ riscaldamento” proposta da Jalka: un gioco di cooperazione e
comunicazione “zoom in – zoom out”
Si avviano poi i lavori, con l’individuazione dei temi per i “gruppi di lavoro”
Zaira propone alcuni temi, in base a quanto emerso nelle giornate precedenti:
* Bozza di progetto da realizzare per il 2014
* Il salone della pace
Il gruppo accoglie le proposte e si apre lo spazio per la condivisione di idee sugli altri temi:
lavorare sul networking, sull’individuazione di campagne, su come fare affinchè le persone si coinvolgano
attivamente e si impegnino sulle cause che vogliamo portare avanti;
preparare e testare un “Sabona manual”;
lavorare sull’individuazione di una vision e di strategie comuni.
Susan (gruppo francese), condivide un suo dubbio sulla difficoltà della sua associazione, essendo associazione non
strutturata, nel capire come rapportarsi con le associazioni strutturate, sia a livello nazionale che internazionale.
Zaira propone che si mantenga un focus sul nostro essere persone, oltre che membri e rappresentanti di
associazioni, e avere ognuno un proprio bagaglio e background personale da mettere in gioco.
Si tratta di individuare strategie a lungo termine, con la proposta di ragionare partendo dal livello personale per
arrivare poi all’interassociativo.
Dopo lo scambio di idee, ci si è divisi in gruppi e si è iniziato a lavorare su questi temi:
* Piano di progetto da realizzare per il 2014
* Il salone della pace
* Networking/ campagne
* Vision/strategy ( + me and you “ starting small”)

Dopo pranzo, pomeriggio di visita per la città di Torino, e serata conviviale al Centro Studi Sereno Regis.
Zaira, Angela, Roberto e Giorgio accompagnano il gruppo in una visita guidata per il centro di Torino, raggiunti da
altri membri del gruppo italiano (Alessandro e Sergio), a cui ha fatto seguito un’ ora di tempo libero, a gruppetti,
per gustare luoghi e cibi torinesi (come La Mole e il cioccolato….)
La serata conviviale comincia alle 18.00, con una visita del Centro Studi Sereno Regis, accompagnati da Nanni
Salio, da Angela, da Zaira e da Emanuele, per conoscere le attività che si fanno, le persone e i gruppi che vi
collaborano e la splendida biblioteca.
Poi il momento delle sorprese, raggiunti da molti altri amici del Centro Studi, si condivide insieme un ottimo buffet
vegano curato da Raffaella, del gruppo campi, con l’immancabile minestrone di Piercarlo Racca, accompagnati
dalla visione di fotografie sui campi estivi del MIR.
Liberato il salone, Eva del Mir-Mn e Silvana, del Gruppo Campi MIR, propongono due giochi: uno di
comunicazione verbale, per approfondire la conoscenza, utile al gruppo residenziale per aumentare l’affiatamento,
e per conoscere i nuovi incontrati; uno fisico, molto divertente e collaborativo.
Un bravo violinista, Giovanni Ciavarella, apre alle danze di gruppo, che proseguono tutta la sera.
Danze popolari austriache e ungheresi, alcuni balli della Comunità dell’Arca, intervallate da coinvolgenti passi a
due di tango, grazie all’entusiasmo di Zaira e alla bravura del maestro Daniel, ragazzo ungherese e Raffaella.
Il clima creatosi era molto intenso e trascinante, tutti i presenti hanno espresso grande felicità, hanno danzato,
lasciandosi coinvolgere dalla forza comunicativa del ballo e del non verbale, mettendosi in gioco, raccontando in
vari modi un po’ più di sè.
Il gruppo ungherese ha proposto un momento di condivisione delle emozioni di questi giorni e della serata
attraverso il playback theatre, coinvolgendo anche gli altri partecipanti nella realizzazione della performance.
Significativa è stata la rappresentazione del racconto e delle emozioni vissute durante un’ azione antimilitarista
nonviolenta, da parte di Sergio Bergami.
Zaira ha donato a tutti i presenti un cd di musica classica.
La serata ci ha permesso anche di scattare una foto di gruppo, avendo sullo sfondo un poster con i monti torinesi,
acquistato apposta per noi.
Domenica 27 febbraio
Attività di introduzione di Giorgio su cooperazione ed esercizio del potere personale: Cinque per cinque per cinque
* Obiettivo: 5 persone debbono sempre stare in piedi
* Potere personale: puoi alzarti e stare in piedi al massimo per 5 secondi, poi ti devi risedere
* Durata: 5 minuti
* Regole: non si usa la parola, si parte da seduti in cerchio

Condivisione dei lavori di gruppo:
Progetto per il 2014
Il gruppo ha lavorato sulla proposta di creare un libro che racconti i “percorsi di pace “ nelle città partners (Londra,
Budapest, Torino e/o Roma, Vienna… ), che raccolga i luoghi significativi per le tematiche di pace, le
associazioni, gli esperti. Pensato soprattutto per i giovani e le scolaresche , collegabile con gli smartphone e
interattivo.
I passi da seguire potrebbero essere: individuare le associazioni partners internazionali; trovare gli esperti e i luoghi
di ogni città, creando un comitato scientifico di riferimento; individuare partners locali coinvolgibili.
Campagne/ networking
Il gruppo ha lavorato su tre focus:
1) perché fare networking?
perché è utile, sia per chi riceve che per chi contribuisce, perché permette di mettere in movimento idee, azioni,
strumenti, energie, denaro.
E’ importante considerare sia un networking tra persone, che un networking in tecnologie, e avere ben chiari i
soggetti, gli oggetti, i tempi e la frequenza quando si fanno campagne e networking.
2) Che cosa vuol dire fare networking?
Creare dei legami, e dei collegamenti grandi o piccoli che siano, insieme con gli altri
3) Quali metodi o strumenti utilizzare?
Una newsletter è uno strumento utile, che permette a tutte le associazioni di contribuire e di mantenersi aggiornati e
in collegamento.
E’ importante tenere presente che non sempre si raggiungo risultati a breve termine, ma si possono coinvolgere
sempre più persone.
Uno strumento utile, da tenere in considerazione è il link marketing, che permette a due pagine internet di farsi
pubblicità a vicenda

Salone della pace:
Delle molte cose individuate durante il work cafè, il gruppo di lavoro in questa sessione si è concentrato
principalmente su:
a) carattere e contenuti del salone:
è emersa l’esigenza di un carattere più internazionale, sia dal punto di vista dei soggetti coinvolti, che dei temi
affrontati.
Il salone della pace dovrebbe essere un salone europeo, che coinvolga tutti i paesi europei, le problematiche, i
movimenti, le sfide e le proposte individuate e sviluppate in Europa, con un’ attenzione particolare a quelle realtà
europee più recenti e più dimenticate.
Sono stata individuate alcune tematiche interessanti:
1. Storia della pace in Europa, concentrandosi su tutte e tre le dimensioni, passato, presente e
futuro, sui movimenti e associazioni per la pace, sulle strategie e attività agite;
2. Il lavoro di riconciliazione;
3. Un confronto sui temi quali militarismo/antimilitarismo, disarmo, mezzi alternativi di
risoluzione delle controversie internazionali.
Ci si è interrogati sulla possibilità di organizzare il salone in un logo diverso da Parigi, o se a Parigi in un luogo
diverso dall’anno precedente.
Anche il termine “Salone” è stato rimesso in discussione, essendo valutato come poco efficace.
Un limite importante, si è sottolineato, è stato l’utilizzo solo della lingua francese, agli stand e durante le attività, i
workshop, i laboratori. Un investimento importante dovrebbe essere l’utilizzo dell’inglese. o garantire la
traduzione.
b) team organizzativo:
si è rilevata l’importanza di un team che non sia solo francese, ma a carattere più ampio, possibilmente
internazionale, ma perlomeno europeo, che si assuma la responsabilità, oltre dell’organizzazione del Salone, della
promozione di esso presso i propri paesi.
Un compito importante è la definizione chiara del processo organizzativo, dei tempi, degli spazi, delle strategie di
comunicazione, e la definizione dei ruoli.
Chiara da subito dovrebbe essere la distinzione tra soggetti organizzatori e partners, ovvero quei singoli, o quelle
associazioni/enti, interessati al tema della pace e al salone, coinvolti dagli organizzatori nelle fasi successive.
c)  target di riferimento:
il Salone dovrebbe coinvolgere un pubblico internazionale.
Esperti/specialisti, ma anche associazioni, gruppi scouts, e giovani in particolar modo, progettando un programma
speciale per loro, con interventi artistici e musicali.
Un’ attenzione particolare poi verso le scuole, con un programma dedicato loro durante il salone, e con un progetto
di coinvolgimento non “calato dall’alto”, ma prendendo contatti diretti con gli insegnati, come gli insegnanti di
francese o i referenti dei progetti di educazione alla pace, inserendo la proposta della partecipazione al salone della
pace proprio in questi progetti, per un lavoro insieme a lungo termine.
d) costi/risorse finanziarie:
Questo è il problema principale. I costi da sostenere sono molti: i costi organizzativi, i costi dei viaggi dei relatori e degli artisti invitati per gli eventi.
Il salone sta seguendo la via dei finanziamenti europei, e richiede un costo di iscrizione a chi partecipa con stand.
Ma prosegue la ricerca di idee sul fundraising. Una proposta potrebbe essere l’attivazione dei membri del team
organizzativo nel ricercare fondi presso i propri paesi.

Vision/strategy ( + me and you “ starting small”)
Il gruppo ha condiviso la necessità di partire da un livello personale per raggiungere poi il livello interassociativo.
Ci si è posti la domanda “come collegarsi a livello personale?”
Individuando e/o creando, intanto, degli spazi da condividere. Alcuni esistono già:
– in Francia esiste la newsletter ecolenonviolence.org;
– il Metodo Trascend ha anche’esso una newsletter, alla quale si può iscriversi dal sito www.trascend.org
– esistono gruppi su face book
– il sito www.aforcemorepowerful.org….
Questi siti offrono specifiche competenze da parte di gurppi organizzati per soddisfare specifici bisogni (di chi vuole attivarsi).
E’ importante poi mettere in relazione, anche attraverso gli strumenti sopra citati, le esigenze particolari di ogni associazione, con le competenze speciali di cui si dispone e che si possono mettere in rete.
La sessione della domenica si è chiusa con i ringraziamenti reciproci, un breve momento di valutazione, la consegna degli attestati di partecipazione e con il pranzo comune.
Il gruppo ungherese, avendo ufficialmente preso il testimone per il prossimo incontro internazionale che si terrà a Budapest dall’1 al 4 settembre 2011, ha invitato tutti i presenti all’appuntamento dopo l’estate regalando un cd di musica tradizionale ungherese.

Arrivederci al prossimo appuntamento, a Budapest!

Angela, Caterina, Giorgio, Roberto e Zaira

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *