Pillola per la Fiera del Libro, a Torino, a maggio 2011

110 sono le case editrici che si trovano nell’ultima versione della classifica «Salvaforeste» di Greenpeace. Gli editori sono stati valutati in base alla sostenibilità della carta che utilizzano nei libri che pubblicano e, in testa, ci sono nomi come Bompiani e Fandango. Maglia nera invece per Newton Campton, Sellerio, Zanichelli e Disney Libri (ma il numero delle case editrici valutate positivamente è triplicato, passando da 15 a 45). Buoni numeri, che fanno ben sperare per le ultime foreste indonesiane e gli oranghi del Borneo e di Sumatra (anche se per quello dobbiamo impegnarci anche a non usare l’olio?? di palma, altra causa della forestazione in quelle zone!!!).

Persino Mondadori si è recentemente impegnata con Greenpeace a escludere fibre provenienti da fonti controverse e ad aumentare significativamente l’uso di fibre certificate FSC per le produzioni editoriali di tutte le case editrici del Gruppo.

Dopo la classifica diffusa nel 2010, tantissimi lettori hanno mandato centinaia di mail a Greenpeace, per chiedere di valutare i loro editori preferiti. Per non parlare degli insegnanti e dei genitori, che hanno contattato l’associazione chiedendo di verificare la sostenibilità dei testi scolastici. Uno stimolo che ha spinto il mondo dell’editoria a migliorare le proprie politiche di acquisto.

Allora, guardiamo la classifica, poi – giacché tra poche settimane c’è la Fiera del Libro, che ne dite di boicottare le visite agli stands degli editori «non classificati» o «inqualificabili»?


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