Il crimine civile 1861-65 – Johan Galtung

La strada di grande comunicazione interstatale US 15 passa per i luoghi principali della Guerra fra gli Stati, come la chiamava la Confederazione; per l’Unione, era la Guerra della Ribellione. Gli 11 stati secessionisti erano ribelli alla legge e all’ordine. Vennero dislocate truppe federali a Fort Sumter in South Carolina, il primo stato a separarsi dall’Unione nel dicembre 1860; questa parve un’occupazione e il 12 aprile 1861, 150 anni fa, il primo colpo fu sparato con rabbia, contro il forte. Era la guerra.

E quella splendida strada serpeggia nei pressi di Appomattox nella Virginia del sud dove Robert E. Lee nel suo impeccabile vestito grigio confederato capitolò al trasandato Ulysses S. Grant in blu union il 9 aprile 1865. La guerra era finita. Davvero? Da Appomattox: “Emerse una nuova più grande America”. Riunita, nelle sue mire imperiali.

La US 15 passa vicino a Richmond, capitale della Confederazione dove risiedeva il presidente Jefferson Davis; supera Charlottesville, la splendida città resa famosa da Thomas Jefferson dove egli ebbe progenie dalla sua schiava Sally e produsse la sua retorica riguardo agli uomini nati tutti uguali; supera Manassas e il sito della prima grossa battaglia, Bull’s Run, del 12 luglio (ce ne fu una seconda nell’agosto 1862). La strada esce dal Maryland, entra in Pennsylvania attraversando la Stalingrado di Robert E. Lee, molto addentro al territorio dell’Unione, ben a nord della linea Mason Dixon: Gettysburg, Pennsylvania, giugno-luglio 1863: 43.000 uccisi.

E il presidente dell’Unione, Abraham Lincoln – duro oppositore, da giovane deputato, del vile e rapinoso attacco USA al Messico del 1846-48 (con Lee e Grant come giovani ufficiali) per derubarlo del 53% del suo territorio – fece la sua splendida dichiarazione sulla democrazia del, da parte del, e per il popolo. Oggi è del (popolo) con elezioni monetizzate; ma il potere si esercita da parte dei e per le èlite super-ricche e super-potenti. Come ha detto di recente Warren Buffet: “C’è una guerra di classe negli USA, dei ricchi contro i poveri, e la stiamo vincendo”.

La US 15 passa lontano da Washington DC dove John W. Booth, simpatizzante della confederazione che aveva la sensazione che “la concessione della cittadinanza ai negri fosse dietro l’angolo”, sparò a Lincoln, nel Teatro Ford, cinque giorni dopo la vittoria, il 14 aprile. Lincoln morì il giorno successivo.

E morirono 620.000 combattenti, perlopiù giovani cristiani d’ascendenza anglosassone, quasi tante perdite come in tutte le altre guerre USA messe insieme. Di tutte le tribù umane gli angli sono fra i più bellicosi, uccidendo dappertutto dopo un po’ d’allenamento in Irlanda e altri luoghi (si legga Beowulf). Li si divida in due, si combattano fra loro, che cos’atro vi aspettereste?

1,6 milioni di soldati dell’Unione e 1 milione di Confederati si uccisero fra loro in 2.400 battaglie identificate.  La popolazione del Nord superava quella del Sud nella proporzione di 22 milioni a 9; una società moderna contro una tradizionale brava nelle competenze e virtù militari. Il problema di Lee sarebbe stato di trovare un campo dove le due cavallerie potessero affrontarsi per la vittoria; quello del generale dell’Unione William Tecumseh Sherman era “come alimentano i loro cavalli?”, incendiando la campagna fino a Savannah, Georgia.  La sua fu la prima guerra totale, moderna, clausewitziana; conclusa la quale, il suo compito fu l’uccisione in massa di Indiani.

La guerra è un crimine, la guerra civile è un crimine; un crimine massiccio.

Per cosa fu combattuta questa guerra civile? Per il diritto di separarsi contro il dovere di restare: la confederazione contro la federazione. Quale idea di Stati Uniti; chi era arrivato per primo: la piccola nobiltà del Devonshire in Virginia o il clero dell’East Anglia nel Massachusetts? – i virginiani, del 1607 rispetto a quelli del 1620. Chi aveva fatto il lavoro di base per la costituzione e l’indipendenza? – i virginiani. Sulla classe: chi era più patrizio/meno plebeo? – i virginiani.

E, nel Sud, sui 4 milioni della popolazione di schiavi.

Ma questa era la Guerra della Ribellione, non della Schiavitù; obiettivo di Lincoln era unificare il paese, con o senza schiavitù (nel 1860 promise di non interferire con la schiavitù). Ma la guerra andò male per l’Unione. Il Proclama d’Emancipazione del 1° gennaio 1863 colpì l’agricoltura del Sud e aggiunse truppe al Nord. Politica.

E il risultato fu un secolo di terrore massiccio. Il Sud, profondamente umiliato dalla sconfitta, si sfogò ovviamente sui Neri con i linciaggi e il Ku Klux Klan, con pregiudizio e discriminazione illimitati: Jim Crow. Ci furono meravigliose eccezioni, come i quaccheri della contea di Guilford, NorthCarolina, fra gli altri, che fecero funzionare, correndo un grosso rischio, la Ferrovia Sotterranea – contrabbandando schiavi fuggiti-liberati al Nord; anche seguendo la US 15, a nord di Gettysburg, lungo il maestoso fiume Susquehanna oltre le imponenti colline del più gentile Canada.

“Cause della guerra” è un’occupazione accademica per chi aspira a un PhD; “cause della pace” è la sfida seria a questa scuola. Come avrebbe potuto essere evitato questo crimine contro l’umanità, che aspetto avrebbe avuto una soluzione del conflitto, financo la pace? Una possibile mmagine di Secessione per l’Abolizione è la seguente:

L’identità è un bisogno umano, è un diritto umano: gli 11 stati trovarono la loro identità nella Confederazione; si permise loro di ottenerla.

Unione e Confederazione, essendo simili, poterono poi cooperare con vantaggio reciproco e uguale, costruendo la pace.

La libertà è un bisogno umano, è un diritto umano: la schiavitù è del tutto inaccettabile. Se il Nord si fosse impegnato seriamente sulla schiavitù, non sarebbero passate varie decine d’anni di atrocità dopo il 1863-65 senza intervenire fino a quando la Corte Suprema ordinò la desegregazione, e Rosa Parks, ML King Jr., i Freedom Riders, le occupazioni delle tavole calde, cambiarono la realtà sociale. Il Nord avrebbe potuto farlo 100, 1000 volte, ben prima, partendo da una schiavitù che iniziò nel 1620.

150 anni dopo tale capitolazione all’irrazionalità, gli USA stanno da quattro anni di nuovo riattivando la stupidità, mobilitando eserciti di storici professionisti e dilettanti a caccia della precisione fattuale quando il vero problema è la storia controfattuale.  Che cosa si sarebbe potuto fare? Quanto possiamo imparare! Meno riedizioni, più riflessione.

“BENVENUTI NEGLI STATI UNITI D’AMERICA, PATRIA DEL 5% DELLA POPOLAZIONE MONDIALE E DEL 25% DELLA POPOLAZIONE CARCERARIA”, dice il NAACP (National Association for the Advancement of Colored People).

Soprattutto neri. Affittati come bassa manodopera da prigioni privatizzate quotate in borsa, che deplorano eventuali tassi criminali più bassi e corrompono i giudici per ottenere condanne più lunghe. Jim Crow II, Sud e Nord. USA, svegliati, prima che la repubblica diventi vittima della propria stessa assurdità.

 

11 Aprile 2011 – TRANSCEND Media Service

Traduzione di Miky Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

Titolo originale: The Civil Crime 1861-65

http://www.transcend.org/tms/2011/04/the-civil-crime-1861-65/

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