In memopria di Juliano – Davide Ziveri

Juliano Mer-Khamis è stato freddato con 5 colpi di pistola da sicari mascherati lunedì 4 aprile mentre rientrava a casa, nel campo profughi di Jenin, nel nord della Cisgiordania. Attore di teatro professionista e attivista per la pace, di madre israeliana e padre palestinese, viveva da anni nel campo, avendo sofferto insieme alla popolazione locale la paura dei carri armati dell’IDF durante l’assedio del 2002, le cui tracce sono ancora presenti sui muri delle case.

Nel 2006 Juliano apre la sua passione all’impegno per la pace inaugurando il Freedom Theatre (http://www.thefreedomtheatre.org/) nell’affollato campo profughi di Jenin e così continua la tradizione della madre Arna, la quale aveva iniziato ad usare questa forma d’arte come strumento di aiuto e terapia per i giovani della zona, continuamente esposti al trauma della violenza dell’occupazione.

Il teatro di Juliano, dove si incontrano abitualmente giovani ragazzi e ragazze palestinesi, israeliani e internazionali, è il luogo del “pensiero libero, del confronto, dell’equità, della cooperazione, e soprattutto del sogno”, come dichiarò egli stesso in un’intervista rilasciata a Palestine for Dummies lo scorso dicembre (http://palestinefordummies.wordpress.com). In quell’occasione lamentava l’impossibilità per i giovani palestinesi di sognare: “non si può creare resistenza con la disperazione. La disperazione porta solo agli attentati suicidi. Qui sperimentiamo un nuovo tipo di resistenza”. Un cambio profondo e nonviolento che accetta il conflitto all’interno della stessa comunità per aprire spazi ai giovani e dare impulso ad  una ristrutturazione dell’immaginario collettivo con cui si legittima la violenza dell’occupazione.

Alcune voci attribuiscono l’omicidio, non ancora rivendicato, ad un commando palestinese collaborazionista; in ogni caso, chiunque lo abbia commesso ha provocato una profonda commozione in tutto il mondo pacifista, ma non ha spento la lotta del gruppo che Juliano ha fondato e che ora, con l’appoggio della solidarietà internazionale, continua a resistere e a portare in tour il suo ultimo spettacolo, “Alice nel paese delle meraviglie”, un’Alice ribelle che grida: “lasciatemi respirare, faccio a modo mio”.

Approfondimenti: il video dell’intervista realizzata da Cosimo Caridi, Andreas Mazzia e Davide Ziveri  su Youtube:


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *