Quei maiali degli umani – Recensione di Sebastiano Velio Picchioni

Andea Malgeri, (R) Evolution La rivolta dei maiali, Torino 2010, pp. 78, € 8,50

Fumetto sì, ma per adulti, i bambini non ne hanno bisogno, di solito già per loro natura non mangerebbero mai un cadavere. Questa opera andrebbe letta da tutti coloro che hanno il potere di portare il cibo in casa.

Un maiale di una fattoria finisce per caso a vivere con una comunità di cinghiali e passa un’infanzia felice e spensierata. Ma un giorno viene catturato e portato nel «mattatoio, il posto più pericoloso della terra!». Lì scoprirà che quanto detto dal papà sul quel luogo, non solo è vero, ma è anche peggio: «La caccia è una grossa ingiustizia perché è una lotta impari…ma questo…questo è peggio… è genocidio!».

Dopo varie peripezie scatterà la rivoluzione del titolo.

I disegni di Andrea Malgeri sono efficaci, tesi a rendere il mattatoio molto simile a un campo di concentramento umano, con l’intenzione di far passare il messaggio che (come scritto in quarta di copertina) non siamo per niente lontani da una situazione di totale cecità rispetto agli allevamenti industriali. Proprio come, a suo tempo, si era ciechi di fronte alla realtà dei lager.

In fondo al fumetto – e dopo averlo letto – trovate alcune pagine (e biblio-sitografia molto completa e diversificata) di problemi e soluzioni per chi voglia fare la (R)Evolution!

«Migliaia di corpi ammassati troppo piccoli per poter avere lo spazio vitale necessario a muoversi e… quasi… a respirare. File e file di capannoni che ripetono questa tortura e centinaia di migliaia di esseri che solo questa vita conoscono» (dalla quarta di copertina).

Quello descritto è un allevamento o un campo di concentramento? Forse tutti e due?

Sebastiano Velio Picchioni (20 anni)

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