DIBATTITO/CONFRONTO sui temi del NUCLEARE e dell’ENERGIA

lunedì 11 aprile 2011 – ore 17.30
POLITECNICO DI TORINO (piano terreno aula 10) C.so Duca degli Abruzzi 24 – Torino

Intervengono

Massimo ZUCCHETTI docente del Politecnico di Torino
Angelo BARACCA
docente all’Università di Firenze
Nanni SALIO
del Centro Studi Sereno Regis di Torino

Nel mondo una persona su quattro, 1.6 miliardi di persone, vive ancora senza accesso all’energia elettrica.
Un miliardo e mezzo di persone nel mondo non ha accesso all’acqua potabile.
La spesa militare mondiale ammonta a 1.400 miliardi di dollari.
La produzione di energia atomica non è economica, né pulita, né sicura, né illimitata, né democratica, né produce occupazione.

A Fukushima la radioattività sta salendo vertiginosamente. (Adnkronos/Ign 5 APR) – “Tracce di iodio radioattivo (iodio 131) pari a 7,5 milioni di volte superiore al valore limite sono state misurate nell’Oceano di fronte al reattore numero due della centrale nucleare di Fukushima, proprio in corrispondenza dello sbocco del sistema su cui e’ stata scoperta una crepa. Sempre sabato 2 Aprile, la concentrazione di iodio-131 misurata vicino allo sbocco del reattore uno era di 480mila volte il limite, 380mila volte di fronte al tre, 350mila volte in corrispondenza del reattore quattro.

Nelle 1400 scuole della prefettura di Fukushima sono iniziati i test di radioattività”

Quanto sta succedendo in questi giorni A FUKUSHIMA fa crollare definitivamente, se ce ne fosse ancora bisogno, il mito del “nucleare sicuro”.

In molti Paesi  si stanno ponendo nuovamente dubbi sull’utilizzo di questa tecnologia.

In Germania i governo ha annunciato l’immediata chiusura di sette centrali nucleari e la sospensione de piano nucleare.

La Svizzera ha bloccato l’autorizzazione alla costruzione di tre nuove centrali.

In Francia si ricomincia a parlare di Referendum antinucleare e l’Agenzia francese per la Sicurezza Nucleare (ASN) potrebbe decidere di fermare la costruzione del prototipo dell’EPR (European Pressurized Reactor), la centrale nucleare di cui ENEL vuol costruire in Italia in quattro esemplari.

La Spagna e la Gran Bretagna rivedranno i sistemi di sicurezza delle loro centrali.

E qui in Italia, invece? Qui in Italia il governo ha proposta una moratoria per un anno (Confindustria ha già detto che è troppo, bastano 6 mesi!).

Ma la moratoria non significa rinunciare al programma nucleare, significa solo che per un anno si sta fermi, in attesa che passi la paura e le persone si dimentichino di che cosa significa vivere in un paese atomico.

La moratoria non cancella il referendum, per far questo il Governo dovrebbe ritirare tutti i decreti che prevedono la costruzione delle centrali nucleari e non lo ha fatto.

E’ compito del Movimento contro il nucleare aumentare l’impegno e le forze per fare informazione e formazione diffusa e semplice e per la  riuscita del referendum contro il nucleare del 12 e 13  giugno perché si raggiunga il quorum e perché sia un quorum di Sì contro il nucleare.

Poi servirà una nuova politica energetica, una svolta verso la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Angelo Baracca

Professore di fisica presso Università di Firenze, attività di ricerca in varie aree della fisica e in storia e critica della scienza, insegnamento e azioni di carattere sociale, dagli anni ’70 partecipa al movimento antinucleare ed ecopacifista, 1999 promotore del Comitato Scienziate/i Contro la Guerra (www.scienzapace.it), sui temi energia nucleare, armamenti nucleari e disarmo ha pubblicato: “A Volte Ritornano. Il Nucleare” (2005) e “L’Italia Torna al nucleare?” (2008), “Il nucleare impossibile. Perché non conviene tornare al nucleare” (2009 con Virginio Bettini e Giorgio Nebbia), “Scram ovvero la fine del nucleare” (2011 di prossima pubblicazione),  contributi per l’Annuario Armi Disarmo, curatore di due Dossier sul Nucleare per Mosaico di Pace. Collabora a numerose riviste tra cui Medicina democratica. E’ stato consigliere regionale della Toscana dal 1985 al 1992

Massimo Zucchetti

Professore ordinario presso il Politecnico di Torino, dove insegna Protezioni dalle radiazioni. Laureato in Ingegneria nucleare , la sua formazione lo ha portato ad occuparsi di fusione termonucleare controllata, sicurezza nucleare, effetti delle radiazioni sull’uomo e sull’ambiente. È membro del Comitato Scienziate/i Contro la Guerra (www.scienzapace.it)

Nanni Salio

Presidente del Centro Studi Sereno Regis  di Torino, ONLUS che promuove programmi di ricerca, educazione e azione sui temi della partecipazione politica, della difesa popolare nonviolenta, dell’educazione alla pace e all’interculturalità, della trasformazione nonviolenta dei conflitti, dei modelli di sviluppo, delle energie rinnovabili e dell’ecologia.Il Centro Studi è stato costituito nel 1982 su iniziativa del Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR) e del Movimento Nonviolento (MN), attivi sin dalla seconda metà degli anni ’60.

Organizzano RSU DEL POLITECNICO E MOVIMENTO PER L’ALTERNATIVA AL NUCLEARE (MANu) – TORINO

www.csenonuke.altervista.org [email protected] cell 3384054068

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