Anche se il negoziante ci offre il sacchetto…

(ma comunque lo paghiamo, non crediate, anche se non visivamente, materialmente, tirando fuori la moneta) cerchiamo di rifiutarlo (e non nel senso di «rifiutarlo», cioè di trasformarlo in rifiuto!) Dovrebbero essere banditi, dovrebbero non esserci più, alcune città hanno aderito alla «messa al bando», altre non ancora… c’è la giusta dose di confusione (tanto per cambiare). Ma noi possiamo invece dire sempre «non mi serve il sacchetto», perché, in assoluto, «meno ce n’è, meglio è». Guardate qua:

Titolo: «Mediterraneo soffocato da sacchetti di plastica»

Testo, rielaborato: 500 tonnellate di rifiuti plastici, soprattutto sacchetti, galleggiano ovunque nel Mar Mediterraneo. In Italia, per colpa delle correnti, è l’isola d’Elba ad essere circondata da 892mila frammenti di plastica per metro quadrato!!!! L’Arpa Toscana riporta che per ogni ora di pesca a strascico si recuperano anche 4 chili di rifiuti (il 73% costituito da plastica). Nell’Adriatico la colpa di questo inquinamento sono i fiumi, mentre nel Tirreno sono i traghetti. La plastica è il principale rifiiuto rinvenuto non solo nel mare (60% del totale), ma anche sulle spiagge, preceduto solo dai filtri di sigaretta.

Così ogni anno muore un milione di uccelli, più centinaia di delfini, elefanti marini, capodogli e tartarughe rischiano la vita continuamente perché scambiano i sacchetti per meduse: li ingoiano e muoiono soffocati. («City», Torino 10.3.2011)

Per gli animali, per le spiagge, per il mare, per la bellezza dell’isola d’Elba, per i nostri polmoni e per i nostri figli e nipoti. Quante ragioni abbiamo per continuare a insistere nel non volere l’inevitabile sacchetto che il negoziante, credendo di farci un favore, ci offre ogni giorno, più volte al giorno. Qual è il problema di comperare un pacco di crackers e uscire dal negozio tenendolo in mano (se non abbiamo una borsa abbastanza grande da contenerlo e non ci siamo portati da casa una borsa in più «per la spesa»)? Che cosa ci impedisce di tenere in mano il sacchetto del pane appena acqustato e percorrere i 50 metri che separano il panettiere da casa nostra? O c’è ancora qualcuno che si vergogna a far vedere che compra la carta igienica?

(a cura di Cinzia Picchioni – Per contatti: via Bertola, 57 – Torino – 011539170)

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