Dio e l’effetto serra

«Se crediamo in Dio, conduciamo un’esistenza morigerata e timorosa. Qualora, dopo la morte, scoprissimo che Dio non esiste, avremmo pagato un prezzo per il nostro errore non particolarmente pesante.

Se invece non crediamo in Dio, ci comportiamo in maniera dissoluta e dopo la morte scopriamo che Dio esiste, l’errore commesso comporterà un prezzo altissimo da pagare: le pene dell’inferno per l’eternità.

Questo stesso ragionamento può essere applicato al cambiamento climatico globale.

Se crediamo nell’effetto serra, metteremo in atto tutte quelle misure di ruduzione dei consumi e di efficienza energetica che consentono di migliorare la qualità della vita, riducendo l’impatto. Qualora, a posteriori, l’effetto serra non si verificasse, avremmo pagato un prezzo molto basso e ottenuto in compenso un risultato quanto mai desiderabile.

Viceversa, se non crediamo nell’effetto serra e aspettiamo che si verifichi senza far nulla, il pezzo che dovremo pagare sarà enormemente superiore e le conseguenze largamente non correggibili».

Perché questo brano è tra virgolette? Perché proviene da qualcuno che non sono io. Proviene da Nanni Salio.

Sabato pomeriggio ero al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, per il primo di una serie di incontri organizzati dalla Commissione Ambiente del Centro Servizi Vssp (per gli altri informatevi: [email protected]). Il titolo dell’incontro era «Protocollo di Kyoto – clima ed energia: la transizione verso la sostenibilità» e l’unico relatore era Nanni Salio. Con la consueta chiarezza e «forza espressiva» ha cominciato dal Club di Roma e Aurelio Peccei, transitando per la differenza tra «crescita» e «sviluppo» («I giovani non continuano a crescere – o perderebbero la loro grazia – ma continuano a svilupparsi, sviluppano qualitativamente e non quantitativamente») e terminando con la «parabola» riportata all’inizio di questa «Pillola».

Di argomenti come questo, di relatori come questo, di riflessioni come quella riportata tra virgolette non ce n’è mai abbastanza.

O no?

(a cura di Cinzia Picchioni – Per contatti: via Bertola, 57 – Torino – 011539170)

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